In Evidenza

mercoledì 31 ottobre 2012

E' ufficiale: il decreto approva la Provincia Tuscia Sabina




Patroni Griffi: "Processo irreversibile". Si passa dalle 86 attuali a 51, con elezioni a novembre 2013 per decidere i nuovi vertici. Il governo conferma ''il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali'' e conferma ''l'abolizione degli assessorati''.

ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge di riforma delle Province: la notizia è stata data attraverso un post su Twitter dal Ministero della Funzione Pubblica e poi confermata dal ministro Filippo Patroni Griffi. Il decreto sulle Province prevede il passaggio da 86 a "51 Province comprese le città metropolitane", ha annunciato il ministro. Ora il decreto deve essere convertito in legge.

Processo irreversibile. Quello avviato dal governo sul riordino delle Province ''è un processo irreversibile''. ''Da gennaio e coerentemente con la governance, verranno meno le giunte provinciali e nella fase di transizione sarà possibile per il presidente delegare non più di tre consiglieri. Nello stesso tempo sarà prevista una serie di adempimenti (bilanci, ricognizione dotazione organiche, del patrimonio immobiliare ecc). Questo fino a quando il sistema non andrà a regime nel 2014'', ha aggiunto Patroni Griffi.

Elezioni a novembre 2013. La riforma delle Province sarà attiva a partire dal 2014 e a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici, ha spiegato il ministro.

Province completamente nuove. Il decreto, ha spiegato il ministro per la Funzione Pubblica "è di tipo ordinamentale e strutturale, nella logica avviata con la spending review" e prevede "Province completamente nuove per dimensioni e funzioni". La riforma si ispira ai modelli di governo
europei: in tutti i principali Paesi Ue, infatti, ci sono tre livelli di governo. Il provvedimento consente inoltre una razionalizzazione delle competenze, in particolare nelle materie precipuamente "provinciali" come la gestione delle strade o delle scuole. Il riordino delle province è  stata l'occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un'altra Provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica.

Città metropolitane operative dal 2014. Sempre dal 1 gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto. Per assicurare l'effettività del riordino posto in essere, senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il Governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati. Resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. Resta anche ferma l'abolizione degli Assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo. Il riordino delle Province - sottolinea una nota del Cdm - è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati. Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli effettivi risparmi che comporterà l'intera riforma.

Commissari solo per inadempienze. Il riassetto delle Province non prevede che siano istituiti dei commissari nella fase di transizione. Tuttavia, "solo dall'eventuale inadempimento dell'obbligo nei termini scatterà uncommissario ad acta per garantire i passaggi intermedi funzionali alla transizione".

Rinviata decisione per Regioni a statuto speciale
. Sul riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale "ci occuperemo in seguito, visto che la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più", ha detto ancora Patroni Griffi.

La nuova mappa. Ecco la nuova mappa:
- Piemonte: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli
- Liguria: Imperia-Savona, Genova, La Spezia
- Lombardia: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia
- Veneto: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia
- Emilia Romagna: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini
- Toscana: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno
- Marche: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno
- Umbria: Perugia-Terni.
- Lazio: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone- Abruzzo: L'Aquila-Teramo, Pescara-Chieti
- Molise: Campobasso-Isernia
- Campania: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno.
- Puglia: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce.
- Basilicata: Potenza-Matera.
- Calabria: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.

martedì 30 ottobre 2012

Cosa mangiano i ragazzi delle scuole di Magliano: online il menu

Sul sito del Comune sono stati pubblicati i menu del refettorio delle scuole di Magliano, in vigore dal primo novembre p.v. vidimato dalla Asl. Per conoscere le pietanze, clicca qua sul sito del Comune.


lunedì 29 ottobre 2012

Stangata Imu sulle seconde case

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


sabato 27 ottobre 2012

Melilli ritira le dimissioni

dal sito de "Il Corriere di Rieti"



dal sito "Tusciaweb"

