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lunedì 29 dicembre 2014

La Sabina nella regione... Adriatica???


di Gianfranco Paris

È stata depositata da poco in Parlamento una proposta di legge di modifica della struttura regionale del territorio italiano, di cui non parla nessuno, che porta il nome di Roberto Morassut, deputato del PD (ex Pci) che si è fatto largo in politica nel mondo romano. Indovinate che fine farà la Sabina? Dovremmo essere accorpati ad una macroregione adriatica insieme a Marche, Abruzzo e parte del Molise (Isernia)!
Io credo che coloro che pensano queste cose sono in preda ad una forte frenesia schizofrenica che vieta loro di ragionare con la testa e di tener conto della realtà dei vari territori dal punto di vista geopolitico, storico, culturale ecc.... Un pò come accadde all'inizio del secolo scorso alla caduta dell'impero ottomano quando i nuovi stati del medio oriente furono disegnati con un compasso sulla carta geografica, le cui conseguenze ci hanno regalato il casino nel quale è caduto il medio oriente negli ultimi decenni con uno stato permanente di instabilità che si riflette in tutto il mondo occidentale con gravi conseguenze di carattere economico. A proposito delle regioni, in Italia sta accadendo la stessa cosa. Vediamo un pò di riflettere insieme sul caso. 
Facciamo un passo indietro. Il governo Monti, quello che avrebbe dovuto rimettere l'Italia in sesto con la eliminazione degli sprechi, con la prima riforma delle provincie soppresse la provincia di Rieti accorpandola a quella di Viterbo in una sola provincia. Due territori che, pur situati a nord di Roma, non hanno molte caratteristiche in comune, ma soprattutto sono troppo distanti per poterli unire e sono separati tra di loro da una parte del territorio della provincia di Terni che appartiene all'Umbria (ndr sono separati da Magliano, a meno che non voglia considerarci come Umbria).
Ora addirittura Morassut ci mette alla regione Adriatica, con la quale la Sabina non ha nulla in comune e dalla quale siamo politicamente e storicamente separati da sempre. Per non dire che la dorsale appenninica di nostra pertinenza che ci separa dall'Abruzzo guarda ad ovest, mentre la riviera adriatica è situata a est. Andremmo in altre parole a far parte di una regione che ha tutti i suoi interessi sul mare adriatico, rispetto al quale noi saremmo non solo marginali, come siamo oggi rispetto agli interessi di Roma capitale, ma completamente estranei, guardando il nostro territorio verso Civitavecchia che sta ad ovest, cioè dalla parte opposta, sul mar Tirreno. 
Al compimento dell'Unità d'Italia nel 1860, quando furono concepite per la prima volta le provincie del nuovo regno d'Italia, il territorio della ex provincia di Rieti dello Stato pontificio fu collocato nella provincia umbra che comprendeva Perugia, Terni e Rieti. Una collocazione che metteva insieme territori che avevano le stesse caratteristiche territoriali, la stessa storia, le stesse tradizioni, le stesse caratteristiche economiche e culturali, che sono gli ingredienti principali perché un territorio possa aspirare allo sviluppo, con ciò dando dimostrazione di buon senso e di capacità di buona amministrazione. 
Nel 1927 il governo Mussolini scorporò la Provincia Umbra dividendola in tre unità, con ciò privando l'intero territorio del potere di programmare un modello di sviluppo omogeneo che avesse come obbiettivo quello di sfruttare tutte le energie a disposizione. Con l'avvento della Repubblica le due provincie di Terni e Perugia, inserite poi nel 1970 nella regione Umbra, sia pure con alterne fortune, ma potendo contare almeno sulla loro omogeneità, sono riuscite a realizzare un progresso, magari squilibrato a favore di Perugia, ma ci sono riuscite. 
Rieti invece è rimasta al palo. Inserita nel Lazio ed essendone territorio periferico, ha perduto ogni possibilità di sviluppo a favore della capitale che ne ha fagocitato ogni risorsa. Il trasferimento della provincia di Rieti nel territorio di una ipotetica regione adriatica aggraverà ancor di più la marginalizzazione del suo territorio condannandola all'isolamento definitivo e perpetuo. La Sabina è un territorio che può stare solo con quello dell'attuale Umbria e così accadendo l'Umbria stessa potrebbe vantare più titolo per rimanere regione autonoma. Comunque, anche se questa venisse accorpata alla regione Appenninica come, sempre per la proposta Morassut, potrebbe accadere a Terni e Perugia, insieme alla Toscana e a Viterbo, quella appare l'unica utile collocazione per la provincia di Rieti e la Sabina perché questo territorio ha bisogno di stare insieme a coloro che hanno gli stessi interessi di sviluppo economico e sociale. Infine i fatti dimostrano come per problemi di questo genere non si può far conto sui nostri rappresentanti politici, di qualsiasi livello essi siano. 
È dal 1990, anno nel quale il Parlamento approvò la legge sulla ristrutturazione degli enti locali, che il dibattito ha registrato la loro totale assenza ed insensibilità. Il fatto che in questi giorni su questo argomento tutti tacciono, pur essendo stata depositata una formale proposta di legge, dimostra che anche questa volta a loro non interessa un fico secco dove potremmo andare a finire! A proposito, ma Morassut, che naviga nello stesso partito di Giuseppe Rinaldi, attuale presidente della provincia di Rieti, e del collega deputato Melilli di Poggio Moiano, li ha consultati prima di depositare questa proposta? Se si, si potrebbe pensare che sono d'accordo! E che ne dicono gli elettori del PD? Degli iscritti è inutile dire perché sono considerati meno che niente. Allora che fare? Bisognerebbe che, almeno per una volta, i rappresentanti di tutte le forze sociali, dagli imprenditori ai lavoratori, dagli intellettuali agli operatori dell'informazione, alle associazioni di categoria e a quelle culturali creassero un coordinamento al fine di ergere una diga contro questo disegno che per rimediare ad una stortura ne crea una ancora peggiore. Ne va del futuro di tutti noi. Pensate si ipotizza di staccarci da Viterbo, Frosinone e Latina e ci si accorpa a Isernia, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, L'Aquila, Chieti, Teramo e Pescara, quando il comune di Rieti confina direttamente con quello di Terni e quando, dopo la inaugurazione della galleria delle Marmore, andiamo a Terni in 20 minuti e a Perugia in un'ora!?!?!? Ma i firmatari di questa proposta di legge conoscono almeno la geografia dell'Italia centrale? [notizie.radicali.it]

