In Evidenza

giovedì 17 febbraio 2011

Rimandato ancora l'incontro con la Polverini

dal sito de "Il Messaggero"

Salta di nuovo l’incontro tra il sindaco Alfredo Graziani e la presidente Renata Polverini. Questa volta ad impedire la riunione informale pare sia stato il decreto Milleproroghe che ha bloccato fino a tarda serata di ieri il senatore Cicolani (Pdl) in Senato. Ieri era arrivata la telefonata al primo cittadino maglianese con la quale lo si invitava a tenersi pronto a partire in qualsiasi momento, perché sarebbe potuto essere quello buono. Ma niente. Non c’è due senza tre e allora ci si riproverà oggi, anche se, imprevisto dopo imprevisto, i giorni passano e i cittadini maglianesi si sentono presi in giro. Basta farsi un giro per le corsie dell’ospedale “Marini”(segue).

mercoledì 16 febbraio 2011

"Tutta la Sabina lasci il Lazio"

dal sito de "Il Tempo - Lazio Nord"

Clamorosa proposta avanzata dal capogruppo del Pdl della provincia. Dopo l'ok al referendum per magliano si allarga la protesta per passare in Umbria.

È arrivato il momento di riflettere se passare interamente, come provincia di Rieti, in un'altra Regione. La proposta, effettivamente forte ma che serpeggia sempre più nei discorsi di piazza e di bar del reatino medio, è stata lanciata ieri dall'assessore comunale e capogruppo provinciale del Pdl, Felice Costini. «Visto che aldilà della maggioranze al governo della Pisana, siano di centrodestra o siano di centrosinistra, la politica della Regione è sempre la stessa, ci sarebbe da chiedersi se non sia doveroso, nell'interesse del territorio, indire un referendum per la secessione dell'intera provincia di Rieti dalla Regione Lazio - ha affermato Costini - evitando così che lo smembramento avvenga Comune per Comune, per poi ricercare una Regione in cui le dimensioni della nostra provincia permettano di essere prese in considerazione». Lo spunto per la proposta secessionista è arrivato dall'ennesima ipotesi di scippo ai danni del Reatino. Lunedì infatti il Consorzio Industriale, Federlazio e Confindustria avevano lanciato l'allarme sul presunto taglio dei finanziamenti per la città dell'innovazione nel nucleo industriale di Rieti e Cittaducale. «Una grave decisione nei confronti del nostro territorio - l'ha definita Costini - La città della innovazione era in qualche modo il contraltare al Polo della logistica di Fara Sabina per il rilancio del Nucleo industriale di Rieti-Cittaducale. Questo progetto, che prende l'avvio dalla individuazione di Rieti quale Polo dell'innovazione in epoca della giunta Storace, permetterebbe di costruire un processo di sviluppo utile al rilancio della occupazione». Da qui, dunque, l'idea di iniziare a ragionare se andare via dal Lazio, magari proprio in Umbria, la Regione nella quale tentò di emigrare Leonessa e la Regione nella quale Magliano Sabina, in futuro, potrebbe ritrovarsi. E proprio il Sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini, che portò avanti la battaglia secessionista nel 2008, qualche settimana fa aveva parlato a Il Tempo proprio del «nuovo spirito che si registra adesso in tutta la provincia reatina. Probabilmente il seme che abbiamo lanciato con il nostro referendum sta dando i suoi frutti e tutti cominciano a rendersi conto che nel Lazio, per un territorio come il Reatino, non c'è spazio». Parole che, oggi, appaiono profetiche.

martedì 15 febbraio 2011

Indipendece Day (?) - secondo episodio

Partiamo da un commento letto sul blog di Carlo, ossia apriletaurus. La domanda posta è se ci ricordiamo di come si schierò MI ai tempi della prima ventata secessionista. Da questa semplice domanda sono nate molte riflessioni che, come mio solito, mi piace condividere con i lettori di questa pagina.

Ricordo certamente come nel forum che organizzammo in Sala Consiliare molte poche furono le adesioni alla tematica secessionista. L'ho anche ricordato nell'ultimo post che ho scritto.

Al tempo, correggimi Carlo se sbaglio, SD e Verdi furono tra i più accesi sostenitori, mentre sia MI che il PD dell'epoca si dissero contro, adducendo comunque una serie di rispettabilissime, seppur da me non tutte condivise, considerazioni.

Io rimango sempre della mia opinione e semmai dovessi cambiarla sarebbe per una scelta personale, seguita alla presa visone di aspetti che magari fin'ora noh saputo e potuto considerare. Non dipenderebbe certo da scelte altrui, non di certo pechè qualcuno oggi mi dice che è giusto essere favorevoli o contrari!
Ho sempre visto il referendum come un qualcosa di scollegato dalle appartenenze partitiche, e non ho difficoltà nel dire che in occasione della tornata referendaria del 2003 (su articolo 18 ed elettrodotti) votai senza esitazione nella stessa maniera in cui indicava di votare ad esempio Rifondazione. Non perché io sia comunista, ma semplicemente perché relativamente a quella tematica ero totalmente d’accordo sull’istanza portata avanti dall’allora movimento guidato da Bertinotti.

