In Evidenza

martedì 6 ottobre 2009

Un contributo per WIKIMAGLIANO

Ho voluto postare anche qui sul blog quanto scritto su quello splendido strumento che è WIKIMAGLIANO.
In un tempo dove reperire fondi per grandi interventi di recupero del centro storico sembra impresa ardua una piccola soluzione per ovviarvi potrebbe esserci.
Si potrebbe pensare ad una rete di microinterventi per rendere gradevoli e/o maggiormente usufruibili aree o zone del nostro paese.
Per spiegare meglio questa mio embrione di progetto vorrei fare due esempi. Avete visto gli scatti realizzati da Andrea e Mattia relativi alla zona di Piazza padella? Tutti avrete sicuramente notato come una semplice panchina e un vaso di fiori ben messo possano far sembrare enormemente più gradevole un posto che magari non aveva suscitato in noi quel sentimento di bellezza fino a qualche ora prima di averlo visto sotto quella prospettiva.
L’altro esempio è il lavatoio comunale. Con una Magliano che pare in fermento da un punto di visto artistico-culturale (vedi i tanti fotografi che immortalano la nostra cittadina) non sarebbe il caso di pensare a utilizzare quello spazio proprio per queste attività? La conformazione interna dello spazio sembra essere proprio adatta ad una mostra fotografica, o ad un allestimento di piccole sculture, proprio come testimoniato dall’ultima esposizione della Mirabilis Teatro.


Non voglio entrare troppo nello specifico, anche se altre idee ci sarebbero. Mi piacerebbe però, in linea con lo spirito di questo spazio, vedere se si possa far partire dal basso questa iniziativa. Tecnici o semplici cittadini, iniziamo col postare esempi di zone che potrebbero essere recuperate semplicemente con piccoli interventi o con banali cambi di destinazione d’uso. Incontriamoci e diamo vita ad un progetto più organico dove, magari con l’ausilio di una mappa virtuale, esplicitare i singoli interventi nel dettaglio, sia esso economico, tecnico o artistico.

Se volete possiamo usare anche questo spazio, come primo bacino di raccolta idee.

Dal Corriere di Rieti di oggi...

Magliano Sabina - Disastro ferroviario, parlano i periti.
Nel 2003 perse la vita anche il 46enne Antonio Proietti. Oggi i tecnici chiamati a far luce sulle cause dell’incidente


Riprendono oggi, dopo la lunga pausa estiva, presso il tribunale di Viterbo, le udienze legate alla terribile tragedia avvenuta nella mattina del 18 dicembre del 2003 a Pian Paradiso, lungo la linea ferroviaria Civita Castellana-Roma Flaminio, una stazione non presidiata, priva di personale. Nel disastro del Regionale 70-54 persero la vita due persone, il capotreno Angelo Fantera, quarantunenne di Civita Castellana, e il quarantaseienne maglianese Antonio Proietti, macchinista. Nel corso dell’udienza di questa mattina ci sarà la deposizione dei periti che hanno effettuato tutta una serie di accertamenti sulle cause che provocarono l'incidente. A causare il disastro ferroviario sarebbe stato uno scambio dei binari rimasto fatalmente aperto, che avrebbe portato il treno a scontrarsi contro un braccio carrellato che sostava sul binario accanto. Le accuse furono gravissime: disastro ferroviario colposo e omicidio plurimo. Da subito i tre principali responsabili che, sbadatamente, avrebbero lasciato aperto lo scambio, impegnati in lavori di manutenzione ai binari, Giuseppe Anselmi, Luciano Crescenzi e Angelo Raggi, hanno scelto la via del patteggiamento ottenendo pene che vanno da un anno e quattro mesi a un anno e sei mesi. Il tecnico, infatti, constatò che al momento dell'impatto nello snodo era ancora inserita la chiave di manovra. Un errore umano quindi causò l'improvvisa deviazione del convoglio che, urtando a piena velocità contro il braccio della gru, finì per essere sfondato dal semovente che penetrò all'interno della cabina di guida dove si trovavano Proietti e Fantera, colpendoli a morte. Al momento si sta procedendo nei confronti della società Met.Ro., azienda che gestisce i trasporti su rotaia nella linea per ottenere un risarcimento per le famiglie. Ai vertici aziendali viene contestata la mancanza di una corretta e precisa informativa nei confronti degli operai in merito alle procedure di sicurezza da adottare sulla linea. Ad oggi sono state programmate, tra ottobre e novembre, ulteriori sei udienze. Un percorso ancora lungo per i famigliari delle vittime, che ancora aspettano un risarcimento, ma che entro i primi giorni di dicembre potrebbero veder chiusa la vicenda

