In Evidenza
Visualizzazione post con etichetta sabina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sabina. Mostra tutti i post

lunedì 29 dicembre 2014

La Sabina nella regione... Adriatica???


di Gianfranco Paris

È stata depositata da poco in Parlamento una proposta di legge di modifica della struttura regionale del territorio italiano, di cui non parla nessuno, che porta il nome di Roberto Morassut, deputato del PD (ex Pci) che si è fatto largo in politica nel mondo romano. Indovinate che fine farà la Sabina? Dovremmo essere accorpati ad una macroregione adriatica insieme a Marche, Abruzzo e parte del Molise (Isernia)!
Io credo che coloro che pensano queste cose sono in preda ad una forte frenesia schizofrenica che vieta loro di ragionare con la testa e di tener conto della realtà dei vari territori dal punto di vista geopolitico, storico, culturale ecc.... Un pò come accadde all'inizio del secolo scorso alla caduta dell'impero ottomano quando i nuovi stati del medio oriente furono disegnati con un compasso sulla carta geografica, le cui conseguenze ci hanno regalato il casino nel quale è caduto il medio oriente negli ultimi decenni con uno stato permanente di instabilità che si riflette in tutto il mondo occidentale con gravi conseguenze di carattere economico. A proposito delle regioni, in Italia sta accadendo la stessa cosa. Vediamo un pò di riflettere insieme sul caso. 
Facciamo un passo indietro. Il governo Monti, quello che avrebbe dovuto rimettere l'Italia in sesto con la eliminazione degli sprechi, con la prima riforma delle provincie soppresse la provincia di Rieti accorpandola a quella di Viterbo in una sola provincia. Due territori che, pur situati a nord di Roma, non hanno molte caratteristiche in comune, ma soprattutto sono troppo distanti per poterli unire e sono separati tra di loro da una parte del territorio della provincia di Terni che appartiene all'Umbria (ndr sono separati da Magliano, a meno che non voglia considerarci come Umbria).
Ora addirittura Morassut ci mette alla regione Adriatica, con la quale la Sabina non ha nulla in comune e dalla quale siamo politicamente e storicamente separati da sempre. Per non dire che la dorsale appenninica di nostra pertinenza che ci separa dall'Abruzzo guarda ad ovest, mentre la riviera adriatica è situata a est. Andremmo in altre parole a far parte di una regione che ha tutti i suoi interessi sul mare adriatico, rispetto al quale noi saremmo non solo marginali, come siamo oggi rispetto agli interessi di Roma capitale, ma completamente estranei, guardando il nostro territorio verso Civitavecchia che sta ad ovest, cioè dalla parte opposta, sul mar Tirreno. 
Al compimento dell'Unità d'Italia nel 1860, quando furono concepite per la prima volta le provincie del nuovo regno d'Italia, il territorio della ex provincia di Rieti dello Stato pontificio fu collocato nella provincia umbra che comprendeva Perugia, Terni e Rieti. Una collocazione che metteva insieme territori che avevano le stesse caratteristiche territoriali, la stessa storia, le stesse tradizioni, le stesse caratteristiche economiche e culturali, che sono gli ingredienti principali perché un territorio possa aspirare allo sviluppo, con ciò dando dimostrazione di buon senso e di capacità di buona amministrazione. 
Nel 1927 il governo Mussolini scorporò la Provincia Umbra dividendola in tre unità, con ciò privando l'intero territorio del potere di programmare un modello di sviluppo omogeneo che avesse come obbiettivo quello di sfruttare tutte le energie a disposizione. Con l'avvento della Repubblica le due provincie di Terni e Perugia, inserite poi nel 1970 nella regione Umbra, sia pure con alterne fortune, ma potendo contare almeno sulla loro omogeneità, sono riuscite a realizzare un progresso, magari squilibrato a favore di Perugia, ma ci sono riuscite. 
Rieti invece è rimasta al palo. Inserita nel Lazio ed essendone territorio periferico, ha perduto ogni possibilità di sviluppo a favore della capitale che ne ha fagocitato ogni risorsa. Il trasferimento della provincia di Rieti nel territorio di una ipotetica regione adriatica aggraverà ancor di più la marginalizzazione del suo territorio condannandola all'isolamento definitivo e perpetuo. La Sabina è un territorio che può stare solo con quello dell'attuale Umbria e così accadendo l'Umbria stessa potrebbe vantare più titolo per rimanere regione autonoma. Comunque, anche se questa venisse accorpata alla regione Appenninica come, sempre per la proposta Morassut, potrebbe accadere a Terni e Perugia, insieme alla Toscana e a Viterbo, quella appare l'unica utile collocazione per la provincia di Rieti e la Sabina perché questo territorio ha bisogno di stare insieme a coloro che hanno gli stessi interessi di sviluppo economico e sociale. Infine i fatti dimostrano come per problemi di questo genere non si può far conto sui nostri rappresentanti politici, di qualsiasi livello essi siano. 
È dal 1990, anno nel quale il Parlamento approvò la legge sulla ristrutturazione degli enti locali, che il dibattito ha registrato la loro totale assenza ed insensibilità. Il fatto che in questi giorni su questo argomento tutti tacciono, pur essendo stata depositata una formale proposta di legge, dimostra che anche questa volta a loro non interessa un fico secco dove potremmo andare a finire! A proposito, ma Morassut, che naviga nello stesso partito di Giuseppe Rinaldi, attuale presidente della provincia di Rieti, e del collega deputato Melilli di Poggio Moiano, li ha consultati prima di depositare questa proposta? Se si, si potrebbe pensare che sono d'accordo! E che ne dicono gli elettori del PD? Degli iscritti è inutile dire perché sono considerati meno che niente. Allora che fare? Bisognerebbe che, almeno per una volta, i rappresentanti di tutte le forze sociali, dagli imprenditori ai lavoratori, dagli intellettuali agli operatori dell'informazione, alle associazioni di categoria e a quelle culturali creassero un coordinamento al fine di ergere una diga contro questo disegno che per rimediare ad una stortura ne crea una ancora peggiore. Ne va del futuro di tutti noi. Pensate si ipotizza di staccarci da Viterbo, Frosinone e Latina e ci si accorpa a Isernia, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, L'Aquila, Chieti, Teramo e Pescara, quando il comune di Rieti confina direttamente con quello di Terni e quando, dopo la inaugurazione della galleria delle Marmore, andiamo a Terni in 20 minuti e a Perugia in un'ora!?!?!? Ma i firmatari di questa proposta di legge conoscono almeno la geografia dell'Italia centrale? [notizie.radicali.it]

