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Manifesto della Nuova Pro-Loco


E' in fase di affissione un manifesto redatto dal nuovo direttivo della Pro-Loco. Lo abbiamo ricevuto in anteprima, e siamo ben lieti di pubblicarlo.


CARISSIMI CONCITTADINI

Da alcune settimane l’ASSOCIAZIONE TURISTICA PROLOCO di Magliano Sabina è tornata di nuovo a muovere i suoi passi sul territorio.
L’avvenuto passaggio di consegne dalla vecchia direzione all’attuale, ci vede protagonisti in quello che vogliamo definire come un GIOVANE MOVIMENTO DI RINASCITA, che parta dalle tradizioni artistico-culturali, ambientali ed enogastronomiche del nostro, fino ad oggi, poco valorizzato paese, ai più ancora sconosciuto.


L’immobilismo che ha caratterizzato la NOSTRA Magliano per moltissimi anni ci ha penalizzato a livello economico e turistico facendoci sprofondare agli ultimi, indegni posti della provincia di Rieti. Una tale situazione mal si addice ad un paese così potenzialmente forte in capacità e risorse e ricco nelle idee.
E’ proprio da questo punto che, questa NUOVA GESTIONE e questo NUOVO DIRETTIVO, hanno deciso di ripartire in una veste totalmente rinnovata. Il nostro obbiettivo è quello di far nascere nella coscienza di ognuno di noi un pensiero:

“Tu sei il paese in cui vivi”

Solo se faremo nostra questa nuova concezione e solo se ognuno di noi parteciperà con il proprio contributo, la propria esperienza, la propria energia e soprattutto le proprie idee, la
NOSTRA Magliano potrà avere nuovo punto di partenza. TUTTI INSIEME riusciremo in questa piccola ma grande missione.
Il nuovo direttivo si impegna già da ora con tutti i cittadini, le associazioni e gli enti operanti nel territorio, nel pieno RISPETTO dei ruoli e nella massima predisposizione alla
COLLABORAZIONE.

Vi invitiamo già da ora ad aderire alla campagna tesseramenti valida per l’anno 2009/2010 a cui tutti potranno iscriversi, che partirà già dal mese di agosto e a cui saranno legate alcune agevolazioni di cui potrete usufruire.

Ringraziamo anticipatamente voi tutti per la disponibilità e per la fiducia che vorrete accordarci e vi invitiamo a prendere contatto con noi per maggiori informazioni e curiosità presso la nostra nuova sede in Piazza Garibaldi.
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Blog è libertà

Questo blog oggi posta soltanto la protesta contro il DDL Alfano che limita l'attività dei blogger italiani. Ci sarà meno informazione libera e più censura. Sono cose che accadono in paesi come l'Iran e la Birmania. Questo post lo leggerai sul molti altri blog italiani. E' la nostra risposta silenziosa alla legge ammazza-internet.

Terrore in villa, il racconto di Toni.

La rapina a Chiorano di Magliano ricorda quella ai danni dei coniugi Ciurlanti di Amatrice.
“Ci hanno buttato giù dal letto e hanno cominciato a picchiarci”.