martedì 14 gennaio 2014

Magliano in Umbria? Così prevede il progetto di riforma costituzionale

Il progetto di secessione, il celebre cambio di Regione, tentato e poi stoppato, potrebbe tornare di attualità. E non soltanto perché qualsiasi forza politica potrebbe riproporlo, essendo passati più di due anni e mezzo dal tentativo dell'amministrazione Graziani di usarlo come clava politica contro la ex presidente della Regione Lazio Polverini per il salvataggio dell'ex ospedale Marini.
Il progetto di riforma costituzionale, analizzato dal governo, prevede la cancellazione di tutte le province e tutte le regioni, con la creazione di nuove "regioni a estensione ridotta" - una sorta di distretti o dipartimenti - come unico livello intermedio tra Stato e Comuni. Questo interessante progetto, promosso dalla Società Geografica Italiana, ridivide l'Italia in 31-36 regioni "a livello di cittadino", omogenee economicamente, culturalmente e geograficamente.
E proprio qui sta la sorpresa: nella progetto della Società, il Lazio viene smembrato per creare una unica regione romana con i territori periferici alla Capitale. E che fine fanno le province? Viterbo raggiunge Grosseto e Siena nell'Etruria, Latina e Frosinone (con Isernia) creano la Ciociaria e Rieti se ne ritorna... in Umbria!
Oggi, grazie al completamento dei lavori del Ponte della Valnerina, è diventato percorrere il tratto Terni-Rieti in 20 minuti. Ciò significa che per i maglianesi, raggiungere Rieti passando per Terni diventerà sempre più comodo.
(clicca sull'immagine per ingrandire)
Nel piano della Società Geografica è previsto che non tutti i comuni seguano le sorti della provincia. Ad esempio, si prevede che Civita Castellana e Fara Sabina confluiscano nella periferia romana.
Ma così non è per Magliano, Collevecchio, Montebuono, Orte, Configni, che verrebbero opportunamente aggregate nell'area umbra.
Se prima il cambio regione era considerata una boutade, soprattutto dagli alti piani politici, oggi il riordino di tutto il territorio nazionale, rivoluzionando i vecchi confini regionali, viene visto come una necessità proprio in parlamento.


venerdì 25 ottobre 2013

Accordi con 6 comuni umbri per gestire i procedimenti disciplinari

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


sabato 4 maggio 2013

Il Governo ritorna sull'abolizione delle province. Ce la faranno stavolta?


Occorre subito «abolire definitivamente le province». Secondo Enrico Letta, è necessario «ridurre i costi dello Stato, valorizzare i comuni e regioni in un'ottica di alleanza, chiudere la partita sul federalismo fiscale rivedendo il rapporto tra centro e periferia». «La moralità della politica – spiega Letta - è quella di prendere le decisioni che i cittadini si attendono e rispettare gli impegni presi davanti a cittadini e istituzioni».