lunedì 28 aprile 2014

Clamoroso: la Lista Orsini è stata esclusa. Non escluso il ricorso


dal sito de "Il Messaggero"

A Magliano Sabina stata esclusa dalla tornata elettorale di maggio la lista «La Sabina nel cuore» per Franco Orsini sindaco. La terza lista presentata a Magliano Sabina non ha passato il vaglio della commissione dell’ufficio mandamentale di Poggio Mirteto prima e della Prefettura di Rieti poi, che ha certificato l’esclusione del raggruppamento dalla corsa a Palazzo Vannicelli. E’ l’unico caso di esclusione registrato in provincia. Alla base dello stop imposto ad Orsini e ai suoi, l’incompletezza della documentazione presentata. 
Per legge ogni candidato deve allegare al modello base di dichiarazione, il certificato di iscrizione alle liste elettorali che deve essere rilasciato dal Comune di residenza. Ed è qui che sarebbero sorti i problemi. Due dei candidati della lista «La Sabina del cuore» non risiedono a Magliano, ma a Roma e a Calvi dell’Umbria, enti che avrebbero dovuto rilasciare i documenti, ma che sabato erano chiusi. Per questo, a sentire Franco Orsini, che non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali circa l’esclusione, non sarebbe stato possibile ottenere i certificati. 