Il governo oggi ci ha comunicato che intende dare ai presidenti il ruolo di costruttori della nuova provincia. Per questo resto al mio posto”. Lo ha detto il presidente della provincia di Rieti Fabio Melilli, annunciando di aver ritirato le proprie dimissioni. “Durante l’incontro al ministero dell’Interno – ha detto Melilli – i ministri Cancellieri e Patroni Griffi ci hanno comunicato che il governo è intenzionato a varare nei primi giorni della prossima settimana il decreto di accorpamento delle Province”. Da qui la conclusione del presidente della provincia di Rieti. “La soluzione che si prospetta è che manterrà in carica gli organismi fino alla data delle prossime elezioni delle nuove province (ndr presumibilmente il 2014) e attribuirà ai consigli provinciali, nel nostro caso di Rieti e Viterbo, il compito di predisporre gli atti necessari alle fusioni”. Melilli ha poi spiegato i motivi che lo avevano portato a dimettersi lo scorso 8 ottobre. “Nelle scorse settimane il Governo aveva annunciato il commissariamento generalizzato delle Province e un’accelerazione del percorso di fusione e per questo avevo rassegnato le mie dimissioni. Non ero disponibile a svolgere il ruolo di liquidatore della nostra storia e dell’ente che presiedo senza avere possibilità di incidere sul processo”. Dunque le motivazioni che lo hanno riportato sui suoi passi. “Resto al mio posto – conclude Melilli -, lo devo alla comunità, ai sindaci e ai dipendenti della Provincia che saranno presto interessati dalla riforma”.

Nel frattempo per le altre province non ci sarà nessuna eccezione: rimarranno 40 province più 10 città metropolitane nelle regioni a statuto ordinario. Non saranno previsti commissariamenti delle province e le elezioni si svolgeranno per tutti nel 2014, insieme alle costituende città metropolitane. C'è invece la possibilità che i confini delle città metropolitane si espandano anche verso altri comuni ora fuori dall'area metropolitana fino ad inglobare intere province.

Ulteriori info su: "Roma Oggi Notizie"

In centro arrivano nuovi parcheggi a pagamento

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


giovedì 25 ottobre 2012

Tagli al budget del Sabina Musica Festival

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


mercoledì 24 ottobre 2012

In pochi a Rieti per il riordino provinciale: e che si credevano?

da sito de "Il Messaggero"

Sarà una coincidenza o forse no, ma buona parte di sindaci che, nei giorni scorsi, avevano deciso di creare un coordinamento territoriale per trattare la resa con Viterbo, al teatro Flavio, nel consiglio straordinario sul tema dell'accorpamento della Provincia con Viterbo, non si sono visti. Non c’era Fabio Refrigeri di Poggio Mirteto, né Alfredo Graziani di Magliano, né David Basilicata di Fara Sabina; non c’era Michele Nicolai di Borgorose e neppure Sergio Pirozzi di Amatrice. Tutte postazioni di confine che, peraltro, potrebbero essere le prime a saltare in caso di accorpamenti forzosi con Viterbo (la soluzione istituzionale) o con Terni (desiderata da diversi sindaci e molto popolo). Nel libro delle presenze, hanno lasciato la firma 25 sindaci e assessori e consiglieri comunali di altri sei paesi: fanno 31 comuni su 73. Presenti quasi al completo consiglieri e assessori comunali reatini (si riconoscevano dalla giacca blu e dalla camicia bianca), parte della giunta provinciale, i tre consiglieri regionali eletti a Rieti - Cicchetti, Perilli e Nobili (salutata da qualche fischio) - e il vice prefetto, Paolo Grieco. Neanche un prete per chiacchierar, ma in compenso Cgil, Cisl e Uil in platea e Ugl sul palchetto e il presidente del Consorzio Industriale Andrea Ferroni in piedi, in fondo. Un palchetto anche per commercialisti e revisori dei conti: un segno dei tempi. Grami.


Non è certo un caso che a quell'incontro fossero presenti soltanto i rappresentanti dell'area reatina. La realtà è che quando si trattava di dover difendere i bisogni dei comuni "di confine" non c'è stata a Rieti nessuna manifestazione dei sindaci, nessuna battaglia comune di tutta la provincia. Adesso che invece a giocarsi il futuro è Rieti, ci si meraviglia delle assenze altrui. Il fatto è che la stima la si conquista col tempo. Evidentemente non sono bastati 80 anni a Rieti per ottenere quella dei comuni appartenenti alla sua provincia! Ora che la riorganizzazione delle province è in atto, non saremo certo noi - comuni di confine - a dover salvaguardare e difendere un'unità che non ci appartiene e che da sempre non ci è stata gradita. La legge del contrappasso obbliga adesso Rieti ad andare a Viterbo, ma adesso nella Conca sabina si vuole (guarda un po'!) l'Umbria! E quando Magliano e Leonessa la volevano, dove stava Rieti? La ex Provincia di Rieti è destinata a smembrarsi, come è normale che sia: Amatrice se ne vada con Ascoli, Borgorose e il Cicolano con L'Aquila, Passo Corese e la bassa sabina con Roma, Rieti e i suoi vicini con Terni. Forse un giorno ci ritroveremo nella stessa provincia umbra, ma senza rancori e sudditanze. Ognuno per la sua strada.

