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lunedì 7 giugno 2010

Bilancio demografico 2009 dell'Istat

Magliano non riesce a raggiungere i 4mila abitanti, anzi, vede ridurre la propria popolazione. Il dato è causato essenzialmente dal mancato apporto femminile. Continua la tendenza negativa del saldo naturale. Per la prima volta è invece negativo il saldo migratorio.

Si pensava di poter superare la fatidica quota 4mila, ed invece non solo non è stata raggiunta, ma da essa ci si sta anche progressivamente allontanando. Stiamo parlando della popolazione di Magliano, analizzata già in passato. Seguendo le dinamiche fornite dal bilancio demografico Istat del 2009, è possibile conoscere l'andamento nel nostro territorio. Emergono molti dati interessanti.
La popolazione di Magliano è di 3929 abitanti, alla data del 31 dicembre 2009. Avevamo chiuso l'anno 2008 con ben 3962 unità, sperando di poter raggiungere e superare i 4'000, e invece così non è stato. Dopo aver raggiunto ad aprile 2009 l'apice delle presenze (3969), è iniziato un decremento continuo (3929 abitanti il 31 dicembre 2009), che probabilmente ci accompagnerà ancora per molto.
Una visione analitica dei dati permette ci conoscere più approfonditamente le ragioni di tale débacle. Nell'anno 2009 i nati sono 38 (24M; 14F); i morti 53 (27M; 26F). Il saldo naturale continua quindi ad essere costantemente negativo (-15). A ciò si aggiunge un fatto sicuramente da non sottovalutare: per la prima volta da parecchi anni il numero degli emigrati supera quello degli immigrati. Se gli iscritti (81 dall'Italia e 23 dall'estero) sono 104, i cancellati sono ben 122, con un saldo migratorio di -18. Ecco quindi il risultato finale: -15 di saldo naturale aggiunto ad un -18 di saldo migratorio comporta un -33 totale.
Dall'analisi congiunta dei dati emerge un elemento ulteriore: la riduzione della popolazione è da imputare quasi esclusivamente al sesso femminile, visto che la popolazione femminile ad inizio anno era di 2067 abitanti, abbassatasi fino a raggiungere 2033 unità. Pochi sono stati infatti i fiocchi rosa e molte le cancellate verso altri comuni. La popolazione maschile è invece rimasta stazionaria: 1895 ad inizio anno e 1896 al termine. Sono 1638 le famiglie maglianesi, e il numero medio di componenti per famiglia è di 2,37 persone.

Niccolò

Rumori e vibrazioni a Foglia: il video


Dal sito youtube.it abbiamo condiviso sul nostro blog il video postato dai ragazzi di fogliaonline.blogspot.com
Come palesato in un passato abbastanza prossimo, non vogliamo fermarci alla mera solidarietà, ma vogliamo contribuire a diffondere quanto più possibbile notizie circa questa questione, nonché renderci disponibili per ulteriori e future collaborazioni.
Nel frattempo ricordiamo come direttamente dall'url dove è postato il video sia possibile condividerlo attraverso blog e social network.

domenica 6 giugno 2010

Idee sul futuro della provincia

dal sito de "Il Messaggero"

Provincia a rischio soppressione, dopo la “prova generale” del 25 maggio - con la proposta entrata e uscita dalla finanziaria nello spazio di 24 ore - ora siamo al debutto alla Camera della manovra e se il presidente Fabio Melilli torna a suonare l’allarme, il senatore Angelo Cicolani minimizza: «E’ vero, c’è un emendamento in tal senso che verrà presentato alla commissione affari costituzionali ma non me ne preoccuperei più di tanto. Siamo solo all’inizio di un iter parlamentare lungo, tante cose possono cambiare...». Però l’orientamento del Pdl sembra chiaro: tagliare le Province a cominciare dalle più piccole. «Non la metterei proprio così: ho avuto io il mandato dal vicecoordinatore regionale Alfredo Pallone di relazione ai quadri del partito sulla situazione delle Province, la linea è un’altra».
E sarebbe? «Cominciare col tagliare quelle che coincidono con le cosiddette città metropolitane». Una cosa nel Lazio più complicata che altrove, con Roma capitale: «Certo, se Roma capitale dovesse coincidere con l’area metropolitana saremmo fritti. Ma se, come credo, i comuni della cintura più esterna avranno la facoltà di scegliere con chi andare, beh, noi dovremmo essere bravi ad attrarli verso Rieti. Senza pretese annessionistiche, per carità. Ma c’è da lavorare perché a noi basterebbe qualche comune grande per superare la soglia dei 200mila abitanti, e Fiano, Montorio per esempio già sono interessati. Certo è che su questo dobbiamo essere molto attivi».
Invece, l’impressione è che dopo l’exploit di due settimane fa, l’attenzione sia ormai scivolata altrove. Tanto più che paladini di peso per la salvaguardia delle “Provincette” non se ne sono trovati...
A.L.