 IL MOTIVO DEL'ESCLUSIONE
Stando così le cose, il 25 maggio, a Magliano correranno solo due liste, quella capeggiata dal sindaco uscente Alfredo Graziani e quella guidata dal giovane segretario Pd, Emanuele Eroli. Ma, vuoi un’indole ottimista, vuoi l’assenza di una comunicazione ufficiale, Orsini si dice «tranquillo. Finora nessuno mi ha comunicato nulla - spiega a Il Messaggero - Eravamo consapevoli dell’assenza di due certificati che sono stati impossibili da reperire perché nonostante uno dei due comuni sia quello della Capitale, sabato non aveva sportelli aperti come quello in provincia di Terni. Una cosa non plausibile, per questo siamo tranquilli e riteniamo che sia un fatto superabile. Se fosse confermata l’esclusione valuteremo il ricorso, ma magari non sarà necessario». A leggere le disposizioni normative, i margini sono però più stretti e le possibilità che la lista, che può di certo fare ricorso, possa essere riammessa sono davvero esigue, per non dire nulle. La bocciatura della lista nasce dal fatto che il numero dei candidati era il minimo previsto per i Comuni come Magliano che possono variare da 9 a 12. Escludendo i due privi di certificato, il numero dei candidati è sceso a 7 facendo perdere di conseguenza i requisiti alla lista intera.

lunedì 2 settembre 2013

Ricordi di Magliano... in vendita

Una chiesa di San Pietro ancora non restaurata, la pompa di benzina della Shell in fondo a Via Roma, una Piazza Garibaldi difficilmente riconoscibile rispetto a quella attuale, un certificato del 1822 del Cardinal Arezzo Vescovo di Sabina e molto altro è in vendita su internet per qualche euro o poco più. Su Ebay le cartoline, i documenti, le foto storiche vanno a ruba e molti appassionati usano internet per comprare e vendere i pezzi più rari. Anche a Magliano i collezionisti non mancano, ma anche ogni semplice cittadino potrà d'ora in poi portarsi a casa con poco un pezzo di storia nostrana.





sabato 13 aprile 2013

Trio Gaugain per il Musica Festival

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

(clicca sull'immagine per ingrandire)

giovedì 4 aprile 2013

Tutto pronto per il Sabina Musica Festival

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


sabato 5 gennaio 2013

Magliano fusa con altri comuni? L'ipotesi accorpamento avanza


(Unione dei Comuni di Magliano, Collevecchio, Tarano e Montebuono, tutti attorno al bacino del fosso Campana)

Quasi ottomila abitanti, terzo comune nella Provincia di Rieti (o tra i primi 15 della futuribile Provincia Tuscia Sabina), un territorio di 110 chilometri quadrati, un ruolo maggiore nella politica dei territori, vantaggi economici derivanti da un maggiore afflusso finanziario dallo Stato, più risparmio derivante dalla unione dei servizi. Di quale comune stiamo parlando? Forse proprio del nostro, ossia del nuovo comune di Fosso Campana - o Magliano Campana che dir si voglia (o qualsiasi altra idea fattibile)-, cioè una Magliano fusa con Collevecchio, Tarano e Montebuono. Ma per quale motivo? Volenti o nolenti, l'idea dell'accorpamento dei comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti sta prendendo sempre più piede nelle commissioni parlamentari e nella politica comune in generale, al fine di risparmiare sui costi della macchina statale nonché per favorire efficienze nei servizi ai cittadini.
Un'anagrafe per mille abitanti? Quattro anagrafi per 4 comuni? Ha effettivamente molto più senso un un unico servizio di anagrafe per 8mila abitanti, che permette anche la riallocazione delle risorse umane, al fine di garantire maggiori servizi al cittadino, magari attraverso l'informatizzazione completa degli atti e dei documenti, con la realizzazione di una posta elettronica certifica per il Protocollo Comunale e gli altri servizi di notifica e di concorsi/bandi.
(In blu il ruolo del nuovo comune tra gli altri del circondario, clicca per ingrandire)
Certo, la conformazione del nuovo comune non sarà per forza di cose quella appena suggerita, ma bisogna muoversi. Nella testa e nei programmi di tanti partiti e movimenti politici per le prossime elezioni (Movimento 5 Stelle, Fare per Fermare il Declino, Partito Democratico, Lista Monti, Pdl e altri) ritorna con sempre maggiore frequenza il tema dell'accorpamento dei piccoli comuni. E che la soglia sia 5mila o 10mila, Magliano ci rientra sempre e comunque. Tanto vale, cominciare a ragionarci già adesso, entrando nell'ottica di una possibile e neanche troppo remota fusione tra i comuni del circondario. Esclusa (purtroppo) la possibile fusione con Otricoli e Calvi dell'Umbria (stanno in Umbria, per l'appunto) ed esclusa quella con Civita Castellana (che ci appare da autolesionisti) rimane soltanto la possibile fusione con Collevecchio (e Tarano-Montebuono) oppure l'ipotesi suggestiva ma delladellacquiana di un'apparentamento con Gallese (e anche Corchiano? O Orte?).
Insomma, le ipotesi non mancano, e la questione non è ancora stringente. Ma non va ignorata. Potremo ritrovarci, tra non molto, con un decreto legge che ci obbliga all'unione forzosa con altre realtà vicine, magari già organizzate. Questa volta sarebbe il caso di non farci cogliere impreparati.