Lo stesso Bertinotti dichiarò che in quella occasione vinse la logica di quei partiti che invitarono al non voto. Il referendum è una cosa a mio avviso importante. Da non trasformare (scusate se lo ribadisco) ogni volta in una questione di “fazionismo”. Per molti è difficile intenderlo poiché ognuno che riesce ad uscire dal guscio e dire la sua deve subito essere etichettato, ma se avessi di questi problemi non starei qui di certo a condividere con voi i miei pensieri.

Non deve essere un partito, un movimento a dire se si deve votare SI oppure NO, non deve essere la decisione del momento e nemmeno uno schierarsi sotto l’egida di questo piuttosto che di quel movimento.

Essere secessionisti, o non esserlo, sono due dignitose posizioni che esulano dalla politica del momento. Io mi auguro che il referendum possa essere una maniera che paradossalmente riesca ad unire. Non diventiamo guelfi e ghibellini, diventiamo possibilmente Umbri… anche se sapete che, data la mia fede calcistica, rimanere LAZIALE non sarebbe un dramma!

franz

Chiuso sportello agricolo di Magliano

dal sito "Rietinvetrina"

Con un ordine del giorno depositato immediatamente a firma congiunta Lodovisi e Martellucci, rispettivamente segretario provinciale e presidente della Commissione Agricoltura, gli esponenti del PD chiedono un dibattito sulla cancellazione degli uffici agricoli di zona disposta da una deliberazione della Giunta Regionale del Lazio riducendone il numero complessivo a 5 in tutto il territorio regionale.

Cio vorrà dire che, solo in Provincia di Rieti, verranno chiusi gli sportelli agricoli di Passo Corese, Magliano in(?) Sabina, Poggio Mirteto, Borgorose, Amatrice e Poggio Moiano. 12mila aziende presenti nel nostro territorio avranno come unico punto di riferimento l’ufficio di Rieti che attualmente serve 3mila aziende; con questo provvedimento il 75 per cento delle aziende agricole avrà una sola sede, indispensabile alla loro attività, lontana decine di chilometri.

Tale provvedimento – sostengono i consiglieri PD - che riduce i costi solo marginalmente, essendo il personale ancora assegnato alla struttura, penalizza le imprese agricole che per caratteristiche hanno bisogno di servizi di prossimità e di sburocratizzazione degli adempimenti e non coglie se non in minima misura l'obiettivo del contenimento della spesa;

Il provvedimento appare oltremedo iniquo perché effettua un taglio orizzontale senza che si consideri minimamente l'orografia del territorio, l'elemento della montagna, la distanza dal comune capoluogo;

Tutto questo si concretizzerà in aumento di giornate lavorative perse, diminuzione della produttività delle imprese e aumento dei costi di produzione; l'esatto contrario di quello che chiedono gli imprenditori.

In taluni casi – come Amatrice e Maglianosi tratta di ulteriore sottrazione di uffici pubblici, dopo i pesanti tagli alla sanità, che avranno l'effetto di comprimere ancora i servizi pubblici presenti sul territorio e deprimere l'economia locale.

Nell'ordine del giorno gli esponenti del PD invitano il presidente della Giunta Regionale del Lazio ad un'attenta riflessione sugli effetti dei provvedimenti adottati. "Nei prossimi giorni – aggiunge Martellucci – incontreremo le associazioni agricole per verficare gli effetti sulle imprese di tale provvedimento".

Nuovo atto aziendale: solo 20 posti Rsa. E Melilli dice no al cambio regione

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Niente posti per acuti all’ospedale “Marzio Marini” di Magliano Sabina ma i 20 posti in Rsa ad alta intensità, già annunciati da giorni dalla direzione dell’Azienda sanitaria reatina, gli stessi riconosciuti al “Fracesco Grifoni” di Amatrice. [...] l’elaborazione della nuova bozza, definitiva appunto, accorcia i tempi da qui all’approvazione regionale riducendo di conseguenza gli argini di manovra a favore degli ospedali reatini tagliati dal piano Polverini. Anche se speranze in questo senso il direttore della Asl, Rodolfo Gianani, non ne ha mai date, sostenendo, sin da subito e in tutte le occasioni di confronto non solo con i sindacati ma anche con gli amministratori, le associazioni del territorio e il comitato a difesa dell’ospedale maglianese, l’impossibilità di una riclassificazione sia per il “Marini” che per il “Grifoni” (segue).