Sara Pandolfi

lunedì 5 ottobre 2009

Visibilità sul giornale al caso S. Pietro

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Ufficialmente scomparsi. E' la paradossale sorte toccata a due affreschi del XV secolo prelevati dalla chiesa di San Pietro, a Magliano, il 28 giugno 1979 per restauro, e mai più tornati nel loro sito originale. Sulla vicenda l'attuale parroco della diocesi maglianese, don Filippo Di Fraia, chiede sia fatta luce e, il 30 settembre, ha deposto una denuncia contro ignoti per furto. La storia sembrerebbe perdersi nella notte dei tempi, quando, quarant'anni fa, la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma ha distaccato i due affreschi "Cristo sul lago di Tiberiade" e "Madonna con il Bambino e Santo Francescano" per il restauro. Già legate all'operazione di rimozione degli affreschi le prime preoccupazioni. Alcuni testimoni raccontano come uno dei dipinti sia accidentalmente caduto provocandone la rottura. Nessuno parla "ufficialmente" dell'accaduto, fatto sta che, se nella prima perizia di spesa redatta dalla Soprintendenza nel 1980 si parlava di due affreschi, già nella seconda del 1991 si parla solo dell'affresco raffigurante la Madonna. Più nessuna notizia della vocazione di San Pietro. Don Carlo, l'allora parroco di Magliano, rifiuta di firmare la nota chiarendo con una postilla che gli affreschi da restaurare erano due e non uno. Nessuna risposta chiara da parte dell'Ente. Del dipinto "si è persa ogni traccia". Procedendo per ordine e scartabellando tra gli appunti di Don Carlo, carte dettagliatissime redatte dall'ex parroco, si viene a conoscenza delle tante telefonate effettuate negli anni per tentare di sollecitare il lavoro e riavere le preziose opere. Nel 1987 il parroco parla con una funzionaria della Sopraintendenza, la quale riferisce che "quasi nulla è stato fatto, poiché si sono verificate e persistono delle difficoltà pratiche e tecniche nell'impostare il lavoro di restauro". Don Carlo sottolinea che il tempo di 7 anni non è poco e che i dipinti avrebbero dovuto essere già restituiti. L'ente assicura che il lavoro sarebbe stato iniziato entro pochi giorni. In questa prima fase i dipinti risultavano conservati presso Palazzo Barberini. Il 15 febbraio del 1989 la Soprintendenza assicura che gli affreschi sarebbero tornati a Magliano entro l'anno e che il restauro era in corso in un laboratorio romano. Nel '90 il parroco contatta il laboratorio, parla con una segretaria che gli dice che "per mancanza di personale, il restauro non è stato iniziato". Si arriva dunque al 26 ottobre del '91, anno della richiesta della sottoscrizione della spesa. Un mistero, che neanche grazie all'interessamento dell'attuale parroco Di Fraia e della Diocesi, si è arrivati a svelare e per il quale la Soprintendenza non ha fornito ancora chiara risposta. Nessuno sembra avere più notizie riguardo l'attuale collocazione dei dipinti. Sarà ora compito dei carabinieri indagare sul fatto. Il parroco di Magliano con la denuncia ha chiesto che vengano svolti gli accertamenti ritenuti opportuni al fine di rintracciare le opere e valutare eventuali responsabilità penali

Sara Pandolfi

domenica 4 ottobre 2009

La Maglianese inizia con un punto.