mercoledì 12 dicembre 2012

Concerto a San Pietro per il Sabina Musica Festival

MAGLIANO SABINA
CHIESA DI SAN PIETRO
SABINA MUSICA FESTIVAL


I CONCERTI Domenica 16 dicembre 2012 alle ore 16.00 a Magliano Sabina, nella Chiesa di San Pietro, viene proposto il primo concerto dell’edizione 2012-2013 del Sabina Musica Festival, realizzato dall’Associazione Culturale ILVENTAGLIO e promosso dal Comune di Magliano Sabina con il contributo della Provincia di Rieti. Il primo concerto è la Rassegna di Cori, coordinata dal Maestro Filippo Proietti, che vede la partecipazione della CORALE E STRUMENTALE COLAVETUS, diretta dal M° Roberto Finucci; del CORO POLIFONICO DI CALVI DELL’UMBRIA, diretto dal M° Angelo Bruzzese; del CORO POLIFONICO HORTAE, diretto dal M° Filippo Proietti. Verranno eseguiti brani da G.P. DA PALESTRINA a W.A.MOZART, da H.M. VERECORE ad A. LOTTI, e canti della tradizione natalizia e popolare. Ingesso gratuito.

Informazioni Ufficio Cultura 0744.910336 www.ilventaglio.net

sabato 10 novembre 2012

Aperte le cantine per la festa del Vino Novello

dal sito de "Il Messaggero"
 
 
 
In Sabina è la domenica del vino novello, il giorno di San Martino, con le prime bottiglie che vengono aperte dopo la vendemmia settembrina. Una vendemmia di ottima qualità, quella targata 2012.Come tradizionei mpone, oggi a Magliano la Cantina Vi.co.sa. organizza la manifestazione «Novello in Cantina». Visite guidate e degustazioni di vini e bruschette, con ingresso libero al frantoio di via Madonna Grande. A mezzogiorno il pranzo rustico e per l’intera giornata musica dal vivo, novello e castagne. Il vino novello sarà protagonista anche a Torri quando accompagnerà le degustazioni a partire dalle 16 durante la sagra del prosciutto delle stuzzicherie offerte dalla Pro loco nel centro storico del paese. A Piani di Poggio Fidoni dalle 15 di oggi, invece, un buon rosso fruttato accompagnerà le degustazioni di castagne, bruschette e dolci nella castagnata di San Martino. Ancora vino novello ad Ascrea dalle 11 per esaltare i sapori durante le degustazioni alla festa della castagna e a Borgo Velino dove c’è la sagra del marrone antrodocano.

giovedì 25 ottobre 2012

Tagli al budget del Sabina Musica Festival

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


martedì 9 ottobre 2012

Nascerà la Provincia Tuscia Sabina, capoluogo Viterbo

Stemma della Provincia Tuscia Sabina

Sta per nascere la nuova provincia della Tuscia-Sabina, che avrà come sede Viterbo e vedrà, una volta chiarita la redistribuzione delle competenze delle originarie Province di Viterbo e Rieti con i Comuni, le Unioni dei Comuni e la Regione Lazio, lo spostamento dei dipendenti di Rieti verso la Tuscia.

Lo ha reso noto ieri Fabio Melilli (Pd), presidente della ormai ex Provincia di Rieti, annunciando le proprie dimissioni. “Abbiamo appreso dalle parole del ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi che l’inizio della chiusura dell’esperienza delle province viene accelerata. La battaglia per salvare la nostra autonomia è chiusa”.

Secondo Melilli, il governo, entro dieci giorni a partire dal prossimo 24 ottobre, vuole chiudere definitivamente la partita delle province. “Da quel momento, cioè dai primi giorni di novembre – ha aggiunto - partirà una fase commissariale per Rieti e, contestualmente, inizierà anche il percorso di accorpamento con Viterbo. Noi – ha detto ancora - continueremo a combattere contro la scomparsa della nostra provincia, ma credo che la battaglia, dal un punto di vista istituzionale ed economico, sia definitivamente persa”.

