In Evidenza

mercoledì 30 giugno 2010

Consulenze e ospedali

dal sito de "Il Tempo - Lazio Nord"


Consulenze per migliaia di euro che rischiano di "affondare" la sanità reatina. E allora Il Tempo ha deciso di andarle a verificare. Tutte. E tutte corrono sul filo della regolarità. Ci mancherebbe altro. Ma è l'opportunità dei singoli casi che, molto spesso, indigna. Cococo, cocopro, progetti e collaborazioni varie che spesso si sommano agli stipendi e agli incarichi già percepiti sotto altre voci. Ora queste consulenze con tanti zeri sono al vaglio della "cura-Polverini" ma il nemico in agguato si chiama "cambio di casacca" o se si preferisce "salto della quaglia" e così il medico o il tecnico radiologo tornano amici di partito da difendere. Le attività sono le più disparate analisi, progettazione e formazione finalizzate alla modifica di atti con l'esterno, medici specialistici che più specialistici non si può. Poi succede però che una 80enne, di sera e con un'ambulanza a pagamento, venga dimessa perché per l'ospedale non è così grave da giustificare un ricovero. Rieti è in difficoltà ma stanno peggio Magliano Sabina e Amatrice. E la "cattedrale nel deserto" di Poggio Mirteto. Il problema è molto più complesso rispetto alla cura-Polverini. Qui ci sono aziende e singoli professionisti che incassano consulenze a ripetizione e intere strutture che rischiano di essere smantellate. Così la pensionata, costretta alla quasi totale infermità per una serie di malanni, deve sapersi organizzare e gli altri no. La signora, che fatica a muoversi nel suo appartamento, accusa uno sbandamento e cade ma deve sapersi rialzare. «Con questo clima di veri e falsi risparmi - dice Andrea Spadoni, LiberaMente - molte persone ricorrono alle visite private a pagamento. Anche per le semplici analisi o per un lastra. Questo non è giusto, facciamoci attenzione».


Paolo Di Lorenzo

martedì 29 giugno 2010

Enigma Municipalizzata

Municipalizzata: cosa fare di questa struttura? Molti se lo chiedono. A suo tempo era sorta per permettere al comune di agire privatisticamente ed evitare così i procedimenti ad evidenza pubblica. Oggi, che praticamente tutta la disciplina è stata riordinata, imponendo molti lacci e lacciuoli prima mancanti, non conviene più (o conviene sicuramente meno di prima) tenere in piedi questa struttura. Ma nell'Ams lavorano una ventina di dipendenti, e chiuderla significa mandare a casa queste persone (con rispettivi disagi per le famiglie). Non si può neanche decidere di assumere tutti come dipendenti comunali, perché vige il blocco delle assunzioni: solo se si libera un posto (per pensione o altri motivi) si può integrarlo. Inoltre la legge stabilisce una corsia preferenziale per gli Lsu (che sono ancora molti).
La questione si complica anche a causa degli ulteriori decreti emessi a livello statale. Difatti dal 31 dicembre 2010 non possono essere più compiuti affidamenti in house: la pubblica amministrazione, derogando al principio di carattere generale dell’evidenza pubblica, invece che affidare all’esterno certe prestazioni, provvedeva internamente (in house, appunto) all’esecuzione delle stesse, attribuendo l’appalto o il servizio ad altra entità giuridica di diritto pubblico mediante il sistema dell’affidamento diretto senza gara (nel caso maglianese, affidando per esempio la casa alloggio all'Ams).
Le società partecipate (come l'Ams) possono mantenere contratti stipulati senza gara formale fino alla scadenza, solo nel caso in cui le amministrazioni cedano loro almeno il 40% del capitale. In poche parole, o si cede il 40% della municipalizzata ad un privato, o si azzera la concessione e si affida il servizio solo dopo una gara pubblica (con la possibilità che a vincere e gestire il servizio siano privati, con propri lavoratori dipendenti). Cosa fare allora, privatizzare? Si sa che inserendo un privato, questi persegue legittime finalità di lucro che mal si conciliano con l'interesse generale della nostra comunità, soprattutto quando si tratta di gestire servizi come quello della casa alloggio o dei rifiuti. E si può facilmente immaginare come, al fine di poter ridurre i costi e aumentare il lucro, il socio privato spinga per poter ridurre la qualità e rendere quindi il servizio scadente. E non è questo ciò di cui abbiamo bisogno.