Giovani laureati per il centro commerciale naturale

dal blog "Magliano Insieme"

Prende forma il progetto finanziato dalla Regione Lazio e dal Comune di Magliano Sabina.

Dopo la rimodulazione del progetto atta a migliorare l'attività dei commercianti, con un contributo per ristrutturare vetrine e/o facciate dei negozi, e centro storico, con fondi per illuminazione pubblica, arredi e segnaletica,  si è formato venerdì scorso il tavolo che dovrà lanciare il centro.
Si è deciso di formare un gruppo di lavoro composto da giovani professionisti maglianesi con il coordinamento del Dott. Filabozzi e dell' Assessore Teodori il quale affiancherà i commercianti nell'attività di marketing e non solo.
Prodotto un bando a cui chiunque poteva partecipare sono stati individuati quattro laureati maglianesi con specificità diverse:

--- Edoardo Vivadio, grafico ( anni 28 )
--- Sara Pandolfi, esperto in comunicazione ( anni 26 )
--- Isabella Sernicola, analista economica ( anni 23 )
--- Matteo Stentella, programmatore informatico ( anni 22 )

lo stage, che ha avuto inizio ufficialmente il primo giugno, durerà tre mesi, i giovani professionisti percepiranno un contributo a titolo di rimborso spese, al termine verrà valutata la necessità o meno di ampliare l'orizzonte temporale del programma di lavoro, il bando rimarrà aperto per eventuali necessità del gruppo ad integrarsi con altre figure professionali.
Sotto la guida attenta dei coordinatori il tavolo sarà chiamato a realizzare la struttura virtuale del Centro, le reti informatiche necessarie, l'azione di comunicazione e marketing e uno strumeto che permetta l'analisi dei risultati economici ottenuti nel tempo [...].

sabato 5 giugno 2010

Polemiche idriche

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Non ancora inaugurata e già al centro delle polemiche. Il nuovo record spetta alla fontana pubblica d'acqua minerale che oggi sarà messa in funzione in viale XIII Giugno. "Un esempio di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale - aveva dichiarato il sindaco di Magliano Graziani - che porterà un significativo risparmio per i cittadini. Per ribadire il principio a favore dell'acqua pubblica". Ed è proprio su quest'ultima affermazione che nascono le polemiche e, a muoverle, è il maglianese Pietro Galadini. "Non voglio criticare la scelta della fontana - dice Galadini - ma è una vergogna che un sindaco non allacci l'acqua nelle case di alcuni cittadini, porti avanti una procedura legale per la quale pagare avvocati solo per mantenere il punto su una questione che gli è stata lasciata in eredità dal suo predecessore e intanto inaugura fontane pubbliche d'acqua frizzante". La questione in ballo è il mancato collegamento di alcune abitazioni al civico acquedotto. Fiumi di richieste e un ricorso al Tar non sono bastati per far partire i lavori. "In campagna elettorale era stato promesso ad altri che come me non hanno l'acqua pubblica e che vivono con bambini usando quella dei pozzi inquinati, ma come sempre non è stato mantenuto. Va bene quando si parla della salvaguardia del patrimonio naturale, ma sono arrabbiatissimo. Ho fatto e vinto un ricorso al Tar per avere l'allaccio dell'acqua che è un mio diritto e devo sentire il mio sindaco che ho votato prendere per i fondelli a me e quanti come me si lavano e cucinano con l'acqua minerale". "Ho preso contatto lo scorso anno con le 5 famiglie che sono ancora senza acqua. E' certamente una situazione incresciosa, per questo ho chiesto di ritirare il ricorso, possibilità però rifiutata. Ora, compatibilmente con le casse comunali, si provvederà a realizzare gli allacci, tuttavia non mi sembra che, la questione dell'acqua pubblica, escluda la possibilità di attivare un servizio utile per tutta la comunità, per adesso in centro e successivamente, qualora l'iniziativa abbia successo, anche in tutte le frazioni".

Sara Pandolfi

Amatrice e Accumoli "secedono"

Sembra davvero impossibile intuire quale sarà il futuro della provincia. Intanto, dopo Leonessa, dopo Magliano, anche Amatrice e Accumoli dichiarano la loro volontà di secedere e indicono il referendum. Diventa sempre più palese come questa costruzione geografica artificiale (la provincia) soffra problemi esistenziali ad ogni leggera folata di vento.