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Sarà una campagna referendaria tutta tesa ad evidenziare gli sperperi di Roma capitale che fagocita fondi sottraendoli ai territori di provincia. I toni sui quali si baserà la propaganda pro e contro il passaggio in Umbria sono chiari: l’amministrazione comunale, promotrice del referendum secessionista di Magliano Sabina, sta già studiando nel dettaglio, calcolatrice alla mano, tutti i fondi che da Roma vengono assorbiti (segue).

dal sito de "Il Messaggero"

La notizia del referendum secessionista che accende il dibattito, l’udienza al tribunale amministrativo del Lazio che fissa al 23 febbraio la discussione del ricorso contro il piano sanitario e l’incontro informale con la Polverini che, da ieri, slitta a questa mattina (salvo ulteriori impedimenti), perché la presidente è stata trattenuta ad un matrimonio. Troppi fronti aperti per un obiettivo, ovvero la salvezza dell’ospedale “Marzio Marini”, che non sembra destinato ad essere raggiunto. Andiamo per gradi. Partiamo dal referendum per il passaggio di Magliano Sabina dal Lazio all’Umbria che dovrebbe tenersi il 15 e 16 maggio prossimi (o, in caso di complicazioni, non più tardi del 12 giugno). L’amministrazione comunale maglianese, per bocca dell’assessore Antonello Ruggeri, si è detta convinta che sia la scelta giusta e in attesa di vedere cosa farà la Provincia di Rieti. A Ruggeri, Fabio Melilli, pur attento a non cadere nella polemica, risponde senza esitare: «Difenderò l’integrità della Provincia, cosa normale per un presidente (segue).

lunedì 14 febbraio 2011

Referendum per il cambio regione sui giornali

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Chi sa se basterà al sindaco Graziani per spuntarla rispetto alla già decisa riconversione dell'ospedale Marzio Marini in ospedale distrettuale. Fatto sta che dalle parole ora si passa ai fatti e i maglianesi saranno chiamati a decidere se restare o no nel Lazio a metà maggio. Se fino a ieri il primo cittadino di Magliano avrebbe dovuto chiedere, nell'incontro con la Polverini, di rivedere il piano di riordino della rete ospedaliera avendo dalla sua esclusivamente la carta del ricorso al Tar, ora il piatto della bilancia della gente di Magliano potrebbe iniziare a pesare un po' di più (segue).
Sara Pandolfi

dal sito de "Il Messaggero"

Il 15 e 16 maggio Magliano Sabina andrà alle urne per votare il referendum secessionista. La notizia è stata resa nota sul blog della maggioranza consiliare maglianese “Magliano Insieme” dall’assessore Antonello Ruggeri. L’ esigenza del passaggio dal Lazio verso l’Umbria è nata all’indomani della presentazione del piano di riordino sanitario regionale con il quale la presidente Renata Polverini ha disposto la chiusura dell’ospedale “Marzio Marini” (segue).
Raffaella Di Claudio

domenica 13 febbraio 2011

Indipendence Day (?)

Non oltre il mese di Giugno la gente maglianese sarà chiamata alle urne per esprimere il proprio parere sulla possibilità di un passaggio (o meglio di un ritorno) alla Regione Umbria. Sapete bene quale possa essere la mia opinione. Una opinione palesata quando il passaggio in Umbria non era di moda almeno nelle sedi di Palazzo, per quasi tutto l’arco costituzionale.

Ma con questo post non intendo tediarvi oltre il dovuto, ma fare una semplice riflessione, anzi un augurio. Mi auguro che da domani fino al giorno della consultazione popolare, il referendum non si trasformi in una questione di tifoseria o di sostegno a questo a o quel soggetto politico. Prima ancora di dialogare, come piacevolmente ho fatto in passato con tutti indipendentemente dall’opinione sulla “questione umbra”, mi preme dire una semplice cosa: non trasformiamo anche questo episodio in una questione di fazioni. Il referendum per l’Umbria non ha, a mio avviso, un rapporto di diretta proporzionalità (e neanche di inversa) con la politica locale, non è una guerra tra chi sostiene la maggioranza e chi la avversa. E sbaglierà, sempre a mio avviso, chi vorrà trasformarla in questo. Andare in Umbria o rimanere nel Lazio è un discorso che interessa il futuro delle prossime generazioni e sarebbe una grossa miopia trasformarlo nel “IOSTOCONALFREDOVOTOSI - IONONLOPOSSOVEDEVOTONO”. E’ un discorso che va ben oltre la politica locale, e indipendentemente dall’essere favorevoli o contrari, è la persona a dovere decidere e non il “fans” o il tesserato.

Siamo di fronte ad una scelta seria, ad un fatto che sicuramente ci darà anche spazio oltre i soliti tg regionali. E dunque dimostriamoci comunità seria. Da DOMANI confrontiamoci sui pro e sui contro, apriamo tavole dove ognuno possa dire la sua e facciamo incontri dove “l’uomo della strada” possa capire quale sia l’argomento del contendere.

Ma OGGI prendiamo coscienza di come si sia di fronte ad un qualcosa di estremamente importante e del fatto che ci si debba confrontare con questa scelta in modo serio e consapevole. Il voto è forse l’unica azione che possiamo compiere in assoluta libertà. Facciamo in modo di arrivare al voto informati e consapevoli.

franz
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