Niccolò

lunedì 28 giugno 2010

Appuntamenti Importanti

Invitiamo la cittadinanza a partecipare ad entrambe le assemblee pubbliche che si svolgeranno MERCOLEDI 30 GIUGNO. Il primo appunetamento è fissato per le 18:00 al TEATRO MANLIO, dove l'Ammministrazione Comunale farà il resoconto del primo anno di attività amministrativa ed in seguito tratterà il tema del fotovoltaico in relazione alla ipotetica installazione di grandi parchi sul nostro territorio.
Ci sarà poi l'appuntamento delle ore 21 in SALA CONSILIARE dove il locale circolo del PD organizza un nuovo incontro con la popolazione dal titolo "SALVARE LA SANITA' DEL NOSTRO TERRITORIO". Da sottolineare l'intervento di importanti figure del mondo politico quali il presidente della Provincia FABIO MELILLI, il consigliere Regionale MARIO PERILLI e il capogruppo PD alla Regione ESTERINO MONTINO.

L'invito che rivolgiamo è quello di partecipare ad entrambi gli incontri, prendendo la parola per avere le molte delucidazioni di cui la gente ha bisogno. Sperando che l'Amministrazione prenda atto che calendarizzando assemblee pubbliche migliorerebbe di sicuro il rapporto tra chi vuole essere informato e chi deve informare.

link:
Assemblea Pubblica Amministrazione Comunale
Assemblea Pubblica sulla Sanità organizzata dal PD

franz

domenica 27 giugno 2010

Il Lazio così non funziona: l'hanno capito (alla fine)

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

“Orgoglio per Rieti” è il comitato, coordinato dal consigliere regionale Antonio Cicchetti, il cui nucleo fondatore è costituito dai sindaci Michele Pasquale Nicolai (Borgorose), Fabrizio Trancassini (Leonessa), Sergio Pirozzi (Amatrice), Riccardo Bianchini (Roccantica), Angelo Toni (Contigliano). Ed inoltre dall’ex presidente della Comunità montana di Poggio Bustone, Saturno Sampalmieri, e dal responsabile per lo sviluppo organizzativo del Pdl, Matteo Simeoni. Dopo la ufficializzazione del comitato “che si apre alla collaborazione di altre associazioni”, l’assessore Felice Costini ritiene che “o si inizia un discorso nuovo e operativo per un diverso rapporto tra il Lazio e le sue province in rapporto a ‘Roma capitale’ - che comporta la ‘liberazione’ delle stesse province dalla presuntuosità romana - oppure il comitato non potrà sottrarsi alla richiesta che proviene dal comitato stesso di individuare il percorso da seguire per uscire dal Lazio stesso dopo aver constatato l’incaponimento di Roma nel suo ruolo di una ‘feudataria’ che tratta le province come vassalli”. La contraddizione nel rapporto Roma-province è esplosa con la esclusione dalla giunta regionale del viterbese Franco Battistoni e del reatino Cicchetti “perché ciò ha fatto comodo a Roma”. E la dimostrazione della possente e appassionata dimostrazione non popolare ma “di popolo” - e con ben 60 sindaci - svoltasi mercoledì scorso in città per protestare contro la esclusione dell’assessore reatino dalla giunta regionale è la dimostrazione di massa (e quindi anche politicamente trasversale per la presenza di molti cittadini che nulla hanno a che fare con il Pdl) di un umore collettivo che comincia a dire, attraverso alcuni sindaci, “via dal Lazio”, “via da chi ci ignora e ci umilia”, “via da chi raccoglie i frutti elettorali del nostro lavoro” mentre il sindaco Toni, sconsolato: “Che cosa racconto di questa umiliazione a quei cittadini i quali hanno lavorato perché il Reatino avesse un suo assessore?”. Umori brutti, secessionisti, che il comitato “Orgoglio per Rieti” sta organizzando.

