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martedì 19 gennaio 2010

Al via la Stagione Teatrale 2010





Ospitati a Magliano gli anziani di Tarano

Gli anziani ospitati nella "casa di riposo-lager" di Tarano sono stati spostati anche nelle strutture di Magliano, nonché in quelle di Rieti. Il sequestro della casa di riposo da parte dei Carabinieri nella struttura "La contrada" ha permesso di verificare le condizioni inumane in cui venivano tenuti gli anziani: accolti in un sottotetto inagibile e legati con lenzuola ai letti. Al momento del blitz era presente un solo inserviente. I Carabinieri hanno accertato anche che c'erano molti farmaci scaduti o irregolarmente conservati che erano dati agli ospiti, che pagavano da 1.400 a 2.000 euro mensili.

Per ulteriori info: ansa.it

sabato 16 gennaio 2010

NUCLEARE: Un contributo dal web

Navigando alla ricerca di informazioni mi sono imbattuto in questo scritto che ho voluto condividere con voi.

"Le centrali nucleari cosiddette “di terza generazione” (EPR) --- il governo italiano ne vorrebbe costfruire quettro in Italia --- hanno una potenza di circa 1600 megawatt ciascuna; ne esistono due, una finlandese ad Olkiluoto, a metà del suo cammino costruttivo, una in Francia a Flamanville, che dovrebbe essere completata entro alcuni anni.

Si tratta di centrali che producono elettricità col calore che si libera in seguito alla fissione, mediante urto di neutroni, rallentati per passaggio attraverso acqua, dei nuclei di uranio-235 con formazione di vari sottoprodotti fra cui plutonio e numerosi nuclei più piccoli, tutti radioattivi. Il calore che si libera viene trasferito ad una massa di acqua sotto pressione a circa 150 atmosfere e circa 300 gradi che circola in un circuito “primario” di tubazioni, e viene poi trasferito ad altra acqua (circuito “secondario”) che si trasforma a sua volta in vapore e fa girare le turbine del generatore di elettricità. Un flusso di acqua di raffreddamento (circa 70 metri cubi al secondo) trasforma di nuovo il vapore in uscita dalle turbine in acqua liquida che torna nella caldaia del circuito secondario. In queste centrali l’acqua del circuito primario del reattore, radioattiva, non viene a contatto con l’acqua del circuito secondario.

I reattori di terza generazione scoppiano come quello di Chernobyl ? Quasi certamente no perché sono circondati da un doppio involucro di protezione di cemento armato e sono dotati di speciali accorgimenti di raccolta del fluido del reattore, nel caso si verificasse una frattura nella zona contenente la radioattività.

Dove potrebbero essere messi ? Già le poche cose dette indicano che il reattore, il circuito delle turbine, gli impianti di presa e di circolazione dell’acqua di raffreddamento, sono grosse strutture, del volume di circa un milione di metri cubi, che contengono una massa di cemento, acciaio e materiali vari di circa un milione di tonnellate. La centrale deve essere installata in una zona dove è disponibile molta acqua di raffreddamento (dato lo stato e la portata dei nostri fiumi, l’unica soluzione è data dall’uso dell’acqua di mare), su suolo geologicamente stabile e senza rischi di terremoti: i due reattori in costruzione, quello finlandese e quello francese, sono in due promontori di rocce granitiche in riva al mare.

L’eventuale centrale dovrebbe essere vicino ad un grande porto perché una parte dei macchinari deve essere importato via mare; il contenitore del reattore finlandese è stato costruito in Giappone. Qui comincia il lavoro degli analisti del territorio; si tratta di percorrere le coste italiane e vedere se si trova una zona adatta per una o per “il gruppo” di centrali annunciate. Ci sono naturalmente molti altri vincoli; ai tempi della precedente avventura nucleare italiana, dal 1975 al 1986, sono state fatte numerose indagini territoriali e fu elaborata una “carta dei siti” ritenuti idonei alla localizzazione delle (quattro) centrali nucleari allora previste, che erano più piccole e con minori vincoli di localizzazione. Allora le norme internazionali indicavano la necessità di avere, intorno alle centrali nucleari, una zona di rispetto del raggio di circa 15 chilometri nella quale non dovevano trovarsi città o paesi, strade di grande comunicazione e ferrovie, aeroporti, impianti industriali, depositi di esplosivi, installazioni militari.

