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mercoledì 8 dicembre 2010

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martedì 7 dicembre 2010

Giovedi incontro Gianani - Graziani per l'ospedale (o ciò che ne resterà)

dal sito de "Il Messaggero"

Sull’ospedale “Marzio Marini”, il manager della Asl di Rieti, Rodolfo Gianani, si pronuncerà giovedì pomeriggio. Per quella data, infatti, è fissato un incontro tra il manager e il sindaco di Magliano Sabina, Alfredo Graziani. Gianani mercoledì scorso, dopo aver avuto una riunione con il primo cittadino, aveva visitato a sorpresa il nosocomio, per visionare la struttura ed acquisire tutti quegli elementi utili a formulare un’ipotesi di riconversione. Ma Graziani fa sapere che la proposta dell’amministrazione comunale era e resta una sola: 22 posti per acuti, pronto soccorso, day surgery e day hospital (segue).

Un nuovo Lazio? Quale?

dal sito de "Il Giornale di Rieti"
 
Dalle quattro province del Lazio parte finalmente un'idea chiara di riequilibrio del territorio contro un assetto ed una gestione regionale da sempre romanocentrica. Si sono riuniti prima all'Abbazia di Fossanova nel Lazio sud, ora a Rieti, nel Lazio centro nord, per mettere a fuoco una strategia complessiva di approccio al problema per far fronte all'attacco finale della Polverini e di Alemanno che intendono trasformare tutto il Lazio al servizio completo dei soli interessi della capitale. Per verità il problema esiste da almeno venti anni (segue).


di Gianfranco Paris

lunedì 6 dicembre 2010

Un presepe da Tiberiade

L'Associazione Pro Loco
di Magliano Sabina

presenta

Un originale Presepe, raffigurante la Natività
sul Lago di Tiberiade (Mare di Galilea)
che sara' visitabile in Piazza Garibaldi
da Mercoledì 8 Dicembre e per tutto il periodo delle feste.

Progetti di condivisione con l'Andosilla per il Marini

dal sito "Civita News"

Organizzato dalla commissione speciale consigliare specifica per l’Ospedale Andosilla, composta da tre consiglieri comunali: Francesco Urbanetti in qualità di presidente, Miriam Filippetti e Marco Granatelli, si è svolto mercoledì 1 dicembre 2010 alle ore 17,00 presso l’aula consiliare del Comune di Civita Castellana, un incontro pubblico tra i cittadini del comprensorio, gli operatori sanitari e ospedalieri, i sindacati di categoria, le associazioni di volontariato ed imprenditoriali, i partiti politici, gli amministratori locali, al fine di portare un contributo di idee ed attività a sostegno per l’ospedale [...].
Dalla discussione scaturita dalle problematiche sanitarie del comprensorio è emerso che l’Andosilla ha bisogno di un sostanzioso potenziamento del Pronto Soccorso.
E’ emerso che Magliano Sabina dispone di tre sale operatorie che potrebbero essere utilizzate in sinergia con la struttura civitonica, in una visione di messa a sistema delle risorse di due realtà sanitarie molto vicine, anche se in province diverse.
Tra i vari interventi il dott. Mecarocci ha evidenziato come la qualificazione del personale medico sia prioritaria per una buona sanità e che è auspicabile da parte delle istituzioni l’organizzazione di corsi di qualificazione per migliorare la professionalità degli operatori, coinvolgendo anche personalità di spicco della sanità nazionale.

domenica 5 dicembre 2010

Un Lazio senza Roma: qualche riflessione




Una regione Lazio senza Roma? E' una idea da valutare. Sempre secondo il principio per cui "desideriamo avere la possibilità di stare in un territorio in cui potercela battere con altri soggetti alla pari", ragionare su una regione senza la Capitale divoratrice di fondi (soprattutto in un periodo di crisi come questo) è opportuno.
La possibile regione Lazio (senza Roma) dovrebbe innanzitutto avere una propria contiguità territoriale: e siccome la provincia di Rieti non confina con quella di Frosinone, sarebbe necessario che al progetto aderisse anche buona parte della provincia di Roma, quantomeno i territori ad est della Capitale.
Il già citato (per motivi di cambio Regione) art. 132 cost. afferma che "Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse."
Anche in questo caso il procedimento risulterebbe essere decisamente lungo. Il presupposto del milione di abitanti sarebbe largamente soddisfatto (visto che da sole le province di Latina e Frosinone raggiungono tale soglia). Bisognerebbe poi raccogliere il parere favorevole di un terzo di quasi tutti i comuni dell'odierna regione Lazio (un terzo di poco meno di 378 - sicuramente cento comuni) e giungere a referendum positivo.
Come la mettiamo poi con le province? Rimarranno quelle del passato (Viterbo, Rieti, Frosinone, Latina), verranno abolite o ampliate, alla luce della necessità di dover coinvolgere la zona periferica di Roma? E se la sabina romana entrasse nella provincia di Rieti, il comune di Magliano ne trarrebbe giovamento o subirebbe un ulteriore abbandono da parte di Rieti?
Al convegno di venerdì che ha affrontato tale ipotesi sono uscite poi ulteriori richieste che scompaginerebbero il progetto: Civitavecchia già sta pensando alla creazione di una propria nuova provincia; le province di Latina e Frosinone stanno immaginando una Regione Sud Laziale che coinvolga solo loro; la provincia di Rieti non abbandona l'unione con l'Umbria; quella di Viterbo con la Toscana. Insomma, le idee sembrano ancora piuttosto confusionarie.
Non c'è confusione invece su un altro aspetto: più passa il tempo e più alla Pisana si sottraggono risorse ai territori. Bisognerà aspettare forse il prossimo decreto, magari sulle scuole, oppure l'unificazione dell'Ato regionale, oppure la creazione di discariche nelle nostre città per dare concretezza a questi progetti (cambio regione compreso)? Ma potrebbe essere troppo tardi. Potrebbero averci ridotto all'osso ancor di più. 

Niccolò

sabato 4 dicembre 2010

Il futuro del Lazio è senza Roma

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

“Una Regione che non c’è”: è il cartiglio che Oreste Pastorelli, vicepresidente della Provincia, pone al convegno “Federalismo e Roma capitale. Quale futuro per il Lazio”, aperto da una ampia introduzione del presidente Fabio Melilli il quale, nel porsi come una sorta di “magister” del territorio e della politica come costruzione di una sintesi, ha inteso riflettere collettivamente per comprendere “una situazione del perché, da parte di alcuni territori, c’è una tendenza ad andarsene dal Lazio”. Quindi la necessità di “trovare un equilibrio” in quanto “c’è ancora spazio per il dialogo” tra i malumori anti Roma che portano a stimoli di separazione per cui “Roma fuori dal Lazio” o “noi fuori dal Lazio” (segue).

Ajmone Filiberto Milli
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