domenica 16 novembre 2008

Il forum sul cambio di regione sui giornali

Ringraziamo i giornalisti per l'attenzione che viene data a questo evento anche sui giornali locali.

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


Il referendum secessionista è ancora una parola grossa, ma il tema della marginalizzazione e della scarsa attenzione dei rappresentati di Provincia e Regione verso i problemi di Magliano è venuto fuori tutto. Ed è un fatto su cui tutti, prima o poi, dovranno fare i conti. Hanno iniziato venerdì sera i rappresentati dei partiti politici presenti a Magliano, che si sono confrontati sul tema del cambio di Regione nel forum organizzato dall’associazione culturale Sabinamente che da mesi ha lanciato l’idea di un referendum. Sono stati proprio due dei ragazzi dell’associazione - Niccolò Todini e Paolo Tronati - a spiegare le ragioni della proposta: “Rieti è troppo lontana: sui collegamenti, lo sviluppo economico e la fiscalità locale possiamo avere dei vantaggi”. Poi si è aperto il dibattito. Prima il sindaco Lini che ha confermato la sua contrarietà dicendosi scettico perché con il cambio si potrebbe mettere a rischio l’ospedale o alcuni progetti tipo la Rsa. Per Graziani (Magliano Insieme) “bisogna cambiare gli attori, non il teatro”. Stesso discorso più o meno del Pd: “Contano le persone, e come fanno politica”, ha detto Francesco Di Basilio. Per l’Udc, Fabio Di Giamberardino, “bisogna valutare i pro ed i contro”. Verdi, Sd e Pdl si sono detti favorevoli alla proposta di Sabinamente. Tutti d’accordo sul fatto che Magliano deve pretendere di essere rappresentata meglio in Provincia o Regione.

dal sito de "Il Messaggero"

Appoggio incondizionato di Verdi e Sinistra democratica, dubbiosi Udc e Pdl, contrario il sindaco Lini. Tutti i partiti presenti al forum di “Sabinamente” sul cambio di regione.

di RAFFAELLA DI CLAUDIO

Nella sala consiliare di Palazzo Vannicelli nessuno ha dubbi circa «lo stato di abbandono istituzionale che negli ultimi anni ha colpito il Comune di Magliano Sabina». Nessuno: destra, sinistra, centro. Ma la maggioranza dei rappresentanti politici intervenuti al forum pubblico sul cambio di Regione organizzato dai giovani dall’associazione culturale “Sabinamente”, non se l’è sentita di avallare la proposta secessionista dei ragazzi, nata dopo la perdita dell’istituto per geometri e il rischio di ridimensionamento dell’ospedale Marini. Fatta eccezione per il sostegno incondizionato espresso dai Verdi guidati da Luisella Falcetta e ribadito da Sinistra democratica con Antonello De Angelis, gli altri partiti, pur plaudendo all’iniziativa di “Sabinamente”, non credono che cambiare Regione possa risolvere i problemi dei maglianesi.
«Certo il disagio c’è e la provocazione è buona - ha affermato Fabio Di Gianberardino (Udc) - ma sarebbe opportuno analizzare i pro e i contro con i referenti delle due Regioni». Magliano, a sentire i tre i membri di Sabinamente, Niccolò Todini, Paolo Tronati e Francesco Sabatini, «è molto più umbra che reatina». «Il tema del cambio di regione è molto sentito dalla popolazione. Sarà perché Magliano è molto più vicina a Terni che a Rieti - ha esordito Niccolò -, ma pure perché le opportunità che offre la Regione Umbria sono migliori: dalle tasse più basse, alla qualità della vita e dell’ambiente, alle prospettive di sviluppo. E’ chiaro che un cambio di Regione non è cosa facile, lo sappiamo, non siamo degli illusi: ma passare in Umbria, e meglio che stare nel Lazio».
Non è dello stesso avviso il sindaco Angelo Lini. «Capisco che non abbiamo vissuto bei momenti - ha detto -, ma penso che, nonostante le difficoltà, noi abbiamo le scuole: la battaglia per il Geometri non è ancora conclusa, puntiamo a riavere la prima classe. Sta per partire la Rsa e l’ospedale dovrebbe essere finalmente fuori pericolo. Potremmo avere tutto questo in Umbria? O dovremmo ricominciare da zero? Secondo me ad oggi non ci sono motivi validi per cambiare Regione». Il nocciolo della questione, quindi pare essere un altro: l’assenza di un rappresentante che sappia far valere le istanze di Magliano nelle sedi istituzionali. Anche per Alfredo Graziani di Magliano Insieme, infatti, «non è cambiando teatro che si risolvono i problemi. E’ colpa nostra se non c’è un rappresentante in grado di fare il bene di Magliano - ha aggiunto -. Fino a quando non riusciremo a superare le ideologie scegliendo insieme, con tutte le forze politiche, un candidato che ci rappresenti saremo sempre a questo punto». Il Pd, con Francesco Di Basilio, punta sulla necessità «di farsi rispettare per la nostra identità sabina. Siamo sicuri che andando in Umbria potremmo continuare ad avere il nostro ospedale e le nostre scuole? Vedendo come è strutturata la sanità umbra e come sono distribuiti i plessi scolastici, credo di no. Dobbiamo restare qui e far sentire la nostra voce». I maglianesi, però, è intervenuto Domenico Manili (Pdl), «sono stanchi e vogliono servizi migliori».
Chi li erogherà? Sceglieranno loro, i cittadini. Molti (circa 500) hanno già firmato per il referendum e poi si vedrà. Se poi i giovani di Sabinamente non riusciranno a passare in Umbria, almeno avranno il merito di aver fatto un piccolo miracolo: essere riusciti a far confrontare tutte le forze politiche del comune. Non era mai successo prima.