La varie località proposte, in Piemonte, a San Benedetto Po in Lombardia, ad Avetrana in Puglia dovettero essere scartate dopo indagini territoriali più accurate, e l’idea di costruire centrali nucleari in Italia fu finalmente abbandonata dopo la catastrofe al reattore di Chernobyl.

Anche se la, o le, localizzazioni delle nuove centrali saranno coperte dal segreto di Stato, ci sarà pure un giorno in cui i cittadini di una qualche zona d’Italia vedranno arrivare sonde e geologi e ruspe e recinzioni e gli amministratori locali dovranno fare i conti con autorizzazioni e espropri. Sarà quello il tempo in cui gli abitanti delle zone interessate vorranno interrogarsi su quello che sta succedendo, sulla propria sicurezza futura, sul destino delle acque sotterranee e delle spiagge e coste.

Non sarà il segreto o il controllo militare a impedire ai cittadini di informarsi, di leggere le carte geologiche e la frequenza dei terremoti, le norme internazionali di sicurezza delle centrali. A parte il fatto che le centrali nucleari non producono energia a costi competitivi e che è irrisolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive, apparirà allora che non c’è neanche nessun posto in cui insediarle, nel rispetto dell’ambiente, in un paese come il nostro geologicamente fragile, esposto a terremoti e frane, con coste già sovraffollate, spiagge erose e mari inquinati."
Giorgio (nebbia)

venerdì 15 gennaio 2010

Magliano Sabina - “Il Nucleare non è una soluzione”.

dal sito del Corriere di rieti e della Sabina.

Nuovi timori sull’ipotesi della localizzazione della centrale nella Valle del Tevere. Urbanetti si associa al parere negativo espresso dai senatori del Pd.

Continua a incalzare il tema del nucleare. A correre il rischio, secondo quanto riportato nell'ultimo servizio del quotidiano nazionale “La Repubblica” dedicato al tema, accanto a cinque siti in Sardegna e quattro in Veneto - solo per citarne alcuni - ci sarebbero tre siti nel Lazio: la zona costiera di Montalto di Castro, scelta già negli anni Ottanta per edificare una centrale nucleare poi riconvertita; la Costa di Borgo Sabotino in provincia di Latina e la parte della Valle del Tevere tra Orte e Magliano Sabina, dove il Nera confluisce con il Tevere. La denuncia è partita dai senatori del Partito democratico, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che sul punto hanno preannunciato un'interrogazione al ministro Scajola. Secondo i due esponenti del centrosinistra, infatti, la lista nera dei luoghi idonei a far sorgere le centrali sarebbe già ben definita, ma sulla pubblicazione di questa ci sarebbero dei riserbi preelettorali in vista delle prossime regionali. Una notizia, quella della scelta del territorio sabino, che non giunge del tutto nuova. A denunciarla ci aveva pensato, già diverso tempo fa, l'associazione ambientalista Greanpeace rifacendosi a una vecchia mappa della fine degli anni Settanta, stilata dal Comitato nazionale per l'energia nucleare, ma nessuna smentita o conferma se ne era ottenuta. Tra i quarantacinque luoghi dell'elenco, dunque, la zona di confine tra il Viterbese e Magliano Sabina sarebbe risultata ottimale, secondo gli studi del Cnen, proprio per la conformazione pianeggiante del territorio e per l'ottima riserva idrica che i due corsi d'acqua garantiscono in ogni periodo dell'anno, caratteristiche queste ottimali per la collocazione di un reattore. E, a Magliano, della stessa opinione dei propri esponenti nazionali del Pd è anche il leader locale del partito. “Abbiamo sempre espresso parere negativo all'ipotesi del nucleare - ha dichiarato Francesco Urbanetti -, perché esso non rappresenta una soluzione, mentre bisognerebbe puntare sulle energie alternative”. Intanto, nel mese di febbraio, si terrà sempre a Magliano, una conferenza dal titolo “Nucleare sotto casa”. L'iniziativa, promossa dall'associazione ambientalista locale “La Sabina territorio e ambiente” e dalla sezione sabina di Legambiente, illustrerà tutti i risvolti negativi che potrebbe provocare la nascita di un impianto a reattori nel territorio.