Anche dal sito Tusciaweb: Meglio Terni di Viterbo

martedì 23 ottobre 2012

Liceo scientifico, da oggi intitolato a "Mario Tagliacozzo"

(clicca sull'immagine per ingrandire, dal sito de "Il Corriere di Rieti")


Dal Diario di Mario Tagliacozzo "Metà della vita"

Dopo la guerra, gli scampati all’Olocausto
si sono accorti che quella che vivevano
non era più una vita come prima.
Con l’esperienza che avevano fatto, 

se n’era andata in pochi anni metà della vita.


copertina volume
Alla fine del 1937 cominciano a girare voci su una campagna di antisemitismo. Nel ’38 Hitler arriva a Roma festeggiatissimo ed esce un manifesto sulla razza, contro gli ebrei. In settembre è decretata per tutti gli israeliti la perdita della cittadinanza con la proibizione dell’insegnamento e dello studio. Tagliacozzo che ha trentasei anni comincia a parlare ai figli di razze e religioni. Gli ebrei organizzano scuole israletiche, ma molti partono o si fanno battezzare. Anche i Tagliacozzo si preparano a lasciare la loro casa, anche se ormai privati del loro passaporto. La guerra è descritta con il fiato sospeso. Dopo un breve soggiorno ad Ancona presso parenti, con un viaggio avventuroso raggiungono Magliano Sabina. Trovano rifugio tutti in una sola stanza di una piccola pensione, sempre timorosi di essere scoperti e di compromettere gli amici, numerosi e sensibili, che li aiutano. Nel gennaio ‘44, con documenti falsi tornano a Roma e inizia il loro drammatico pellegrinaggio fra case poco sicure e conventi, spesso divisi tra loro, sconvolti e spaventati. Tagliacozzo scrive il diario di queste esperienze, legge molto, cerca, con tenera intelligenza, di mantenere vivi i sentimenti che lo legano alla moglie "Virgola", ai parenti e ai tanti amici che lo hanno aiutato. Solo questo dà forza all’autore di superare le drammatiche esperienze che segnano tutto il periodo. Ed è la fedele governante ariana Nannina che, "viaggiando in modo impossibile ed anche pericoloso" li aiuta in una spola continua portando tutto quello che serve, dai cappotti ai libri, sostenendoli soprattutto con la sua affettuosa e costante devozione. Anche la chiesa cattolica sarà determinante per la loro salvezza e così arriveranno alla fine della guerra. La vita è ancora dura, "ma chi ha superato mesi terribili troverà ancora la forza per vincere altre battaglie."
Baldini & Castoldi Editore

lunedì 22 ottobre 2012

Riceviamo e pubblichiamo: Note e Sapori al Ristorante degli Angeli

(clicca sull'immagine per ingrandire)

Pronto il decreto del Governo per la Tuscia Sabina

dal sito "Tusciaweb"

Viterbo e Rieti accorpate e da giugno 2013 arriverà il commissario.


La mappa dell’Italia ridisegnata a livello provinciale è praticamente completata e viene anticipata dal Corriere della Sera. Inalterati i criteri: per restare occorrono o una popolazione che non sia inferiore a 350mila abitanti o un territorio grande almeno 2500 metri quadrati.
Oltre a Tuscia e Reatino insieme, nel Lazio Latina e Frosinone si fondono e ovviamente rimane Roma città metropolitana. Confermate quindi le indiscrezioni, con la novità dell’arrivo di un commissario a giugno 2013, ma varrà anche le province che non saranno cancellate.
Sulla nomina dei consiglieri, sulla quale si deve pronunciare la Corte costituzionale, è stato deciso che siano i sindaci a votare, ma con un correttivo che eviti a comuni più piccoli di pesare come quelli più grandi.
Tra i nostri vicini di casa, scompare Terni, nonostante i tentativi d’annessione d’altri comuni, accorpata a Perugia. 
In totale, senza considerare le regioni a statuto speciale, si passa da 86 a cinquanta, un’altra decina si aggiungerà quando quelle a statuto speciale avranno riorganizzato le proprie, ma hanno tempo ancora sei mesi. Finora sono state respinte tutte le deroghe.
Ancora incertezza su chi dovrà ricoprire il ruolo di commissario: un esterno nominato dal prefetto o il presidente attualmente in carica. La prima ipotesi sembra la più accreditata.
Non ci sarà riduzione di personale, ma d’intesa con i sindacati saranno possibili trasferimenti. Il decreto di riordino arriverà sul tavolo del primo consiglio dei ministri di novembre.