Un racconto lucido e drammatico insieme quello dell’imprenditore maglianese Benito Toni che, davanti alle telecamere del TG1, ha ripercorso gli attimi di terrore seguiti all’irruzione di quattro malviventi nella sua villa in vocabolo Chiorano, nella periferia di Magliano Sabino, nella notte tra venerdì e sabato. “Ci hanno buttato giù dal letto - ha raccontato il commerciante di auto con il volto segnato ancora dalla ferocia di quella notte - e hanno cominciato a menarci. Volevano i soldi e ci picchiavano. Non chiedevano altro che di avere i soldi. A quel punto gli abbiamo dato i 5300 euro che tenevamo in casa, ma volevano altro. Allora gli abbiamo consegnato la borsa dell’oro. Ma niente, cercavano la cassaforte e ci chiedevano dove la nascondessimo. A quel punto hanno caricato il fucile e ce lo hanno puntato addosso. Solo quando si sono resi conto che in casa non avevamo alcuna cassaforte sono fuggiti via”. Sono da poco passate le 2 di notte quando quattro malviventi, tutti stranieri, sembra, si introducono nell’abitazione dell’imprenditore dopo aver forzato una finestra. Hanno il volto coperto e uno di loro è armato di pistola. Svegliano immediatamente i padroni di casa: insieme all’imprenditore ci sono sua moglie Gina, 69 anni, e il figlio Aldo, di 43. Un risveglio drammatico per la famiglia Toni, con il padre e il figlio pestati selvaggiamente (il primo è stato prima accompagnato all’ospedale Marini di Magliano dove il personale medico gli ha riconosciuto una prognosi di 21 giorni e poi al Santa Maria di Terni per una Tac; il secondo è stato gravemente ferito all’occhio). Solo alla donna, in evidente stato di choc all’arrivo dei carabinieri, è stata risparmiata tanta ferocia. Prima di fuggire, i rapinatori hanno rinchiuso la famiglia in una stanza, dopo aver immobilizzato marito, moglie e figlio con del nastro isolante, e staccato i fili del telefono, guadagnando così vantaggio sulle forze dell’ordine chiamate solo quando il figlio Aldo è riuscito a liberarsi. La rapina di Chiorano, area isolata a due passi dall’autostrada, fa seguito a diversi episodi delinquenziali, furti soprattutto, agevolati proprio dalla tranquillità della zona. Mai però, a memoria di cronisca, si era registrato un fatto tanto grave in Sabina. Che fa il paio con un’altra rapina, altrettanto violenta, quella messa a segno il 16 settembre del 2008 nei pressi di Amatrice, in località Scandarello, dove quattro delinquenti, tutti stranieri e a volto scoperto, si introducono all’una di notte nell’appartamento dei coniugi Ciurlanti che riposano in camera da letto. Prima picchiano l’uomo, colpendolo con pugni al volto, lo legano e lo imbavagliano; poi è la volta della donna, presa a schiaffi e, anche lei, legata e imbavagliata. Dopo due ore si dileguano nella notte con un bottino di 3mila euro. Sulle tracce della banda, specializzata in rapine in villa e in abitazioni isolate del Centro Sud d’Italia, si mettono immediatamente i carabinieri del reparto operativo di Rieti: un mese e in manette finiscono quattro componenti la banda - tutti stranieri -, detta del “mucchio selvaggio”, cui si aggiunge poi un quinto elemento; nell’aprile successivo il rinvio a giudizio fino alla condanna, nel maggio scorso, con pene dai 4 ai 5 anni di reclusione.

Oggi sul Corriere di Rieti.

Rapinati e picchiati con ferocia.
Quattro malviventi hanno fatto irruzione nella notte in una villa nei pressi di Magliano. Padre e figlio sono finiti in ospedale. 5mila euro e gioielli il bottino.