- Ce la faranno davvero ad abolire le province? Finora i tentativi sono stati molti, ed è lecito non aspettarsi nulla: i tempi sarebbero comunque non brevi.
- E per Magliano, cosa cambierebbe? Beh, qui la questione cambia a seconda di quello che faranno. Eliminare tout court le province potrebbe essere un vantaggio, poiché non saremmo più legati al destino di Rieti. Ma in una Regione Lazio di quasi 6 milioni di abitanti, un comune di 4 mila scarsi quanta voce potrebbe mai avere? La risposta è scontata: o si forma un'unione di comuni con quelli del circondario, si costituisce una provincia Tuscia Sabina che difende i comuni dell'Alto Lazio, oppure conviene davvero cambiare aria, e tornare all'idea sempre valida di un'altra regione. In questo caso, non si dica che rischieremmo di perdere l'ospedale: questo, oramai, non ce l'abbiamo più. 

martedì 18 dicembre 2012

Non cambia nulla: Rieti rischia di sparire il prossimo anno

dal sito "Sabinia.it"


Arriva la dichiarazione di Marino Formichetti, del Comitato Terni-Rieti: "Non cambia nulla, solo la proroga di un anno per il riordino delle province, come scritto nel ddl di stabilità. Lo abbiamo sempre affermato e lo ribadiamo: ci rimane precisamente un anno di autonoma possibilità di decidere sul nostro futuro, poi le funzioni Provinciali, già ampiamente ridotte dal decreto Salva Italia, non ci saranno più, Rieti sprofonderà nell’isolamento laziale rimanendo un territorio dimenticato e non rappresentato, senza futuro, e soprattutto senza progetti per il futuro. Il nostro continua ad essere il progetto unico in campo, condiviso ampiamente, con cui democraticamente, come tutti auspicano, si può lasciare che siano i cittadini a decidere sul proprio futuro. Il riordino va dunque inteso come opportunità e il referendum come riscatto e risveglio per le coscienze. La raccolta firme non si e’ mai fermata, i Comuni, ma ormai anche molti sindaci, sono disponibili alla partecipazione al dibattito. Ci facciamo quindi, ancora una volta carico di esortare gli attendisti, i rappresentanti di qualsivoglia associazione pubblica o privata, qualche politico lungimirante (se ne esistono) ma soprattutto continueremo a informare le persone, che comunque saranno gli attori principali delle scelte future per questi territori. La gente vuole partecipare, e noi faremo di tutto per far esprimere chi è tatticamente escluso dalle decisioni che riguardano la propria esistenza e soprattutto quella delle generazioni future. Tra due scelte possibili una e’ sempre meno peggio, l’Umbria per la Provincia di Rieti è l’unica strada per esistere. Se lo si vuole".

martedì 4 dicembre 2012

I burini e Renata Polverini

dal sito de "Il Giornale di Rieti"


di Gianfranco Paris


Tutti sanno che la governatrice del Lazio vinse nel 2010 contro Emma Bonino per merito dei voti degli elettori delle 4 province, di quelli che a Roma vengono chiamati “i burini”. [...] Renata cominciò subito a ricambiare il favore ricevuto con una serie di provvedimenti a catena che i meschini non si sarebbero mai aspettati. 
[...] Affondò il bisturi nella sanità eliminando ospedali e presidi zonali e riducendo posti letto per concentrare il più possibile la sanità sulla capitale. Un tour de force impressionante di fronte al quale niente hanno potuto le proteste dei sindaci e dei sindacalisti dei burini. Pensate che a Magliano Sabina e ad Amatrice Renata aveva vinto a mani basse. Non un cenno di dissenso di Antonio Cicchetti che di quei voti era stato il viatico principale!
Ora è arrivato l'ultimo regalo. Tutti sanno che il consiglio regionale è squilibrato su Roma che elegge più dei due terzi dei consiglieri. I consiglieri regionali eletti in rappresentanza dei burini contano poco o niente. Quelli di Rieti meno di niente. Se qualche volta i sabini hanno ottenuto un assessorato, sempre meno di niente. Vedasi quello ultimo della Sentinelli. L'unico vantaggio lo hanno ottenuto gli eletti che hanno ricevuto laute prebende, quelle si! Ai burini le sole chiacchiere. Tutto questo accadeva quando il consiglio regionale era composto da 70 consiglieri, come prevedeva lo statuto dell'ente.
Ieri Renata ha deciso in modo diverso. Ha firmato un decreto con il quale indice le elezioni per il 10 e l'11 febbraio e un decreto che stabilisce che il numero dei consiglieri regionali sarà di 50, anziché 70, di cui 10 nel listino del candidato presidente. Con questo numero di consiglieri da eleggere la rappresentanza nel consiglio regionale delle province sarà ulteriormente ridimensionata e se oggi non contiamo un tubo, dopo queste elezioni sarà come se non ci fossimo. Il consigliere sabino poi ci potrà essere solo attraverso il listino del vincitore. [...]