giovedì 18 ottobre 2012

Furto in villa: rubano il rame e spaccano il tetto

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


mercoledì 17 ottobre 2012

Dimissioni: l'assessore esterno lascia la Giunta

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


martedì 16 ottobre 2012

Segretario convidiso: sciolta la Convenzione con Otricoli

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


lunedì 15 ottobre 2012

Verso il commissariamento della Provincia di Rieti

dal sito de "Il Corriere di Rieti"



(Clicca sulle immagini per ingrandire)

Sicurezza stradale per tutti con il Centro Studio Europeo

dal sito de "Il Corriere di Rieti"



Domenica 21 ottobre 2012 a Magliano Sabina c’è il: “Weekend della Sicurezza Stradale”; in Piazza Garibaldi il Centro Studi Europeo per la Sicurezza Stradale European Istitute for Road safety onlus, dalle ore 09,30 fino alle ore 17,00 ha organizzato una lunga serie di iniziative imperdibili.

Attività didattica teorica. Le tecniche e l’atteggiamento psicologico per un rapporto sicuro con l’auto e la viabilità, con riferimenti ai temi di responsabilità sociale ed alle tecniche di ecodriving per la riduzione dei consumi. La sessione teorica ha l’obiettivo di migliorare la capacità dell’allievo di riconoscere i pericoli, specialmente in rapporto alle situazioni di scarsa aderenza. Principi generali; definizione e classificazione delle strade; delimitazione del centro abitato; regolamentazione della circolazione in generale; regolamentazione della circolazione nei centri abitati; regolamentazione fuori dai centri abitati; veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalità.

Attività didattica Pratica. Prova su simulatore Auto: Muovendosi nel traffico cittadino – dove si deve fare attenzione al comportamento non sempre corretto dei pedoni e degli altri automobilisti –, rispettando le regole del codice stradale per non incappare in infrazioni e decurtazioni dei punti della patente, affrontando incroci pericolosi o tornanti di montagna, imparando a controllare l’auto quando il fondo stradale è bagnato o ghiacciato, il giocatore apprende le regole basilari per la guida pratica, sicura e responsabile.. Non solo: grazie alla possibilità di settare le condizioni psicofisiche del conducente, inoltre con il simulatore auto permette di simulare la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, per sensibilizzare gli utenti sui gravi rischi ad essa legati.

Prova su simulatore Moto: simulatore di guida 3d per le due ruote che al realismo della simulazione – i fondamenti della guida sicura di ciclomotori, scooter e motocicli, e le basi dell’educazione stradale. Oltre alle prove di guida su strada o su pista, ci saranno anche lezioni di guida, per prendere confidenza con molte delle manovre previste anche nell’esame pratico per la patente A, e la simulazione dell’esame teorico, sia per patente A che CIG (il cosiddetto “patentino”). Per sensibilizzare l’allievo a una guida sicura e responsabile, il sistema può simulare anche le infrazioni al codice della strada (con relativa decurtazione di punti patente) e gli incidenti stradali, con resoconto finale su danni al veicolo e al conducente.

Mini-corso guida sicura. Sterzare, frenare, dare gas, addirittura sedersi al volante sono manovre da cui può dipendere la vita nostra e delle persone che trasportiamo sulla nostra automobile. Le informazioni di base per eseguirle con maggiore sicurezza. Per le prove con scooter, moto e minicar gli stessi devono essere di proprietà dell’allievo. Per le prove di guida sicura in auto , la stessa verrà messa a disposizione dall’organizzazione.