Melilli ha concluso sottolineando che utilizzerà gli ultimi giorni a disposizione “per fare in modo che la nostra amministrazione chiuda positivamente il bilancio 2013. Lascio comunque un ente senza debiti di bilancio né contenziosi con i fornitori”.

Dunque, la provincia di Rieti continuerà ad esistere per tutto il mese di ottobre e, al massimo, fino ai primissimi giorni di novembre. E quella di Viterbo? Secondo Melilli è probabile che entro dicembre venga commissariata, come tutte quelle che così come sono non potranno sopravvivere alla spending review. Quindi, la fase di formazione del nuovo ente, la Tuscia-Sabina potrebbe essere assegnata a un commissario nominato dal ministero degli Interni.

lunedì 17 settembre 2012

Rieti non ha scampo: con Viterbo, nella Tuscia Sabina

Secondo alcuni paragrafi del Vademecum pubblicato dal Governo, la Provincia di Rieti è destinata all'unione con Viterbo, poiché il riordino deve essere effettuato all'interno dei confini regionali (escludendo, almeno per ora, l'opzione Terni-Umbria). La provincia altolaziale potrebbe attrarre alcuni comuni della periferia nord della Capitale, non intenzionati a diventare un municipio di Roma.



"Il riordino non può comportare l’accorpamento di una Provincia con una o più province destinate a diventare città metropolitane": quindi la Provincia di Rieti non può unirsi con la Città metropolitana di Roma.

""Non si consente alla Provincia di raggiungere i requisiti minimi richiesti con l’aggregazione di altri comuni, in quanto i requisiti devono essere posseduti dalla Provincia alla data di adozione della deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2012": quindi la Provincia di Rieti non può pensare di sopravvivere andando a cercare comuni nella periferia di Roma.

"Il territorio delle Province destinate a divenire Città metropolitana potrà ampliarsi con l’adesione di nuovi comuni": quindi alcuni comuni ora fuori dalla Provincia di Roma potrebbero chiedere di far parte della futura Città Metropolitana, così come è previsto che alcuni comuni della Provincia di Roma potranno uscire dalla costituenda Città, andando verso le nuove province confinanti.


sabato 8 settembre 2012

A Rieti sperano di allargarsi verso la Sabina Romana

Alcuni sperano di salvare la provincia di Rieti allargandosi verso la Sabina Romana: l'ipotesi, che potrebbe anche verificarsi laddove i comuni a nord di Roma diano il loro assenso, appare però un suicidio politico ed economico per Rieti e dintorni. Hanno forse pensato a quale tipo di provincia si darebbe il via? Nascerebbe un ente tutto spostato verso Roma, con oltre 250mila abitanti concentrati in soli otto comuni nella periferia di Roma: Capena, Fiano Romano, Monterotondo, Mentana, Fonte Nuova, Guidonia Montecelio, Palombara Sabina, Tivoli. Inoltre, Guidonia vanta, da sola, una popolazione di 85mila abitanti, quasi il doppio di quella di Rieti. Che forse non rivendicherebbe il ruolo di capoluogo, anche in ragione del fatto che intorno ai propri confini comunali risiederebbero oltre il 60% della popolazione di tutta la costituenda provincia?
La domanda è quindi d'obbligo: ma quale interesse avrebbe Rieti a vedersi sfilare di mano il residuo potere politico ed economico della Provincia... di Rieti?
Sarebbe stato meglio per la provincia tutta seguire, a suo tempo, il movimento secessionista di Magliano, per salvare se stessa e Terni in una Provincia autonomia umbro-sabina. 
Sarebbe meglio adesso prendere atto dei cambiamenti a livello nazionale nella riorganizzazione dei territori: l'unione con Viterbo appare obbligata. Se ne prenda atto cercando di costituire un'alleanza per gestire un territorio in maniera autonoma da Roma. E forse, una volta tanto, Magliano potrebbe diventare il centro geografico - e non solo - della nuova aggregazione.




lunedì 27 agosto 2012

La provincia Tuscia Sabina nella mappa delle nuove province d'Italia

Il Messaggero pubblica la mappa della nuova Italia delle Province - riportata di seguito - e conferma i cambiamenti riguardanti il nostro territorio: un'unica provincia per l'Alto Lazio, comprendente la Tuscia e la Sabina. In questo quadro sarà possibile che alcuni comuni alla periferia nord di Roma si uniscano alla nuova provincia. La nuova provincia, con sede centrale a Viterbo, avrebbe oltre 480mila abitanti e si estenderebbe per oltre 6'361 kmq. 