Di fronte a questa situazione gli uomini politici che guidano il “gregge” dei burini di terra sabina si battono strenuamente per mantenere la provincia di Rieti nel Lazio. A fronte del Comitato che sta raccogliendo le firme per indire un referendum per verificare la volontà dei sabini sulla possibilità di transitare in Umbria, Melilli, Petrangeli, Lodovisi, Perilli ecc..si battono per rimanere nel Lazio, per ora accorpati alla provincia di Viterbo, ma con il programma futuro di vederci parte dell'area metropolitana di Roma. Una proposta veramente degna di raffinate prospettive politiche per la nostra terra! Qualche giorno fa Fabio Melilli, l'attuale presidente della moritura provincia di Rieti, dichiarando ufficialmente di essere contrario alla prospettiva di trasferire la Sabina in Umbria, dichiarò anche che ciò non serviva perché allo stato attuale la regione Lazio ci garantiva con la elezione comunque di consiglieri regionali, se però questa prospettiva andava a farsi benedire con una riduzione del numero totale sarebbe stato necessario rivedere questa posizione. Che dice ora che questa riduzione è avvenuta? Sarà favorevole al referendum? [...]

venerdì 30 novembre 2012

Da Rieti il Comitato per andare in Umbria

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


lunedì 5 novembre 2012

Vènti umbri a Rieti: si chiede il referendum

dal sito "Rietinvetrina"


Il presidente del Comitato "Rieti Terni in Umbria" Marino Formichetti scrive al Sindaco ed al Presidente della Provincia: "L’impegno che ritengo rivesta il ruolo di Sindaco e di Presidente, quali espressioni degli interessi dei territori amministrati, credo debba esprimersi a prescindere dalle appartenenze politiche, deve essere cassa di risonanza della volontà delle comunità, anche se in contraddizione con quel vento qualunquista e omologato alle logiche di esigenze particolari, certo non utili e non condivise.

E’ per questa ragione che in qualità di presidente del Comitato Rieti Terni in Umbria che chiedo a voi il coraggio di sostenere la possibilità di espressione dei cittadini che rappresentate attraverso un semplice, ma istituzionalmente nobile, esercizio di democrazia partecipata, termine tanto proclamato ma poco praticato. Un referendum offre la possibilità di scelta, dà voce ai cittadini, sarebbe una boccata di ossigeno per la politica e una giornata di luce per le nostre comunità.

Ogni Sindaco e ogni consigliere, così come il Presidente della Provincia, credo non possano in questo momento esimersi dall’uscire allo scoperto e fare ciò che devono, nel rispetto del loro mandato. Per questa ragione sono a sollecitare Atti, e non solo parole, a sostegno di proposte; atti a sostegno della democratica partecipazione; atti per far decidere i cittadini. Voi, signori Sindaci, Consiglieri, e Presidente, non potete rappresentare lobby, partiti e associazioni. La fascia che indossate vi rende al servizio dei cittadini e solo a loro dovete rendere conto delle vostre azioni.

Il decreto di ottobre, come sempre abbiamo denunciato, conferma la polverizzazione della provincia e ci umilia con la soppressione delle sedi provinciali istituzionali (Questura, Prefettura e molto altro). L’unica possibilità di tenere unito il territorio è perciò un referendum, il referendum per l’Umbria dell’intera Provincia. Non bastano proclami di unità, spesso fatti ad arte per confondere, dite la verità ai cittadini, questo territorio ha poco da contrattare con Viterbo. Sono certo della vostra sensibilità democratica e come Comitato ci aspettiamo che facciate la vostra parte, i cittadini lo chiedono. Diamo ancora futuro alla nostra storia".

mercoledì 24 ottobre 2012

In pochi a Rieti per il riordino provinciale: e che si credevano?

da sito de "Il Messaggero"

Sarà una coincidenza o forse no, ma buona parte di sindaci che, nei giorni scorsi, avevano deciso di creare un coordinamento territoriale per trattare la resa con Viterbo, al teatro Flavio, nel consiglio straordinario sul tema dell'accorpamento della Provincia con Viterbo, non si sono visti. Non c’era Fabio Refrigeri di Poggio Mirteto, né Alfredo Graziani di Magliano, né David Basilicata di Fara Sabina; non c’era Michele Nicolai di Borgorose e neppure Sergio Pirozzi di Amatrice. Tutte postazioni di confine che, peraltro, potrebbero essere le prime a saltare in caso di accorpamenti forzosi con Viterbo (la soluzione istituzionale) o con Terni (desiderata da diversi sindaci e molto popolo). Nel libro delle presenze, hanno lasciato la firma 25 sindaci e assessori e consiglieri comunali di altri sei paesi: fanno 31 comuni su 73. Presenti quasi al completo consiglieri e assessori comunali reatini (si riconoscevano dalla giacca blu e dalla camicia bianca), parte della giunta provinciale, i tre consiglieri regionali eletti a Rieti - Cicchetti, Perilli e Nobili (salutata da qualche fischio) - e il vice prefetto, Paolo Grieco. Neanche un prete per chiacchierar, ma in compenso Cgil, Cisl e Uil in platea e Ugl sul palchetto e il presidente del Consorzio Industriale Andrea Ferroni in piedi, in fondo. Un palchetto anche per commercialisti e revisori dei conti: un segno dei tempi. Grami.