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Secessione anno zero. Il sindaco Pirozzi rilancia: “Giovedì prossimo indiciamo il consiglio comunale per l’approvazione del referendum consultivo”. Dunque piede in due staffe per il sindaco di Amatrice che se da un lato cerca l’appoggio delle istituzioni, dall’altro prepara la possibile battaglia in caso di fallimento. Dalla sua ha incassato il sì del Comune di Accumoli, che si è dichiarato pronto a cambiare provincia. “Anche se rimanessimo senza ospedale pur passando nella provincia di Ascoli Piceno, almeno avremo la possibilità ti poterlo raggiungere in tempi minori”. Dunque, da qui l’esigenza di agitare lo spettro del passaggio di provincia (e quindi di regione). Tutti si augurano che prima della fatidica data nella quale il consiglio sarà chiamato ad approvare la decisione, vengano dei segnali positivi e di apertura da parte della Regione Lazio. In caso contrario, la provincia di Rieti potrebbe perdere due comuni in un colpo solo. Il precedente Leonessa docet. Con motivazioni differenti, ma sempre imputabili alla Regione Lazio, il comune montano ha da poco fatto scuola e ora Amatrice potrebbe ripercorrere le sue orme. Nel dicembre del 2008 i residenti leonessani si sono recati alle urne, superando il 50 per cento del quorum richiesto, con lo scopo di cambiare provincia e regione. Su 2 mila e 290 votanti hanno espresso la propria preferenza mille e 207 cittadini, di cui 926 favorevoli nel restare reatini e laziali e 238 contrari. Nel momento della decisione referendaria si aprirono in tutto il territorio laziale delle vere e proprie diatribe sul voto e, a scendere in campo con i rispettivi comitati, furono i partiti con il loro massimi dirigenti. Al centro del dibattito l’opportunità o meno di subire le decisioni della Regione senza che l’ente avesse concretamente valutato l’opportunità di quanto in atto che, nello specifico, era imputabile alla realizzazione dello scavalco montano per la conseguenziale creazione di un comprensorio sciistico più competitivo dell’attuale. A Leonessa si giunse al voto dopo un anno intero di bagarre che cominciò con l’approvazione e l’adozione all’unanimità della delibera comunale che, ai sensi dell'articolo 132 comma secondo della Costituzione italiana, chiedeva l’aggregazione del comune reatino alla Regione Umbria.

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

“Amatrice vuole il referendum”. Così titolava ieri la prima pagina dell’edizione ascolana del Corriere Adriatico, che riporta i fatti dell’ultimo consiglio comunale straordinario sul destino dell’ospedale “Grifoni”. Passare nella regione Marche? Per la maggioranza degli amatriciani non sarebbe un problema. La vicenda della sopravvivenza del Grifoni ha messo sul tavolo il tema della secessione, argomento non certo nuovo da queste parti. D'altronde lo ha dichiarato lo stesso sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, durante il consiglio straordinario sull'ospedale che "ricadendo nella provincia di Ascoli e dando per perso comunque l'ospedale di Amatrice, resta il fatto che l'ospedale di Ascoli è sicuramente raggiungibile in minor tempo". L'umore della gente lo ha tastato ieri mattina anche una troupe dell'emittente “Tv Centro Marche”, giunta sul posto sulla scia dei venti di secessione che hanno visto protagonisti già alcuni comuni marchigiani passati nella provincia di Rimini. Nel servizio, andato in onda ieri sera, i giornalisti hanno dapprima intervistato Sergio Pirozzi, poi hanno potuto constatare come per la maggioranza degli intervistati l'idea dell'opzione marchigiana non sarebbe da buttar via. Non si tratta di una novità, in quanto è risaputo che l'amatriciano e l'accumolese, per la vicinanza con le Marche, intrattengono da sempre rapporti, soprattutto commerciali (segue).

Marzio Mozzetti

venerdì 4 giugno 2010

Per Bruno e Cicolani: mettetevi d'accordo sulla provincia


Il giorno prima al sen. Cicolani giunge la  rassicurazione dal relatore Bruno per l'espansione della provincia di Rieti verso Roma; il giorno dopo il sig. Bruno firma l'emendamento per eliminare le province al disotto di 200mila abitanti. Mettetevi d'accordo prima di esprimere in pubblico le vostre opinioni.


dal sito de "Il Messaggero"

La Provincia di Rieti di nuovo sotto la ghigliottina del centro destra. Quanto uscito rocambolescamente dalla porta dell’ultima manovra finanziaria (la soppressione tout court delle Province con meno di 220mila residenti) si prepara a rientrare dalla finestra aperta in Parlamento alla Commissione affari costituzionali, dov’è all’esame il disegno di legge sulla Carta delle autonomie. A riproporre la sforbiciata è un emendamento a firma del relatore (nonchè presidente della commissione) Donato Bruno (lo stesso che il senatore Cicolani sosteneva l’avesse rassicurato) che fissa un tetto minimo alla popolazione (200mila abitanti) affinchè possa costituirsi una provincia. Il che a conti fatti mette a rischio nove realtà, Rieti compresa. Il meccanismo però non è automatico e dunque alcune province potrebbero salvarsi: l’emendamento infatti prevede che la soppressione sia fatta anche in base «all’estensione del territorio» nonchè «tenendo conto della peculiarità dei territori montani» così come vuole la Costituzione. La proposta resta l’ultimo nodo da sciogliere prima che il ddl passi all’esame dell’aula di Montecitorio, anche se il relatore Bruno assicura che nella maggioranza «non ci sono problemi e non c’è motivo» per temere che alla prima seduta utile, fissata per martedì prossimo, l’emendamento non venga approvato (segue).

di ALESSANDRA LANCIA
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