Sequestrati da rapinatori che li hanno legati e picchiati selvaggiamente per poi allontanarsi dalla loro villa con gioielli e cinquemila euro in contanti. E' il dramma vissuto intorno alle due del mattino da due anziani coniugi e il figlio 45enne di Magliano Sabina. Quattro i banditi che hanno assaltato la villa di campagna, in località Chiorano, dove la famiglia vive da anni. Per entrare i malviventi hanno divelto le inferriate di una porta finestra al piano terra, e hanno fatto irruzione in casa, mentre i due coniugi e il figlio dormivano. Armi in pugno (ma questo dovrà essere chiarito meglio dagli investigatori), i malviventi - che pare avessero un marcato accento straniero - hanno svegliato i componenti della famiglia: padre e figlio sono stati subito immobilizzati e legati mani e piedi a una sedia con del nastro adesivo. Al loro tentativo di resistenza i balordi si sono accaniti con una ferocia inaudita colpendo con calci e pugni al volto il figlio. Stessa sorte è toccata anche al padre di 71 anni. La donna, invece, è rimasta paralizzata dalla paura e forse per questo risparmiata. Una volta immobilizzati i tre familiari, i malviventi hanno cominciato a rovistare nei cassetti e negli armadi dell’abitazione alla ricerca di denaro e, soprattutto, dei gioielli. Alla fine trovato quello che cercavano i quattro sono scappati lasciando a terra feriti e saguinanti sia l’anziano genitore che il figlio. Solo qualche ora più tardi è stato possibile dare l’allarme e soccorrere i due uomini malmenati che sono stati trasportati all’ospedale di Terni proprio per le gravi ferite riportate. L’anziano genitore è stato sottoposto ad una Tac mentre il figlio è stato ricoverato con una prognosi di 21 giorni e il serio rischio di perdere addirittura un occhio. Le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione di Magliano Sabina, dal Norm di Poggio Mirteto e dal Nucleo Investigativo di Rieti, ma per ora dei rapinatori non ci sono tracce. Non si sa con quale auto siano fuggiti, e non è neppure chiaro di quale nazionalità fossero. Determinante sarà la testimonianza che madre, padre e figlio renderanno nuovamente ai carabinieri una volta le loro condizioni psico-fisiche lo permetteranno. La famiglia vittima di questa efferata rapina è molto conosciuta a Magliano Sabina: padre e figlio, infatti, sono i titolari di una rivendita di automobili sulla via Flaminia ed in passato sono anche balzati agli onori delle cronache per vicende legate ad altre attività imprenditoriali. La rapina si è verificata in una zona isolata nelle campagne che circondano Magliano Sabina al confine con le province di Viterbo e Terni. Molte, infatti, sono le ville abitate in particolare da romani che hanno scelto la quiete della provincia, una quiete interrotta ogni tanto da scorribande di criminali che approfittano proprio della posizione isolata di queste abitazioni per compiere rapine e furti.
Luigi Spaghetti

ANCHE IL TG1 HA PARLATO DI QUESTO SPREGEVOLE EPISODIO. SE VOLETE VEDERE IL VIDEO CLICCATE SUL LINK SOTTOSTANTE:

www.youtube.com/watch?v=m7dv3-XcNyU

Magliano - Rubate le telecamere del parcheggio.
Gli apparecchi sorvegliavano la struttura coperta di via Circonvallazione. Ladri in azione nella notte. Indagano i carabinieri.

Un bottino di alcune centinaia di euro quello dei ladri che, nei giorni scorsi, hanno sottratto tre telecamere installate nel parking di Magliano. Una bravata o un semplice atto di vandalismo, forse, che potrebbe passare inosservato se non fosse che, paradossalmente, le telecamere sarebbero dell'Aj Mobilità, società che gestisce la sosta a pagamento di tutto il territorio comunale - e quindi anche il parcheggio - installate poco dopo l'inaugurazione della struttura proprio per videosorvegliare costantemente l'area di sosta ed evitare il verificarsi di atti vandalici. Qualcosa dunque deve non aver funzionato nel sistema. Gli apparecchi, installati proprio per la tutela delle quaranta vetture che ogni sera vengono lì parcheggiate dagli altrettanti abbonati maglianesi, non avrebbero registrato il misfatto. Saranno ora i carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto assieme ai colleghi della locale stazione di Magliano Sabina, intervenuti sul posto l’altro ieri, a dover tentare di fornire una risposta a quanto accaduto. Proprio per questo e per rintracciare i responsabili del furto, del quale ancora non si conosce neppure il momento in cui si è verificato a causa della mancata registrazione, è stata aperta un'indagine che dovrà far luce sulle eventuali mancanze legate al sistema di sicurezza. Intanto, per sensibilizzare l'opinione pubblica, l'amministrazione comunale e la polizia municipale di Magliano Sabina hanno stilato un manifesto, affisso ieri sui muri del territorio, in cui si portano a conoscenza i cittadini delle sanzioni per furti di oggetti legati al patrimonio pubblico. Sanzioni che prevedono la reclusione da 3 a 6 anni e una multa da 154 a 516 euro. "Purtroppo, - cita il manifesto - spesso assistiamo ad atti di vandalismo che denotano una mancanza di senso civico e nascono dalla scarsa considerazione di ciò che appartiene alla collettività. Il patrimonio pubblico va tutelato e curato da ognuno nell'interesse di tutti i cittadini. Questa amministrazione intende rivolgere particolare attenzione a questo delicato aspetto, nella consapevolezza che tale importante obiettivo si può ottenere solo con la collaborazione e la partecipazione attiva di tutti. Contiamo quindi sulla sensibilità che i maglianesi hanno sempre dimostrato e invitiamo tutti i cittadini ad una maggiore attenzione affinché dimostrino, con comportamenti rispettosi dei beni pubblici e volti al mantenimento del decoro della città, l'amore per il luogo dove vivono.