Ajmone Filiberto Milli

sabato 26 giugno 2010

I problemi della nostra scuola

La questione scolastica di Magliano non deve limitarsi soltanto all'analisi del tempo pieno, ma ai possibili sviluppi (negativi) che potrebbero accadere in futuro, il prossimo anno. Alcune indiscrezioni suggeriscono che per quest'anno il tempo pieno venga mantenuto, venendo attribuite ore aggiuntive alla nostra scuola. Ma questo non potrebbe accadere il prossimo anno. E non è questo l'unico problema.
Difatti i rischi non riguardano solo la scuola elementare ma tutto l'Istituto Omnicomprensivo nel suo complesso. Innanzitutto, è necessario che l'istituto rimanga tale, ossia un istituto con il suo preside, e non degradi nella qualifica di plesso scolastico, dipendendo da altri. Per cui il prossimo anno sarà necessario combattere anche per questo. Inoltre ritorna (o forse c'è sempre stato) il pericolo di perdere le superiori. Con solo tre classi, e con una politica di orientamento sinceramente poco interessata acché gli studenti si iscrivano al nostro istituto tecnico-scientifico, con l'effetto sandwich dovuto dallo sviluppo del polo civitonico ad ovest e poggiano a est, Magliano rischia veramente di dover rinunciare al livello "superiore". Infine, i movimenti dei presidi (che ogni anno, con nuove graduatorie, acquisiscono il diritto di potersi spostare altrove) non facilita assolutamente un progetto di ampio e lungo respiro per un territorio, facilitando invece interessi di breve termine.
Cosa fare? Innanzitutto interessarsi alla questione, informandosi. Ma non basta. Poi combattere su tutti questi fronti, affinché Magliano 1) riacquisti di diritto il tempo pieno; 2) rimanga istituto omnicomprensivo; 3) inviti molti studenti ad iscriversi ai propri istituti; 4) abbia la possibilità di sviluppare un piano duraturo con un preside fisso, interessato al nostro territorio.
Ultimo punto: più figli. Se non si fanno i figli, potremo dire addio ai nostri istituti. Come sempre, i servizi si spostano dove c'è futuro, e la tendenza demografica del nostro paese non ci aiuta. Ma è vero anche che i figli (quando crescono) si spostano dove ci sono nuove case e servizi. A riguardo, a che punto è il piano urbanistico per ampliare la popolazione maglianese?

Niccolò

giovedì 24 giugno 2010

Risarcimento dalla Cogne?

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Evitare di spendere soldi pubblici per bonificare l'area dell'ex stabilimento Masan. E' questo l'orientamento con il quale si è dato il via ad un provvedimento giudiziario per rintracciare eventuali responsabilità amministrative nel cattivo smaltimento dei rifiuti e, nello specifico, le 700 tonnellate di polveri di abbattimento di fumi di acciaieria. Una comunità, quella maglianese, danneggiata sia nell'ambiente, sia nell'immagine dallo stabilimento che avrebbe dovuto produrre compost, fertilizzante naturale dunque, e che invece fu scoperto implicato in un giro di riciclaggio di rifiuti tossici. Per la stessa cittadinanza potrebbe arrivare un risarcimento proprio da parte di chi ha contribuito a contaminare l'area. Se il provvedimento accerterà il dolo da parte della "Cogne acciai speciali" nello smaltimento dei sacchi di polvere, l'azienda sarà obbligata a pagare le spese per lo smaltimento di tali rifiuti. La cifra per la rimozione è stata quantificata intorno ai 300mila euro, soldi che saranno perciò "risparmiati" dai 600mila euro elargiti dalla Regione Lazio per la caratterizzazione e bonifica dell'area. Sarà ora da valutare se la Cogne sia responsabile dell'abbandono nel sito di tali polveri. L'azienda di Aosta nonostante abbia già pagato un compenso per uno smaltimento dei rifiuti mai avvenuto all'Ecologia 2000 (società oggi non più esistente) potrebbe vedersi costretta a una nuova spesa per la stessa pratica. "I soldi che saranno recuperati si aggiungeranno a quelli regionali che probabilmente non basteranno a coprire, da soli, le spese per i lavori all'ex fornace", ha dichiarato il sindaco Alfredo Graziani.

Sara Pandolfi

mercoledì 23 giugno 2010

Tar respinge il ricorso della Cogne

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