Non è certo un caso che a quell'incontro fossero presenti soltanto i rappresentanti dell'area reatina. La realtà è che quando si trattava di dover difendere i bisogni dei comuni "di confine" non c'è stata a Rieti nessuna manifestazione dei sindaci, nessuna battaglia comune di tutta la provincia. Adesso che invece a giocarsi il futuro è Rieti, ci si meraviglia delle assenze altrui. Il fatto è che la stima la si conquista col tempo. Evidentemente non sono bastati 80 anni a Rieti per ottenere quella dei comuni appartenenti alla sua provincia! Ora che la riorganizzazione delle province è in atto, non saremo certo noi - comuni di confine - a dover salvaguardare e difendere un'unità che non ci appartiene e che da sempre non ci è stata gradita. La legge del contrappasso obbliga adesso Rieti ad andare a Viterbo, ma adesso nella Conca sabina si vuole (guarda un po'!) l'Umbria! E quando Magliano e Leonessa la volevano, dove stava Rieti? La ex Provincia di Rieti è destinata a smembrarsi, come è normale che sia: Amatrice se ne vada con Ascoli, Borgorose e il Cicolano con L'Aquila, Passo Corese e la bassa sabina con Roma, Rieti e i suoi vicini con Terni. Forse un giorno ci ritroveremo nella stessa provincia umbra, ma senza rancori e sudditanze. Ognuno per la sua strada.

Anche dal sito Tusciaweb: Meglio Terni di Viterbo

mercoledì 18 gennaio 2012

Maglianesi brava gente!

Dal sito www.c5umbria.it


Oggi conosciamo meglio un altro grande giocatore di futsal che sta facendo le fortune, insieme a tutti i suoi compagni di squadra, del Calvi calcio a 5, compagine che milita nel girone B della serie C2 ed è prima con grande merito. E' Alessio Stentella, tutto fare e uomo indispensabile per le manovre impartite da mister Lanucara. Ha iniziato la sua carriera in serie C1 con la squadra narnese della "Baita" per poi passare l'anno dopo al CLT dove ha ottenuto una promozione in serie A e due Coppe Italia Under 21. Nel 2008 torna a Narni in C1 con la Valletta con la quale disputa i playoff dopo essersi qualificati quinti in campionato. Dal 2009 è al Calvi calcio a 5. Basta con le presentazioni, andiamo a conosce più da vicino Alessio. Buona lettura! LEGGI TUTTO


Ecco come il buon nome di Magliano va ostentato fuori dalle nostre mura!

lunedì 9 maggio 2011

Dopo il ritiro del referendum, la Polverini si dichiara disponibile (?)

dal sito "Il Tempo - Lazio Nord"

Magliano Sabina resta in provincia di Rieti e nel Lazio. Niente referendum per passare con l'Umbria. Il Consiglio dei Ministri, nella riunione di tre giorni fa, ha preso atto della volontà espressa dagli organi politico-elettivi del Comune di recedere dalla decisione di promuovere le iniziative finalizzate al distacco del Comune dal Lazio per aggregarsi alla Regione Umbria ed ha pertanto revocato, su proposta del ministro dell'interno Maroni, la consultazione referendaria indetta per il 15 e 16 maggio prossimi. Il sindaco di Magliano, alla fine, ha preferito ascoltare una sorta di maggioranza trasversale che va dal Pdl sino al Pd ed è tornato indietro circa la sua volontà di passare con Terni. A Palazzo Chigi hanno accettato la decisione e quindi niente strappi. Restano sul campo, però, i problemi. Soprattutto quelli legati alla riconversione dell'ospedale «Marini». La trattativa è lunga e il Governatore Polverini si è detta disponibile ad andare incontro alle esigenze delle popolazioni.

Innanzitutto è errato parlare di riconversione: è chiusura. Inoltre dalle pagine de Il Tempo in passato sono arrivati giudizi positivi sulla "riconversione del Marini", e sull'intero piano sanitario. L'unica nota che può essere interessante è la disponibilità della Polverini. Ma quanto ancora vale la parola di chi c'ha tolto tutto? Dovremo eventualmente accettare il contentino???

sabato 7 maggio 2011

Referendum: sondaggio chiuso, ecco l'opinione dei maglianesi


E' chiuso il sondaggio lanciato qualche tempo fa per testare le opinioni dei maglianesi sull'ipotesi del cambio regione. E proprio come due anni fa, quando si parlò della stessa questione e si propose un sondaggio pubblico, la risposta non è mancata. 
Dopo l'articolo uscito qualche giorno fa a firma di Sara Pandolfi sul Corriere di Rieti che chiedeva le opinioni dei cittadini (e molti di questi erano per il cambio regione) anche in questo luogo si nota una forte propensione dei maglianesi per l'Umbria. Premesso che i dati raccolti non seguono alcun criterio di statistico, se non quello di chi ci segue, dal sondaggio emerge che oltre la metà dei votanti (il 63%), laddove si fosse andati alle urne, avrebbe messo la croce sul "sì", un 19% avrebbe votato "no" e un 10% non si sarebbe recato alle urne. Molto bassa invece la quota degli indecisi. Sicuramente non sarebbero stati questi i risultati precisi alle urne, ma non credo si sarebbero discostati molto da questi numeri.