La foto della domenica.

Ancora proiezioni di natura imponente per i nostri occhi, di nuovo immagini inusuali che esistono nella speranza di fornire allo spettatore indizi di contemplazione che rasentano la trascendenza: qui risiede lo scopo di un ciclo che esibisce il suo lauto vessillo da milioni di anni, zona nella quale vige il senso di una vita le cui miriadi di forme hanno da sempre straziato l’uomo, spesso grato degli onirici sentori fornitogli, degli stimoli, delle ispirazioni, di ogni genere di risultato. Personalmente, io riesco ancora a percepire certi messaggi, ossia quelle vivide proiezioni intenzionate a saturarmi della loro avvenenza ogni volta che alzo lo sguardo oltre me sesso, oltre quella concretezza che in qualche modo ci rende stolidi e confusi, al di là di troppe realtà che concernono soltanto futilità… e voi, riuscite a vedere tutto questo?

Mau.A.

Dal sito della REGIONE LAZIO

Abbiamo trovato sul sito della Regione Lazio una notizia che sicuramente potrà interessare molti maglianesi. Dategli uno sguardo.

Mobilità: trasporti gratuiti per gli under 25 residenti nel Lazio

Trasporti regionali e locali gratuiti per i ragazzi residenti nella Regione Lazio, con un'età compresa tra i 10 e i 25 anni. Il provvedimento, contenuto nella delibera di Giunta 401 approvata lo scorso 29 maggio, dovrebbe interessare, secondo le stime della Regione, circa 337 mila giovani.Per gli studenti e i lavoratori l'esenzione coprirà la tratta che va dal Comune di residenza al luogo di studio o di lavoro, anche se questo si trova in regioni limitrofe. I disoccupati o inoccupati potranno, invece, beneficiare di titoli gratuiti per i trasporti locali oppure per recarsi dal comune di residenza al capoluogo della loro provincia.A copertura dell'agevolazione, la finanziaria regionale ha previsto 12 milioni di euro per ciascuna annualità compresa nel triennio 2009-2011. Per l'anno 2009 l'agevolazione si considera sperimentale, partirà il prossimo primo settembre ed avrà la durata 4 mesi.
In vista dell'ampia richiesta e come suggerito anche dal Consiglio Regionale del Lazio, per la concessione dell'esenzione si procederà alla formazione di un'apposita graduatoria basata esclusivamente sul reddito ISEE che non dovrà superare i 20 mila Euro all'anno. A parità di reddito varrà la data di presentazione della domanda.
I termini per la formazione della graduatoria si aprono domani, sabato 20 giugno, e si chiudono lunedì 20 luglio. Sul sito della Regione Lazio, www.regione.lazio.it, attraverso il SISET, Sistema Informativo di erogazione dei Servizi di Esenzione del Trasporto pubblico regionale messo a punto da LAit SpA, sarà possibile compilare la domanda che dovrà essere inoltrata on line e, allo stesso tempo, stampata e presentata brevi manu al Comune di residenza (dove dovrà esser protocollata n.d.r.).
A graduatoria ultimata, gli aventi diritto riceveranno via Email un comunicazione di idoneità ed un codice identificativo dell'abbonamento. Sarà la stessa Regione Lazio che provvederà, a partire dal 21 luglio, ad inviare a domicilio i titoli Metrebus Lazio e Metrebus Roma. Per i trasporti pubblici locali nei Comuni del Lazio ad esclusione del Comune di Roma saranno, invece, gli interessati a doversi recare presso il proprio Comune o azienda di trasporto per il ritiro del titolo di viaggio.

