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giovedì 14 giugno 2012

L'Ares 118 di del Marini sostituita da privati

dal sito "Rietinvetrina"


Ci giunge notizia che a partire dal prossimo 20 giugno, la postazione ARES 118 di Magliano Sabina semplicemente non esisterà più, o meglio sarà sostituita da una postazione affidata in convenzione ad una società privata (Croce Rosa Romana). Il motivo, ufficiosamente, è quello della carenza di autisti. Questo, mentre a Rieti, gli stessi autisti vengono impiegati in straordinario per l’effettuazione di mansioni inferiori (barellieri). Questo in una realtà recentemente privata persino di un pronto soccorso, conseguente la “chiusura” dell’ospedale Marzio Marini. Continuiamo a ritenere questa deriva, (che realizza la progressiva desertificazione dell’offerta sanitaria nel nostro territorio), del tutto inaccettabile. E continuiamo a chiederci, stante lo stato dell’arte, (le deroghe che non arrivano, i problemi che di amplificano esponenzialmente, ed in sostanza l’atteggiamento di una regione che a quanto pare considera la provincia di Rieti “l’ultima Provincia dell’impero”), se non sia opportuno, da parte dei consiglieri Regionali eletti in questo territorio (nonché da parte dell’assessore nominato), un atto di dignità personale e di rispetto per i cittadini di questo territorio, ovvero presentare le proprie dimissioni. La questione non è quindi, se sia o meno il caso di battere colpi in testa a qualcuno, ma capire, semmai, se qualcuno il colpo in testa la possiede e se la usa anche per assumere comportamenti consoni all’incarico che ricopre. Va da se che nei prossimi giorni la FP CGIL provvederà ad attuare tutte le necessarie iniziative di contrasto all’ennesima penalizzazione di questo territorio.

martedì 30 agosto 2011

Mattatoio verso la chiusura

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


(clicca sulle immagini per ingrandire)

venerdì 3 giugno 2011

Continua la chiusura degli ospedali laziali

Dal sito de 'Il Tempo - Lazio nord'

È cominciata ieri la riconversione di altri otto ospedali del Lazio in attuazione dei decreti commissariali 80 che disciplina la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale secondo il cronoprogramma del decreto 113. A iniziare il percorso di trasformazione in presidi di primo soccorso e ospedali di prossimità che si concluderà a fine anno sono Acquapendente e Montefiascone in provincia di Viterbo, Amatrice in provincia di Rieti, Zagarolo (Roma), Aprino, Pontecorvo in provincia di Frosinone, Sezze e Gaeta in provincia di Latina. Nel lotto delle strutture da riconvertire nel decreto 113 era inserito anche l'ospedale di Bracciano, ma la chiusura è stata bocciata dal Tar. Hanno già iniziato a gennaio il percorso di chiusura invece Ceprano, Ferentino e Ceccano; a febbraio Isola Liri; lo scorso primo aprile Ronciglione, Magliano Sabina, Ariccia, Rocca Priora, Palombara Sabina, Villa Albani ad Anzio e Monturno. Il prossimo primo ottobre, invece, partirà la riconversione degli ultimi tre dei 24 ospedali coinvolti dal piano di riordino ospedaliero: Anagni (Frosinone), Monterotondo e Subiaco in provincia di Roma. Sul primo però pende il ricorso straordinario al presidente della Repubblica, mentre sul secondo il ricorso al Tar, il cui pronunciamento è atteso il 22 giugno. Sono in molti a scommettere che alla fine l'ospedale di Monterotondo non chiuderà, come del resto messo nero su bianco nell'atto aziendale della Asl RmG. E per Subiaco la Polverini ha assicurato che almeno la metà dei posti letto dell'Angelucci verrà salvata, ma il verbale dell'ultimo tavolo tecnico col governo non lascia spazio a margini di manovra troppo ampi. I tecnici ministeriali chiedono tagli, introduzione di nuovi ticket e blocco della costruzione di nuovi ospedali (tra cui il nuovo Policlinico dei Castelli Romani) se concordata con Palazzo Chigi. La deroga è comunque subordinata al sacrificio di strutture ospedaliere esistenti non colpite dalle riconversioni. Attesa un'imponente opera di riconversione, con chiusure di numerosi reparti, anche nelle Asl della Capitale. Il caso Grassi è emblematico. Altri tagli sono già stati effettuati nei primi mesi dell'anno. In ogni caso per quanto riguarda gli ospedali romani un decreto attuativo che stili un vero cronoprogramma ancora non c'è. Il testo sarebbe fermo in Regione, dove si respira un clima da grandi manovre. All'Area Promozione salute e screening è stata nominata Francesca Fei, archeologa proveniente dall'assessoreato alla Cultura che ha sostituito Valentina Mazzarella, medico, passata all'assessorato Servizi Sociali. Per la Direzione Programmazione rete ospedaliera e ricerca, dove c'era Casertano, è in predicato d'arrivare in comando dal San Carlo di Nancy Mario Braga. Sulle riconversioni il capogruppo Pd alla Pisana Esterino Montino va giù duro: «Ospedali e interi reparti chiudono, le liste d'attesa si allungano, la sanità è nel caos e i cittadini devono pagare di tasca propria. Il disastro annunciato si va compiendo. Sembra una scena del Titanic: la maggioranza balla sulle note del "si va avanti" mentre il Lazio affonda».