Ormai, come sappiamo, a votare non ci si andrà. Ma la questione rimane aperta. Difatti un vasto settore dei maglianesi sente come sia necessario parlare seriamente della questione umbra, poiché dal posizionamento in una regione piuttosto che in un'altra derivano gravi conseguenze. Non sarebbe bastato un forum pubblico (che abbiamo rimandato, sapendo che si sarebbe giunti all'annullamento) ma sarebbe stato assurdo andare a votare senza affrontare almeno un poco la questione.

La situazione attuale, in cui si è usato lo strumento del referendum come arma (inefficace) per salvare l'ospedale, sembra dimostrare invece come l'uso e l'abuso di questi mezzi per fini diversi (ma sempre legittimi, come per l'appunto l'ospedale) banalizza e deprime la seria riflessione sul cambio regione in sè. Con questo non intendo affermare che l'Umbria è la panacea di tutti i mali, ma fin quando non avremo affrontato come comunità un discorso serio sui pro e i contro del passaggio, non potremo mai sapere con certezza dove ci converrà stare. Ma avremo occasione per riparlarne in futuro. Non credo che, ahinoi, mancheranno ulteriori occasioni per contrastare le prossime decisioni accentratrici di Roma e Rieti.


Niccolò

giovedì 5 maggio 2011

Revocato il referendum: Magliano resta nel Lazio

(ASCA) - Roma, 5 mag - Il Consiglio dei ministri, nella riunione odierna, ha preso atto della volonta' espressa dagli organi politico-elettivi del Comune di Magliano Sabina di recedere dalla decisione di promuovere le iniziative finalizzate al distacco del Comune dal Lazio per l'aggregazione alla Regione Umbria ed ha pertanto revocato, su proposta del ministro dell'interno, Roberto Maroni, la consultazione referendaria gia' indetta per i giorni 15 e 16 maggio prossimi. E' quanto si legge nella nota finale di Palazzo Chigi.

sabato 23 aprile 2011

Revocata l'ordinanza sul referendum: si attende il Consiglio dei Ministri

dal blog "Magliano Democratica"


(clicca sulle immagini per ingrandire)

giovedì 21 aprile 2011

Dal Corriere di Rieti, la notizia del forum

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Referendum: tutti i pro e i contro del possibile passaggio in Umbria. Se ne parlerà venerdì 29 aprile su iniziativa dell'associazione culturale locale "Sabinamente". Un tema non nuovo per il gruppo sabino che, già due anni fa, in tempi non sospetti e adducendo motivazioni del tutto differenti da quelle che avevano spinto la giunta comunale a richiedere la consultazione referendaria, avevano già espresso parere favorevole al passaggio del comune di Magliano Sabina dalla regione del Lazio all'Umbria e al conseguente cambio di provincia, da Rieti a Terni. All'assemblea pubblica saranno invitati a partecipare il sindaco di Magliano Sabina e tutta l'amministrazione comunale, i rappresentanti dei partiti presenti sul territorio e tutte le associazioni che saranno chiamati ad esprimersi sul tema dell'annessione all'Umbria. Grande spazio sarà poi dato ai cittadini presenti in platea che potranno sottoporre ai politici presenti tutti i propri dubbi. "L'iniziativa nasce con lo scopo di fare chiarezza sul tema visto il silenzio piuttosto surreale che sta accompagnando questa campagna elettorale", dicono dall'associazione. E, in sostanza, questa è la paradossale situazione che si sta vivendo a Magliano Sabina, dove tra poco meno di un mese la cittadinanza dovrà esprimersi a favore o contro un cambio regione che più nessuno sembra volere. "Nel corso del dibattito - proseguono i promotori del forum - vorremmo verificare se le formazioni politiche, che al tempo della prima riunione sull'allora nostra proposta si espressero a favore o contro l'ipotesi di annessione all'Umbria, confermeranno la loro posizione oppure no e, qualora si verifichi questo secondo caso, come si giustifica questo cambio di atteggiamento".

Sara Pandolfi

mercoledì 20 aprile 2011

Chiarimenti sul Forum

In relazione al discorso relativo ai tempi siamo consapevoli anche noi di essere molto a ridosso della data referendaria. Tuttavia crediamo che non parlarne per nulla sarebbe ancora più offensivo dell’istituzione e della spesa che tale referendum comporta. Come esplicitato nell’articolo ribadiamo l’ intenzione nostra di effettuare solo un incontro che veda la presenza di quante più persone possibili al fine di confrontare tutte le posizioni (SI, NO, ASTENSIONE).

Avevamo calendarizzato una serie di incontri, saltati tutti alla notizia dell’ annullamento della delibera. Adesso che pare sia ufficiale il voto abbiamo deciso solo di farci carico di prenotare una spazio pubblico e spargere voce che in quella sede si parlerà di un argomento di interesse per tutti. Sappiamo che si sarebbe potuto certamente fare di più ma se molti confluiranno in Sala Consiliare in quella data sicuramente qualcosa di buono ne uscirà fuori.

Ps: stiamo già facendo circolare una mail “invito”, che incolliamo qua sotto con l’augurio che possiate anche voi farla girare e contribuire alla massima partecipazione.