(clicca sull'immagine per ingrandire)


sabato 21 luglio 2012

Si va verso la provincia Tuscia-Sabina



Nel Lazio saranno abolite le province di Rieti, Viterbo e Latina. Roma, entro il 2013, diventerà invece ‘città metropolitana’, ovvero un ente locale che assumerà le competenze della provincia e del comune. Questo è stato stabilito dal decreto sulla Spending Review, varato il 20 luglio dal Consiglio dei Ministri. In base ai criteri stabiliti dal governo, le province devono avere almeno 350 mila abitanti e una superficie pari a 2.500 chilometri quadrati. Mentre Rieti ha una superficie sufficiente, non si può dire lo stesso per il numero dei suoi abitanti (2.749,16 chilometri quadrati, 160.467 abitanti), così come Viterbo (3.612 chilometri quadrati per 321.008 persone). Situazione inversa per Latina (559.678 abitanti, 2.250 chilometri quadrati), la quale potrebbe pero diventare capoluogo della Ciociaria, unendo il suo territorio a quello di Frosinone. L’unica strada che potrebbe evitare la cancellazione è l’accorpamento, da definire entro 40 giorni dalla definizione dei nuovi parametri da parte dell’esecutivo. Governo che dovrà autorizzare le scelte territoriali con un atto legislativo. Sarebbe quindi la Provincia Tusco-Sabina o Tuscia Sabina o dell'Alto Lazio il nuovo ente provinciale nel quale Magliano si ritroverà, accorpando Viterbo, Rieti e forse qualche comune a nord della ex provincia romana.

Bisogna ricordare che oltre al nome alle province cambieranno anche le competenze, amministreranno solo ambiente, trasporti e viabilità: le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto "Salva Italia". Ma ad essere tagliate non saranno solo le province. Il nuovo decreto prevede anche il dimezzamento di prefetture, questure, uffici scolastici provinciali e Inps.

Leggi anche:

lunedì 2 luglio 2012

Tutta la Sabina senz'acqua

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

(clicca sull'immagine per ingrandire)

sabato 21 aprile 2012

Ridateci l'ospedale


di Gianni CRISTOFANI


E’ già trascorso un anno dalla chiusura del Marzio Marini, storico ospedale di Magliano Sabina e di tutti i paesi della sabina Tiberina, il territorio compreso tra la riva sinistra del Tevere ed il preappennino dove vive una popolazione di quarantamila individui. Un popolo oramai di delusi e scontenti, un popolo di preoccupati per la propria salute specialmente per i più piccoli e gli anziani. E mai possibile che chi ha preso in mano la gestione della sanità della nostra regione non riesca a rendersi conto di quali e quanti danni si possono verificare con l’azzeramento di quel presidio ospedaliero che, nato dopo la riforma del 1968, è risultato per decenni un polo di eccellenza per la sanità nella provincia di Rieti? Ogni giorno assistiamo a drammatici casi di disfunzione nell’assistenza ai pazienti, specialmente tra i più anziani. Se a Montebuono una vecchia signora già malmessa sulle gambe cade in terra e viene colta da lancinanti dolori cosa si fa? Si chiama il 118 e la novantenne viene caricata sull’ambulanza per raggiungere il De Lellis di Rieti ad oltre quaranta chilometri dalla propria abitazione. Il defunto Marini era a soli dodici chilometri di distanza. Pronto soccorso dell’ospedale del capoluogo, sei ore in barella per fare una lombo sacrale. Responso: vertebra incrinata. Ricovero, ma che, posti letto in ortopedia non ce ne sono e la signora viene rispedita a casa con un’ ambulanza privata dopo aver preso le misure per un busto ortopedico protettivo della colonna. Questo è il risultato della chiusura del Marini, questi sono i disagi della povera gente che se vuol campare ancora qualche giorno deve affidarsi a strutture private di ricovero dando fondo all’ultimo euro della già magra pensione. E’ una situazione scandalosa, inaccettabile. I tagli indiscriminati della governatrice Polverini nell’assetto ospedaliero regionale hanno creato solo malumore e scontento, ma, soprattutto, hanno messo in pericolo la tutela della salute dei cittadini. Il presidio ospedaliero di Magliano incideva per lo 0,06% sul fondo sanitario regionale, averlo chiuso ne è valsa la pena? Quale risparmio effettivo si è realizzato se i costi fissi sono per ora rimasti invarati?Ed ancora una riflessione. Credo, in coscienza, che alla scontentezza dei sabini per la chiusura del loro storico ed efficiente ospedale non possa che aggiungersi meraviglia e perplessità per certi progetti che nulla hanno a che fare con l’assistenza al paziente veramente malato e che, stante l’orografia del territorio, se vuol curarsi deve, come descritto in precedenza, affrontare lunghi viaggi su disagevoli itinerari sprovvisti di adeguati mezzi di trasporto pubblico. Dal popolo dei sabini si fa forte la protesta, si leva un grido di dolore: “Ridateci il nostro ospedale, ridateci la sicurezza di affrontare la malattia con la serenità e la professionalità che erano caratteristiche di base del Marzio Marini” sciaguratamente dismesso senza una vera, razionale, logica politica gestionale della sanità nel territorio.