Riaperta la rampa sulla Provinciale

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

La strada troppo stretta era stata al centro dell’inchiesta dell’Eurospin. Chiusa per oltre due mesi per mettere a norma la carreggiata.

In paese è stata riaperta dopo due mesi la rampa di accesso che da Viale Veneto Lotti si immette sulla ProvincialeAlla fine ci sono voluti più di due mesi ma la rampa di accesso che da viale Veneto Lotti sale (o scende) dalla Provinciale "Magliano Sabina" è stata finalmente riaperta dopo i lavori per allargare e mettere a norma la carreggiata. Adesso la strada è larga circa 6 metri perciò, in teoria, adatta al transito di due auto contemporaneamente. La via, nella primavera dello scorso anno, era finita al centro dell'inchiesta che ha portato al sequestro preventivo dell'immobile che ospitava, fino all'agosto del 2008, il supermercato Eurospin, tuttora sigillato. Ora i proprietari e le parti interessate - l'immobile sequestrato è di proprietà della società che gestisce i beni patrimoniali, l'Eurospin (Ibs), della Coop Tevere '78 e del Comune - cercheranno di giocarsi queste carte per cercare di ottenere, dopo quasi un anno dal secondo provvedimento, firmato dal Gip Alessandro Arturi, il dissequestro. E le due società si sarebbero già mosse in tal senso con i propri legali. Tornando ai lavori, il progetto era stato ideato dalla precedente amministrazione comunale che, a fine aprile, alla scadenza del mandato, avviò i lavori. E' stato realizzato un muro di contenimento in tufo per permettere l'allargamento della strada e realizzato un marciapiede. Ieri mattina, alla presenza del neo assessore ai Lavori Pubblici Antonello Ruggeri e del consigliere delegato alle piccole problematiche Antonio Proietti, è stata riaperta al traffico la strada dopo il collaudo effettuato dall'architetto Roberto Picchioni. Tutta la documentazione relativa alle prove è stata inviata, come prescrive la legge, al Genio Civile. "Mancano gli ultimi ritocchi - dice l'assessore Ruggeri - come la segnaletica orizzontale; tuttavia, credo che questa opera risolva un problema annoso che si è intrecciato poi con le vicende giudiziarie. L'intervento va nella direzione di 'sanare' le anomalie riscontrate nella zona". La strada serve infatti una delle aree più popolose della cittadina sabina: la zona 167, dove ci sono 9 palazzine di case popolari Ater, 5 immobili realizzati con le agevolazioni dell'edilizia convenzionata (tutti dalla Coop Tevere '78) e diverse ville e bifamigliari. L'allargamento di quella strada, insomma, era un problema annoso con cui avevano dovuto fare i conti diverse amministrazioni comunali. Negli ultimi mesi l'intervento era stato "sollecitato" poi dal sequestro. Come si ricorderà, il pm titolare dell'inchiesta, Cristina Cambi, aveva chiesto e ottenuto nel maggio dello scorso anno il sequestro preventivo dell'immobile che fu prima dissequestrato per un vizio di forma nell'ordinanza del Gip e poi sigillato nuovamente a fine agosto. Uno dei motivi per cui è stato sequestrato l'immobile era proprio la rampa oggetto dei lavori. Nella corposa perizia firmata dal consulente tecnico d'ufficio nominato dal pm Cambi - documento che è l'architrave dell'inchiesta - una delle anomalie riscontrate era proprio quella stradina: inadatta al transito dei camion che giornalmente dovevano caricare o scaricare nel supermercato di viale Veneto Lotti. Una stradina già stretta per due auto, figurarsi per i camion. Dopo un apposito sopralluogo il perito concluse che “la viabilità di collegamento con l'aggregato urbano” era “insufficiente ed inadeguata, pregiudicandone le condizioni di sicurezza”.
Paolo Di Basilio