Si apre con un punto conquistato sul campo del Sutri il campionato di seconda categoria della compagine locale. E' una maglianese decimata dalle assenze quella che nel primo tempo soffre, salvata a più riprese dal portiere Boccia, ma che in apertura aveva avuto una clamorosa occasione con Del Frate, ottimamente servito dal giovane Tondinelli (buon esordio per lui).
Nella ripresa la pressione dei locali, fatta più che altro di lanci lunghi più che di una manovra organica, produce i suoi frutti con il vantaggio siglato quasi alla metà della ripresa. La maglianese continua a subire e non si fa vedere se non su calcio da fermo. Alla metà i locali usufruiscono di un calcio dagli 11 metri che però il portiere Boccia para tenendo vive le speranze. E' la molla che innesca la reazione d'orgoglio dei nostri che iniziano a spingere e dopo essersi visti ribattuti quasi sulla linea una conclusione di Iammella, trovano il pareggio. Calcio di punizione dubbio crossato in area, una serie di rimpalli porta Del frate a insaccare a porta sguarnita.

Da rivedere, con la rosa al completo, le distanze tra i reparti. Non è mancato però l'agonismo che ha tenuto in partita la maglianese fino alla fine. Un punto gudagnato.
Migliore in campo: Boccia

La foto della domenica


Ieri ho deciso di perlustrare le campagne Maglianesi per testare l’efficienza della mia nuova fotocamera. Ho percorso la provinciale oltre Madonna degli Angeli, poi ho svoltato per Berardelli superando anche Santa Cristina, sino a ritrovarmi tra le smeralde lande di Colle Sala e Colle d’Oro: una porzione di risultato potete ponderarla con i vostri occhi. Molo tempo è trascorso dall’ultima volta che ho immerso corpo e spirito in quella zona, un periodo che, tuttavia, ha consentito all’adorazione che io nutro verso il pianeta Terra di macerare ulteriormente fino a concepire l’autentica essenza di ciò che ricerco con meticolosità, sfrontatezza ma enorme rispetto al tempo stesso, prendendo inoltre coscienza del fatto che vivo ed esisto (che tutti noi viviamo ed esistiamo) in un luogo di una bellezza che soverchia i canoni della semplice estetica: qui si parla di uno spazio il quale permette a spiriti arcaici, arcani ma benevoli, di scorrazzare in preda alla totale libertà di permeare, mediante i loro fatali e sapienti indirizzi, i nostri istinti, fino a renderli una fonte inesauribile di ispirazione, potere e letizia allo stato primordiale.

In luoghi come questo io scorgo le motivazioni che mi inducono a vivere, lì percepisco il mio Dio, ed è proprio per questo che ho intenzione di difenderli ed osannarli fino alla morte.

Mau A

venerdì 2 ottobre 2009

Affreschi di San Pietro: ultimo atto?


Prelevati dalla chiesa di S. Pietro nel lontano 1979 per essere restaurati, gli affreschi non sono tornati più a Magliano. Lasciati per 30 anni in deposito nel laboratorio di restauro della ex "Soprintendenza Beni artistici e storici di Roma e Lazio", sono in realtà andati dispersi. Dopo pressioni e ulteriori richieste, il parroco di Magliano Don Filippo sporge denuncia. Per gentile concessione, ecco copia del documento. Ci auguriamo (anche se ormai con poca speranza) che questo atto riesca a portare alla luce (e magari anche a Magliano) questi affreschi.

Wiki è partito!

Il progetto WikiMagliano lanciato da Incontri.cc è partito!

"Wiki Magliano è un sistema di pubblicazione aperto lanciato da incontri [cc], nel quale chiunque può aggiungere, modificare, cambiare un testo online. E’ un modo per progettare insieme, condividere conoscenza, vivere il presente come congiunzione tra passato e futuro, nella consapevolezza che senza ieri non ci sarà un domani. Partecipa anche tu a progettare Magliano Sabina, basta la registrazione e inizia a modificare le pagine o aggiungerne di nuove."

Per navigarci è attivo il link nella barra laterale sinistra. Buon divertimento e soprattutto buon lavoro, per Magliano.
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