venerdì 30 dicembre 2011

Il futuro di Magliano... Sabina: Bassa o Nova?

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

(clicca sull'immagine per ingrandire)

martedì 22 novembre 2011

Premio pianistico "Sergio Cafaro"


giovedì 17 novembre 2011

Nasce l'Associazione Culturale no-profit "Viaggi alla scoperta della Sabina"

Riceviamo, e molto volentieri pubblichiamo questo comunicato inviatoci dagli amici della neonata Ass. "Viaggi alla scoperta della Sabina"

"Ciao sono Valerio Alivernini, faccio parte della troupe dei Viaggi alla scoperta della Sabina. Tutto e' nato nel Giugno 2010, quando Mirko Iori ha pensato di creare un gruppo su facebook di esplorazioni in Sabina. All'inizio la troupe era composta da  Mirko Iori e Iacopo Lucci. Successivamente e' arrivato Fabio D'Alessio ed infine  io.
Le nostre esplorazioni all'inizio hanno interessato il territorio della Sabina Romana, anche perche'  Mirko e Iacopo sono di Castelchiodato, mentre Fabio e' di Monterotondo. Quello  che e' "fuori dalla Sabina" sono io, in quanto romano, ma con origini materne e paterne in Sabina, sono molto  legato alle mie radici sabine. I nostri Viaggi sono stati a Stazzano Vecchio (Palombara Sabina), rovine di Montefalco (Monteflavio), fortezza di Castiglione (Palombara Sabina), alla ricerca dell'antica Ameriola (Castelchiodato), San Polo  dei Cavalieri, rovine di Castelluccio (Marcellina), Montecelio, antico casale (Montelibretti). A partire dall'estate 2011 abbiamo  ampliato le nostre esplorazioni in Sabina Reatina con i viaggi ad Orvinio, Cittareale, festa della birra a Selvarotonda (Cittareale), Rocchette e Rocchettine (Torri in Sabina), visita al Lago Ripasottile (Rivodutri), terme romane di Quinto Assio e monumento naturale: quercia di San Nicola (Colli sul Velino). Durante le  uscite noi della troupe ci divertiamo e scherziamo,ci riprendiamo con dei video  che poi postiamo su facebook. Noi affianchiamo il divertimento di fare delle  uscite tra ragazzi con la serieta' nel raccontare posti sconosciuti a molti e quindi da scoprire. Oltre ai video facciamo anche le foto di dove andiamo, io sono il foto-reporter. A Luglio 2011 e' nata anche la pagina facebook, in questo modo abbiamo gruppo e pagina nel social network piu' famoso e cliccato di tutti.
Oltre ai video e alle foto abbiamo anche creato dei video in 3D delle  ricostruzioni di fortezze dove siamo stati. Potete trovare infatti la  ricostruzione in 3D di Stazzano Vecchio e di Montefalco. Siamo arrivati ad  Ottobre 2011, escono il making of dell'intervista e successivamente l'intervista  a noi dei Viaggi (l'intervista e' stata girata a Rocchettine). 11/11/11 L'idea ci  ronza in testa da mesi e mesi, finalmente ci siamo: a Castelchiodato, li' dove  tutto e' iniziato, nasce l'Associazione Culturale no-profit Viaggi alla scoperta  della Sabina in Via Benedetto Croce 4. Quello che era nato come un divertimento  tra ragazzi, accomunati dall'amore per la Sabina, prende col passare del tempo, sempre piu' importanza, il gruppo facebook arriva e supera gli 800 iscritti e la  pagina supera i 200 mi piace. Vediamo che tanta e tanta gente:sabina,con origini  