giovedì 11 ottobre 2012

Arrestato ricercato pluricondannato a Magliano



Un 37enne romano in passato domiciliato a Nepi, nonostante la giovane età aveva già un ricco bagaglio criminale, tant’è che dal 2011 era irreperibile e ricercato in quanto doveva scontare anni 2 mesi 7 e giorni 5 di reclusione, per reati vari quali estorsione, incendio, danneggiamento, violenza, furto, ricettazione, nonchè violazione della legge sulle armi e sulla droga. Per coprire le sue tracce utilizzava documenti contraffatti, intestati a ignari cittadini. Peraltro, nel corso dei controlli l’uomo, che aveva trovato rifugio nella provincia di Rieti, era solito dichiararsi, tra l’altro, nipote di un noto magistrato di Roma. Ad arrivare a lui sono stati i Carabinieri della Stazione di Nepi, guidati dal Maresciallo Ridente, che sapendolo vicino ad un pregiudicato nepesino, avevano iniziato a studiare con chi si accompagnasse quest’ultimo, ed è così che sono arrivati ad un’abitazione di Magliano Sabina. Quando nella tarda serata, i Carabinieri del Maresciallo Ridente hanno effettuato il blitz per catturarlo mentre rientrava in auto nei pressi dell’abitazione nella provincia reatina, all’uomo non è rimasto che ammettere di essere lui il ricercato, nonostante abbia cercato in un primo momento di esibire i documenti falsi, che sono stati sequestrati e sui quali sono in corso verifiche ed accertamenti.

Accorpamento Viterbo–Rieti, una commissione per riordinare

dal sito "Ontuscia"


Sarà formalizzata nei prossimi giorni la costituzione di una commissione composta dai consiglieri provinciali e da una rappresentanza dei sessanta sindaci della Tuscia, chiamata ad elaborare una proposta progettuale per coordinare e gestire al meglio il processo di accorpamento della Provincia di Viterbo con quella di Rieti. E’ quanto deciso nel corso dell’incontro che si è tenuto giovedì pomeriggio a Palazzo Gentili convocato dal presidente Marcello Meroi, che ha visto la presenza di numerosi primi cittadini del viterbese.

martedì 9 ottobre 2012

Nascerà la Provincia Tuscia Sabina, capoluogo Viterbo

Stemma della Provincia Tuscia Sabina

Sta per nascere la nuova provincia della Tuscia-Sabina, che avrà come sede Viterbo e vedrà, una volta chiarita la redistribuzione delle competenze delle originarie Province di Viterbo e Rieti con i Comuni, le Unioni dei Comuni e la Regione Lazio, lo spostamento dei dipendenti di Rieti verso la Tuscia.

Lo ha reso noto ieri Fabio Melilli (Pd), presidente della ormai ex Provincia di Rieti, annunciando le proprie dimissioni. “Abbiamo appreso dalle parole del ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi che l’inizio della chiusura dell’esperienza delle province viene accelerata. La battaglia per salvare la nostra autonomia è chiusa”.

Secondo Melilli, il governo, entro dieci giorni a partire dal prossimo 24 ottobre, vuole chiudere definitivamente la partita delle province. “Da quel momento, cioè dai primi giorni di novembre – ha aggiunto - partirà una fase commissariale per Rieti e, contestualmente, inizierà anche il percorso di accorpamento con Viterbo. Noi – ha detto ancora - continueremo a combattere contro la scomparsa della nostra provincia, ma credo che la battaglia, dal un punto di vista istituzionale ed economico, sia definitivamente persa”.

Melilli ha concluso sottolineando che utilizzerà gli ultimi giorni a disposizione “per fare in modo che la nostra amministrazione chiuda positivamente il bilancio 2013. Lascio comunque un ente senza debiti di bilancio né contenziosi con i fornitori”.

Dunque, la provincia di Rieti continuerà ad esistere per tutto il mese di ottobre e, al massimo, fino ai primissimi giorni di novembre. E quella di Viterbo? Secondo Melilli è probabile che entro dicembre venga commissariata, come tutte quelle che così come sono non potranno sopravvivere alla spending review. Quindi, la fase di formazione del nuovo ente, la Tuscia-Sabina potrebbe essere assegnata a un commissario nominato dal ministero degli Interni.

lunedì 8 ottobre 2012

Iniziato lo smantellamento del laboratorio di analisi al Marini

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


domenica 7 ottobre 2012

Melilli si dimette da Presidente della moritura Provincia

dal sito "Online-news"


Cominciano le grandi manovre, le poltrone che scottano, o che stanno per essere cancellate, si abbandonano in fretta. Fabio Melilli si è dimesso da presidente della Provincia di Rieti. «Il Viminale – ha detto l’esponente del Pd in una conferenza stampa convocata nella tarda mattinata – ha fatto sapere che l’ineleggibilità di presidenti di provincia e sindaci, eventualmente candidabili in Parlamento, scatterà dal prossimo 29 ottobre e per questo credo sia doveroso che io mi dimetta».
Rassegnerà formalmente le sue dimissioni lunedì in consiglio provinciale convocato per le 17, «per il rispetto che debbo all’assemblea – ha detto Melilli – Poi ragioneremo con il partito e la coalizione sul da farsi, gli scenari cambiano di giorno in giorno e tra l’altro non conosciamo la legge elettorale. Mi sono messo a disposizione per la prossima campagna elettorale per le politiche. Abbiamo avuto la conferma che i parlamentari nel Lazio – ha aggiunto – saranno ancora 70 e questo consente alla nostra provincia di avere ancora una rappresentanza in parlamento».