MAIL INVITO:
Venerdì 29 Aprile, dalle ore 21:00, in Sala Consiliare si parlerà del Referendum sul cambio Regione. Come “Sabinamente” abbiamo fatto richiesta dello spazio, ma ovviamente in quella sede tutti potranno portare il loro contributo
ed esporre la propria idea, nonché portare materiale e quant’altro vogliano che ritengano utile allo sviluppo del tema del forum.
In quanto “forum” esso è libero e gli interventi potranno essere fatti a qualsiasi titolo, da quello si semplice cittadino a quello di rappresentante di ente/associazione/comitato/partito.
Questa mail, oltre che come invito, che ti esorto a girare a quante più persone vuoi, serve anche a capire come meglio organizzare la serata. Io credo che si potrebbe dedicare una prima ora ad interventi di max 5 minuti di persone che danno la loro disponibilità ad esporre il loro punto di vista e dedicare il tempo rimanente alla discussione sugli stessi interventi.

martedì 19 aprile 2011

Forum sul Cambio Regione

 
Al fine di sviluppare, da qui ai giorni del voto, una dialettica utile e interessante per i cittadini,  intendiamo organizzare per fine aprile un forum sul cambio regione. La proposta non è nuova, visto che più di due anni fa organizzammo un altro forum su tale tema. L'intenzione è la medesima: desideriamo avere  uno spazio in cui mettere a confronto i pro e i contro del cambio regione. In quella occasione non saremo portatori di alcuna linea ufficiale del forum (che non ne avrà alcuna), ma ci limiteremo semplicemente ad aggiungere la nostra voce a quella di quanti vorranno partecipare. Il contenuto di questa agorà è assolutamente libero, al fine di poter affrontare nel modo migliore la tematica.

Dobbiamo ancora confermare l'evento. Qualora, entro tale data, dalla Presidenza del Consiglio sopraggiugano notizie che ci informano della revoca dell'ordinanza, ci prendiamo la libertà di poter annullare l'evento. In caso contrario, informiamo che il forum avrà luogo nel giorno di venerdì 29 aprile pv, ore 21:00. Sono invitati tutti i cittadini, l'amministrazione, la minoranza, tutti i partiti politici, i blogger, i comitati e le associazioni, qualsiasi altro ente esponenziale e chiunque sia interessato.

Associazione Sabinamente

sabato 16 aprile 2011

Indipendence... dai, parliamone seriamente!

Credo che non si debba far cadere nel nulla l'esortazione giunta dalla lettera aperta di un nostro concittadino. Indipendentemente dalle posizioni politiche, è un fatto che (con molta probabilità) il 15 maggio Magliano Sabina dovrà decidere se restare nel Lazio o tornare in Umbria.
Mi appare invece assai sgradita l'indifferenza con cui certa politica locale affronta questa possibilità. Ricordo che in passato non eravamo soli a lanciare l'ipotesi del cambio regione. E' vero, allora (come oggi) le forze che si buttavano nel campo erano minoritarie, ma andare al referendum senza alcuna azione di informazione e discussione mi sembra davvero surreale. Vogliamo davvero buttare al vento 10mila euro (sì, è questo il costo medio di un referendum!) senza neanche provare a verificare se nell'Umbria conviene o meno andarci?
Personalmente non so proprio cos'altro ancora avremo da perdere. Il 15 aprile è giunto e passato. Il sig. Gianani, che con la sua foto sul profilo Facebook dalla muraglia cinese ci saluta con criptici occhi a mandorla, procede spedito e ignora qualsiasi richiesta di bloccare il decreto. Il decreto del 1° aprile si sta già attuando, e il cartello dell'ex ospedale parla di "presidio". Non ero certo io quello che diceva che "se dobbiamo andarci a curare in Umbria allora dobbiamo anche pagarci le tasse". Per questo motivo credo che sia necessario tornare ad affrontare seriamente la questione, senza lasciar cadere un referendum e senza neanche averne conosciuto il contenuto. Perché se è vero che le ragioni per cui andiamo al voto solo legate a doppio nodo con le sorti dell'ospedale, è vero anche che l'ospedale non c'è più. E come è giusto essere informati sul nucleare, sul legittimo impedimento e sulla privatizzazione dell'acqua perché l'IDV ha legittimamente fatto ricorso al mezzo della consultazione popolare, e siccome per lo stesso motivo non è giusto invitare le persone "ad andare al mare" o "disertare le urne" tanto perché la questione è partitica, per lo stesso legittimo motivo non è giusto invitare le persone a "disertare le urne" solo perché stiamo parlando di ospedale. No, la verità è che, oltre all'ospedale, stiamo parlando di Magliano. I Cittadini lo sanno, e vogliono legittimamente essere informati.


Niccolò


PS: mi scuso con fra per avergli plagiato il titolo!

giovedì 14 aprile 2011

Si avvicina il referendum: riceviamo, pubblichiamo e condividiamo questa lettera aperta

Lettera aperta di un cittadino inviata a Magliano Democratica, Sabinamente, Magliano Insieme, Apriletaurus, Melaverde, e Terra, indirizzata all’Amministrazione Comunale, ai Partiti e alle associazioni locali avente ad oggetto la questione del Referendum per il passaggio di Magliano Sabina dalla Regione Lazio alla Regione Umbria ed aggregazione alla Provincia di Terni.