sabine o a cui interessa conoscere questo splendido territorio, ci segue e ci apprezza. Riceviamo su facebook molti attestati di stima per quello che facciamo  e questo apprezzamento nei nostri confronti e' la spinta ad andare avanti e fare ancora di meglio per questa terra. Con la neonata associazione vogliamo rendere reale e concreto tutto cio' che abbiamo fatto da Giugno 2010 sul web. L'associazione nasce per promuovere il territorio sabino, la sua cultura e le  sue tradizioni. Abbiamo stabilito che Mirko Iori e' il Presidente  dell'associazione, io sono il Responsabile alla cultura, Iacopo Lucci e' Responsabile alle relazioni pubbliche e Fabio D'Alessio e' il Tesoriere. Noi ce  la mettiamo tutta per promuovere questo territorio purtroppo spesso sconosciuto  e nello stesso tempo cosi' vicino alla Capitale. Con la nascita  dell'associazione di certo non abbandoniamo internet, dove siamo nati e siamo  stati conosciuti da molti, a breve vi anticipo a voi di Sabinamente Settimana  Maglianese che uscira' il nostro teaser promozionale, non dico altro, vi invito tutti ad aspettare di vederlo caricato su facebook. La nuova avventura  dell'Associazione, un sogno quando la pensavamo tra di noi, e' diventata realta'.
Una sede di promozione del territorio sabino...ne vedrete delle belle!!! :-D
Prossimamente, spero il prima possibile, ricominceremo i nostri Viaggi. Saremo anche a Magliano Sabina e voi di Sabinamente - Settimana Maglianese, se vorrete, ci  indicherete i posti da vedere.
Queste sono le foto della nascita  dell'associazione. Un saluto e un ringraziamento a voi, per quello che fate, per  darci visibilita' e perche', come noi, promuovete questa terra chiamata Sabina  dando del vostro meglio! "

Di seguito qualche scatto...mentre se volete cercarli su facebook cliccate qui!







martedì 15 novembre 2011

Appuntamento al Manlio col Sabina Musica Festival

MAGLIANO SABINA
TEATRO MANLIO
17 - 19 - 20 NOVEMBRE

Questa settimana per gli appassionati della musica tre Concerti al Teatro Manlio di Magliano Sabina nell’ambito dell’edizione 2011 del Sabina Musica Festival, in attesa del Concorso musicale e del Premio Pianistico Sergio Cafaro in programma la settimana successiva.


Giovedì 17 novembre alle ore 21, l’Orchestra di Roma e del Lazio, diretta dal Maestro Marco Angius, si esibirà in un concerto sinfonico con musiche di Scelsi, Haydn, Dvorak.

 
Sabato 19 novembre alle ore 18.30, la Banda Musicale Cittadina, diretta da Roberto Finucci, celebrerà con il proprio concerto la festa di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, eseguendo sul palco del Teatro Manlio un ricco e piacevolissimo programma con brani di Fucik, Sousa, Menken, Moricone.


Domenica 20 novembre alle ore 18.30 la sassofonista Laura Venditti, accompagnata al pianoforte da Alessia Rorato, si esibirà in un vivacissimo programma “multietnico” con brani di Piazzolla, Iturralde, Alén, Francaix.

I concerti di sabato e domenica sono ad ingresso gratuito.

Informazioni: Comune di Magliano Sabina Ufficio Cultura 0744.910336
Related Posts with Thumbnails

Radio Sabinamente

Meteo maglianese

Post più letti nella settimana