4 commenti:

Aprile ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Aprile ha detto...

Non me la sento riproporre sul ns blog tesi già sviluppate a questo proposito, la nostra scelta è stata fatta, e incondizionatamente diamo tutto l'appoggio all'iniziativa di Sabinamente.
Vi chiedete perché SD, dove due suoi esponenti sono stati segretari della sezione PCI, amministratori di enti e consiglieri comunali, con un trascorso politico ineccepibbile dal punto di vista morale; si sono gettati a capofitto su questa iniziativa vorrei dire quasi in contemporanea con la vostra organizzazione?
Ma è semplice, ne hanno viste di tutti i colori... è vero, qualcuno ha detto che non cambiando la scena, ma gli attori si migliora un'opera; e quali sono i nuovi attori? i nuovi sono coloro che avendo vissuto esprienze negative per 60 anni si sono resi conto che è ora di finirla con la politica delle figurine, sempre le solite, sempre i soliti sistemi.
I nuovi siete voi di sabinamente organizzati in una associazione, ma ci sono altri giovani non organizzati che chiedono questo definitivo cambiamento e allora vi dico andate avanti; il nostro contributo se lo desiderate lo diamo ripeto senza condizioni, servirà certamente.
Servirà anche quello che, ne sono sicuro, arriverà trasversalmente dagli altri partiti; ce ne sono tanti, tanti che neppure immagginate quanti cittadini sono favorevoli a questa svolta.
Rieti, e non me ne vogliano i reatini, hanno una visione ristretta della provincia poiché essa è relativamente giovane, ha un territorio non omogeneo culturalmente, in essa sono compresi territori umbri, abbruzzesi, marchigiani; è si nei confini di quella che fu l'antica Sabina, ma non credo essa sia più identificabbile come etnia indigena italica (e quì Bossi forse avrebbe anche trovato terreno per una Tota Sabina Civitas).

Quegli interrogativi da alcuni posti, son tutti pretestuosi e non reggeranno per giustificare lo sfacelo di questo territorio dovuto alla assenza di politiche serie.
Avremmo modo ancora di discuterne per stilare magari un vero progetto ed elencando tutte le inadempiense sino ad oggi prodotte da questa Regione e da questa provincia su questa parte di territorio.
Mi scuso ancora con tutti voi per l'assenza.
carlo

ps-
sul primo commento avevo notato alcuni errori e l'ò cancellato, scusate

Niccolò ha detto...

Grazie. Accettiamo di buon grado l'appoggio della vostra forza, come espresso l'altra sera da Antonello.

Hai ragione inoltre quando affermi che molti altri sono i ragazzi che chiedono il cambiamento.

Aprile ha detto...

Non me la sento riproporre sul ns blog tesi già sviluppate a questo proposito, la nostra scelta è stata fatta, e incondizionatamente diamo tutto l'appoggio all'iniziativa di Sabinamente.
Vi chiedete perché SD, dove due suoi esponenti sono stati segretari della sezione PCI, amministratori di enti e consiglieri comunali, con un trascorso politico ineccepibbile dal punto di vista morale; si sono gettati a capofitto su questa iniziativa vorrei dire quasi in contemporanea con la vostra organizzazione?
Ma è semplice, ne hanno viste di tutti i colori... è vero, qualcuno ha detto che non cambiando la scena, ma gli attori si migliora un'opera; e quali sono i nuovi attori? i nuovi sono coloro che avendo vissuto esprienze negative per 60 anni si sono resi conto che è ora di finirla con la politica delle figurine, sempre le solite, sempre i soliti sistemi.
I nuovi siete voi di sabinamente organizzati in una associazione, ma ci sono altri giovani non organizzati che chiedono questo definitivo cambiamento e allora vi dico andate avanti; il nostro contributo se lo desiderate lo diamo ripeto senza condizioni, servirà certamente.
Servirà anche quello che, ne sono sicuro, arriverà trasversalmente dagli altri partiti; ce ne sono tanti, tanti che neppure immagginate quanti cittadini sono favorevoli a questa svolta.
Rieti, e non me ne vogliano i reatini, hanno una visione ristretta della provincia poiché essa è relativamente giovane, ha un territorio non omogeneo culturalmente, in essa sono compresi territori umbri, abbruzzesi, marchigiani; è si nei confini di quella che fu l'antica Sabina, ma non credo essa sia più identificabbile come etnia indigena italica (e quì Bossi forse avrebbe anche trovato terreno per una Tota Sabina Civitas).

Quegli interrogativi da alcuni posti, son tutti pretestuosi e non reggeranno per giustificare lo sfacelo di questo territorio dovuto alla assenza di politiche serie.
Avremmo modo ancora di discuterne per stilare magari un vero progetto ed elencando tutte le inadempiense sino ad oggi prodotte da questa Regione e da questa provincia su questa parte di territorio.
Mi scuso ancora con tutti voi per l'assenza.
carlo

ps-
sul primo commento avevo notato alcuni errori e l'ò cancellato, scusate

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