AI MEMBRI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE


Egregi Amministratori,
avete presentato la richiesta di Referendum motivandola con sacrosante argomentazioni e con la consapevolezza che, indipendentemente dalla questione ‘Marzio Marini’la cittadinanza ha sempre desiderato il “ ritorno “ in Umbria.
Del resto, come aveva spiegato con molta foga il sindaco ai cittadini al momento di presentare la richiesta referendaria, ragioni storiche e culturali oltre che logistiche fanno i maglianesi più vicini alle esigenze allo spirito del popolo umbro che a quello sabino per essere oltretutto appartenuta alla Provincia Umbra di Perugia dall’unità d’Italia fino al 1923.
Tutti sanno anche che Magliano dal tempo in cui è entrata a far parte della Provincia di Rieti era sede di importanti istituzioni e centro di riferimento del territorio e dei comuni circostanti (a titolo esemplificativo l’Ospedale, l’Ufficio del Registro, la Pretura ,la Curia vescovile, il Seminario etc.) ma anche che, successivamente, ha subito il graduale depauperamento dei suoi importanti uffici e, oserei dire, è stata spogliata della sua dignità di città a favore di Poggio Mirteto, con conseguente impoverimento dei suoi abitanti, costretti ad abbandonare il territorio per cercare lavoro altrove o a fare i pendolari.
Dal punto di vista economico e produttivo Magliano è rimasta, nonostante l’importanza della posizione strategica ed il collegamento con l’Italia intera per effetto dell’ accesso all’Autosole, un centro agricolo dimenticato dalla politica di livello e dai politici che contano.
A causa della mancanza di guide autorevoli e lungimiranti e della scarsa capacità degli amministratori di farsi rispettare, i maglianesi, che nel 1904 si erano resi protagonisti protagonisti di scioperi contadini di risonanza nazionale e nel 1920 di scontri con forze dell’ordine e con le prime squadre fasciste mostrando il loro carattere fiero e ribelle, hanno lentamente acquistato un carattere abulico, arrendevole e rassegnato permettendo persino lo spostamento altrove di importanti reperti storici ed archeologici appartenenti alla loro storia.


AI PARTITI E ALLE ASSOCIAZIONI POLITICHE E CULTURALI

Per quanto possa sembrare che le associazioni politiche e culturali locali siano attente ai problemi della comunità e del territorio ed esercitino un controllo vigoroso sulla gestione della cosa pubblica, si deve rilevare che il solo utilizzo dei BLOG e di altri mezzi informatici per denunciare il malgoverno o per informare i cittadini di fatti di capitale importanza per la sopravvivenza della nostra comunità, non sia sufficiente.
La maggior parte dei cittadini o perché anziani o perché non in grado di accedere ad internet, è costretta ad affidarsi al ‘si dice’ ’senza avere la percezione diretta e reale degli avvenimenti. Ciò che consente ai furbi di turno di giocare sulla loro ignoranza.
Voi che siete attivisti, che credete nella giustizia del vostro messaggio politico o culturale, abbiate il coraggio non solo di denunciare e di manifestare ENERGICAMENTE dai blog le scorrettezze o la superficialità delle scelte dell’Esecutivo.
Se necessario tappezzate di manifesti il paese e le campagne, fate volantinaggio, siate presenti e discutete in piazza, soprattutto INFORMATE CON LA MASSIMA OBBIETTIVITA’la popolazione affinché sia consapevolmente partecipe delle scelte e del destino della nostra comunità.
In questo particolare momento si debbono decidere le sorti del passaggio in Umbria o della permanenza nel Lazio. Rifuggite dalla logica della contrapposizione partitica e non lasciate che siano gli interessi particolaristici o di convenienza politica contingente dettati dall’alto a prevalere, né il vostro comportamento sia dettato dal sentimento di avversione ad una scelta dell’antagonista.
Non sacrificate la vostra identità culturale, la vostra appartenenza al territorio, gli interessi della gente che vive con voi agli interessi di una lobbi .
Mantenete la vostra indipendenza intellettuale ed informate correttamente ed obbiettivamente i cittadini ed i vostri simpatizzanti dei pro e dei contro della scelta ma lasciateli liberi di scegliere indipendentemente dallo schieramento in cui militate.
E’ solo a tali condizioni che i cittadini potranno rivolgersi a Voi con fiducia nel prossimo futuro; a Voi spetta il compito di restituire ai cittadini la fiducia nella politica, e lo stimolo al recupero degli ideali e dello smarrito orgoglio civico.


Un cittadino 

mercoledì 13 aprile 2011

Le giravolte referendarie anche sul TG3

Il video riproduce il servizio realizzato dal Tg3 a riguardo del referendum di Magliano per il cambio regione, parlando della possibilità che questo possa vedersi realizzato comunque.

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