«Enrico Gasbarra mi ha incaricato di esaminare il testo del regolamento delle primarie anche per i candidati al Parlamento, perchè se dovesse rimanere il porcellum sarebbe il minimo che possiamo fare – ha aggiunto -. E in tal senso ricordo l’impegno assunto proprio da Gasbarra affinchè ogni provincia del Lazio abbia almeno una sua rappresentanza parlamentare». E su una sua possibile candidatura alle regionali Melilli ha dichiarato: «Penso sia giusto che il Partito democratico rifletta su una candidatura alle regionali che non sia Fabio Melilli, perchè credo che un partito non possa essere affidato a un solo uomo, lo dico perchè tanti in queste ore mi chiedono se lo scenario è cambiato, spero di no. Vorrei evitare – ha concluso – che mi si chiedesse la disponibilità a candidarmi alle regionali».

"La battaglia per salvare la nostra provincia e' chiusa", ha aggiunto specificando che "il governo dal 24 ottobre si e' preso dieci giorni per chiudere la partita delle province".

sabato 6 ottobre 2012

Festa per la Madonna del Rosario a Chiorano

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


mercoledì 3 ottobre 2012

San Pietro degli anni '40


Su Flikr un utente pubblica questa interessantissima immagine della Chiesa di San Pietro "nostrano", appartenente alla raccolta de Alvariis, risalente agli anni '40. Nella didascalia scrive che la foto è figlia unica, e avrebbe piacere ad averne una attuale.

martedì 2 ottobre 2012

Possibile solo una Provincia del Nord ed una del Sud



Il Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio, con la presenza di 29 dei suoi componenti, ha oggi preso atto a maggioranza (3 voti contrari e 1 astenuto) della delibera della Giunta regionale del Lazio con la quale si è deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale contro le norme emanate dal Parlamento in ordine al riordino delle Province. 

 La decisione della Regione è stata assunta peraltro in coerenza con analoga richiesta, formulata all'unanimità al Cal e alla stessa Regione, da parte dell'assemblea dei Sindaci e dei Presidenti delle Province del Lazio. Il Cal del Lazio, condividendo la scelta della Giunta regionale, ha registrato l'impossibilità di formulare un'ipotesi di accorpamento diversa dall'unica possibile e cioè la costituzione di una Provincia del nord ed una del sud del Lazio.

Altri Cal in queste ore stanno formulando proposte non sempre aderenti al dettato normativo ed il Cal del Lazio avrebbe potuto fare altrettanto, rivisitando i confini della costituenda Città metropolitana. Ritenendo illegittima una scelta che non avesse tenuto conto della volontà delle comunità locali, uniche depositarie della sovranità in ordine all'appartenenza ad una Provincia o alla Città metropolitana stessa, il Cal è stato messo dalla norma nelle condizioni di compiere una scelta obbligata.

Una scelta che non viene condivisa dalla stragrande maggioranza dei sindaci della regione. Per questo, qualora la Corte non dovesse accogliere le obiezioni della Regione, sarà il Governo a doversi assumere la responsabilità di suddividere una delle regioni più grandi d'Italia in due sole Province oltre la Città metropolitana, mentre si va definendo un assetto che vedrà, in regioni molto più piccole, la presenza di 4, 5 o addirittura 6 o più Province. 

"Sono certo - ha dichiarato il presidente del Cal del Lazio, Fabio Melilli - che appena sarà predisposto lo Statuto della Città metropolitana, saremo obbligati tutti a tornare sul tema perché ritengo davvero innaturale che tutti i Comuni della provincia di Roma possano essere considerati metropolitani o addirittura Capitale come qualcuno immagina. Non si è voluto tener conto della peculiarità della nostra Regione e della presenza appunto della Capitale, per ottenere in fretta un risultato che alla prova dei fatti richiederà ulteriori e migliori decisioni".

lunedì 1 ottobre 2012

Serata al Manlio per ricordare il Vajont

dal sito de "Il Corriere di Rieti"



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