martedì 31 maggio 2011

Le farmacie scontano la chiusura del Marini

dal sito "Online-news"


A Magliano sabina, dopo il depotenziamento dell’ospedale Marzio Marini (ndr è una chiusura), struttura di importanza strategica nella rete sanitaria della provincia reatina, a seguito dei tagli alla sanità voluti dalla regione Lazio, a fare le spese dell’assenza improvvisa di servizi sanitari di base sono le farmacie e i loro utenti. Qui da qualche tempo è possibile prenotare le visite specialistiche da effettuare presso l’Asl, ma la richiesta è talmente elevata che l’attesa per acquistare i medicinali si allunga fino a 50 minuti. In altre parole, l’ultimo provvedimento non ha fatto che spostare le code dal Cup aziendale alle farmacie, creando un disagio ulteriore a coloro che in farmacia ci vanno solo per comprare medicine. Ma i disagi seguiti al ridimensionamento del Marini non sono finiti: le liste di attesa  arriverebbero fino a 11 mesi. Al di là di provvedimenti tampone, urge un intervento strutturale.

lunedì 30 maggio 2011

Stop alla chiusura di oculistica

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Questa volta le ragioni della popolazione sabina potrebbero essere fatte valere. Buone notizie arrivano infatti dal subcommissario alla sanità della Regione Lazio, Giuseppe Spada. La novità è giunta a seguito dell'incontro di venerdì scorso tra i sindacati e l'autorità regionale. I primi hanno strappato un impegno da parte del commissario al mantenimento del servizio di oculistica presso il presidio di Magliano Sabina. E la disposizione a ritirare il provvedimento di chiusura emesso dalla direzione generale, secondo quanto assicurato da Spada, arriverà domani. Il subcommissario, infatti, ha assicurato che “lunedì mattina chiamerà personalmente il direttore generale della Asl di Rieti Rodolfo Gianani e chiederà di bloccare il provvedimento”. Le rassicurazioni sono state riportate dal segretario dell'Unione italiana del lavoro Marino Formichetti, che ha preso parte all’incontro.


venerdì 27 maggio 2011

"No alla chiusura di oculistica"

dal sito de "Il Corriere di Rieti"


(clicca sulle immagini per ingrandire)

giovedì 26 maggio 2011

Soppresso pure il servizio oculistico chirurgico al Marini!

Continua l'opera di smantellamento di ciò che resta dell'ospedale di Magliano. Da Rieti arrivano ulteriori direttive per togliere oculistica.


 dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Prosegue l'annientamento dei servizi presso il centro clinico assistenziale distrettuale di Magliano Sabina. Con una lettera il direttore del reparto di oftalmologia dell'ospedale Camillo De’ Lellis di Rieti ha comunicato che a partire dal primo di giugno anche le operazioni di oculistica non verranno più effettuate.
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