Sara Pandolfi

giovedì 14 gennaio 2010

Biblioteca all'ex ostello

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Per la biblioteca comunale presto una nuova sede. Il trasferimento avverrà entro la prima metà dell'anno e a breve partiranno i lavori presso la nuova sede. Sarà un locale della struttura dell'ex convento della Grazie quello scelto per la nuova biblioteca, uno spazio del comune quindi, che contrariamente, fino ad oggi, ha pagato ad un privato un affitto pari a mille e 500 euro mensili. Per la prima volta dunque la struttura ospiterà un servizio pubblico. Ristrutturato in occasione del passato Giubileo l’immobile ha nel corso degli anni visto susseguirsi una serie di ipotesi di utilizzo mai realizzate che determinarono svariati ammanchi di introiti nelle casse comunali, che avrebbero dovuto invece ricevere un affitto per l'utilizzo degli spazi. Progettato come un alloggio per i pellegrini che nell'anno santo sarebbero giunti in visita a Roma, tanto da essere ancora oggi conosciuto ai maglianesi come l'ex ostello, per i locali si parlò spesso di diversi utilizzi come, ultimo solo in ordine di tempo, quello di ospitare il nuovo corso alberghiero che avrebbe dovuto aprire i battenti per l'anno scolastico in corso. Ad oggi quindi, accanto alla sede dell'Eurosolar Italia e a quella dell'Azienda municipalizzata sabina, la biblioteca sarà la prima realtà in quell'edificio completamente a servizio della cittadinanza maglianese. A trasferirsi sarà poi anche l'ufficio di collocamento che, proprio come ora, coabita con la biblioteca. Prima del trasloco si dovrà però effettuare tutta una serie di lavori relativi alla pavimentazione e all'illuminazione, per questo sarà acceso dal comune un mutuo pari a circa 25mila euro. Oltre alla nuova sistemazione è prevista l'organizzazione di una sala polivalente che, oltre a fungere da sala lettura, possa essere un luogo per organizzare eventi culturali. Inoltre, per il periodo estivo, il giardino che sorge dietro lo stabile sarà attrezzato per permettere di usufruire di tutti i servizi anche all'aperto.

Sara Pandolfi

mercoledì 13 gennaio 2010

Orizzonte Regionali

Apriamo questo spazio per discutere delle regionali che a marzo avranno luogo nel Lazio, e in altre 12 regioni italiane. Come deve rapportarsi Magliano con questa corsa? Deve l'amministrazione, coalizione composta da più anime, interessarsi a questa campagna elettorale? Non l'ha fatto alle provinciali, si può immaginare che ciò non accada a maggior ragione in regione, anche per l'ovvia ricaduta che potrebbe avere lo schierarsi fortemente accanto ad un candidato che poi si ritrovi all'opposizione. Sarebbe inoltre utile analizzare i candidati mettendoli in relazione con le effettive competenze della regione, ossia valutando le scelte dei candidati per quelle che sono realmente le cose che andrano ad amministrare (prime fra tutte la sanità, gli incentivi sul lavoro, finanziamenti ai comuni, trasporti regionali, etc.) e non per caratteristiche personali che, sebbene molto importanti, rilevano poco ai fini di questo discorso.

lunedì 11 gennaio 2010

Piazza Garibaldi...

I due post appena linkati sono stati il tentativo di questo blog di creare un dibattito su quanto stava succedendo nella nostra Piazza principale. Ma allora, come del resto anche in questi giorni su altre piattaforme locali, l'interesse sembra essere circoscritto sempre ai naviganti di vecchia data.
Voglio provare allora una nuova formula per cercare di stanare piu menti possibili. Una formula semplice, che sicuramente tutti avrete visto su almeno un giornale o una rivista: l'elenco del cosa va e cosa non va.
Lo spazio dei commenti sarà dedicato a questo, dunque a noi cittadini la parola.
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