In Evidenza

giovedì 6 maggio 2010

Avanzi in cassa per il Marini

dal sito de "Il Corriere di Rieti"

Trecentosettantamila euro. A tanto ammonta il bonus monetario ancora a disposizione dell'ospedale “Marzio Marini” di Magliano. La somma fa parte di quella cospicua eredità di Gaetano Marini, lasciata alla struttura locale che, dalla stessa famiglia, conserva ancora oggi il nome. Il cittadino benerimerito alla sua morte, infatti, lasciò indicazioni precise circa la volontà di devolvere alla struttura sabina una valore monetario pari agli attuali 686mila e 270 euro, valore derivante dalla vendita dell'appartamento di Roma, da cui sono stati guadagnati 530mila euro a cui va aggiunto l'appartamento maglianese ancora invenduto, ma il cui valore catastale si aggira intorno ai 41mila euro, e il "gruzzolo" in contanti pari a poco più di 114mila euro calcolati al netto delle spese. Una cospiqua somma quindi che sarebbe dovuta essere sfruttata esclusivamente per apportare migliorie tanto strutturali quanto funzionali al “Marini”. Ad oggi, di quella cifra però, solo circa la metà è stata spesa. Trecentoventimila euro per la precisione, impiegati per l'acquisto di sofisticate apparecchiature mediche così distribuite: 126mila euro per l'ecomotografo, poco più di 100mila euro per la videoendoscopia da impiegarsi per le attività chirurgiche, 61mila per la video laparoscopia chirurgica, 18mila per apparecchiature per l'anestesia e 15mila per l'acquisto di quattro elettrocardiografi. Sarà ora da valutare come impiegare quindi la cifra restante. Dell'esistenza di questo resoconto il sindaco Alfredo Graziani ha fatto menzione anche nel corso dell'ultimo consiglio comunale, lunedì scorso. Il primo cittadino maglianese ha riferito ai consiglieri di un'incontro con il direttore generale della Asl Gabriele Bellini. A quanto detto va aggiunta poi un'altra importante notizia legata alla struttura maglianese, ma non solo. Una cittadina reatina, la quale avrebbe anche espresso la volontà di restare nell'anonimato, ha donato alla asl di Rieti una cospicua somma da impiegarsi per la realizzazione di tre laboratori di oncologia negli ospedali De Lellis di Rieti, Marini di Magliano e nel poliambulatorio di Fara Sabina.

Sara Pandolfi

Tirbuto a Nicola Arigliano

 DOMENICA 9 MAGGIO 2010 – ORE 18.00
Teatro Manlio

La Band di NICOLA ARIGLIANO
TRIBUTO AL MAESTRO
  “i SenzaNicola... In4!” 

  con
Frank Antonucci alla chitarra
  Reverendo Otis al contrabasso
Fabio Capozzi al piano
Aldo Fagiolo alla batteria

con la partecipazione straordinaria di
Marina Fiorentini, Lulù Lafiandra, Noemi Nori

mercoledì 5 maggio 2010

Concerto di solidarietà a Vescovio



Accanto a voi - concerto di solidarietà

Rassegna corale di beneficenza in favore 
di “Effeta Paolo VI”, l’Istituto Pontificio per la rieducazione audiofonetica di Betlemme dove i bambini ed i ragazzi sordi palestinesi acquistano la parola e imparano a comunicare

VENERDÃŒ 14 MAGGIO 2010 – ORE 20.30

SANTUARIO MADONNA DELLA LODE, VESCOVIO

Verranno eseguiti brani della devozione mariana
dalle seguenti formazioni corali

“G. CARISSIMI” DI MAGLIANO SABINA
“CORALE IN SIMPLICITATE” DI MONTEBUONO
“CORALE E STRUMENTALE DI VESCOVIO – SAN POLO”

Al termine della manifestazione sarà offerta una cena buffet al pubblico partecipante

PER INFORMAZIONI Telefono-fax: 0765.608027 - cell. 329.1760460

...senza perdere di vista l'attività

Come potete vedere siamo anche noi impegnati nell'organizzazione di una settimana maglianese che è oramai alle porte. Questo fa si che il blog viene aggiornato magari non quotidianamente o in maniera frettolosa. Non vogliamo però perdere di vista le attività che, finita la "settimana", abbiamo intenzione di rilanciare. Vogliamo dare un piccolo antipasto della sabinamente che (speriamo) verrà. Innanzitutto vogliamo dare seguito ai discorsi da noi fatti in relazione al caso "telecamere" provando a sperimentare l'esperienza già proposta dal blog magliano democratica. Ci piacerebbe cioè proporre dei post che non siano più scritti e basta, ma che siano supportati da video. E poi, anche grazie al prossimo avvento dell'adsl su grande scala, vorremmo intavolare con tutti gli interessati, un discorso relativo ad un sistema di podcasting o, perchè no, di una web radio. Altro punto della nuova sabinamente sarà cercare di calendarizzare una serie di incontri-conferenze-dibattiti su tematiche di interesse.

Questo post però non vuole essere solo informativo, ma soprattutto volto a cercare collaborazioni tra persone che potrebbero essere interessate a portare avanti questi progetti e che abbiano anche qualcosa da proporre in merito.

sabinamente@live.it

Si comincia...

SI COMINCIA STASERA CON LA CENA PER AUTOFINANZIARE LA SETTIMANA MAGLIANESE 2010, ALL'ADAM SMITH PUB!!

VI RICORDIAMO POI CHE DA VENERDI 7 SARA' IN FUNZIONE LA STORICA TAVERNA DEL CURATO DI PIAZZA DEL DUOMO, E CHE PER VENERDI E SABATO L'APPUNTAMENTO E' DALLE ORE 23:00 ALL'ADAM SMITH PUB!!

News dai quotidiani

Riportiamo due articoli apparsi sul Corriere di Rieti rigurdanti da vicino ciò che ruota attorno alla nostra comunità.
MAGLIANO SABINA - NESSUN AUMENTO PER LE TASSE COMUNALI
Seduta di consiglio di cinque ore per approvare il bilancio di previsione. Perizia tecnica definisce a rischio statico le scuole elementari.Cinque ore di riunione e un tavolo consiliare al gran completo: si è svolto così il consiglio comunale di lunedì scorso. Tanti gli argomenti importanti e due novità sulle poltrone rosse di Palazzo Vannicelli: il nuovo assessore al Bilancio Mafalda Boccoli e la nuova veste dell'ex consigliere del gruppo Rinnivamento democratico, che siederà in Comune in qualità di rappresentante di un non meglio precisato gruppo misto. In apertura Rinnovamento democratico è di nuovo tornato a criticare il mancato rispetto delle norme che regolano il deposito degli atti del consiglio. "Ancora una volta abbiamo dovuto far affidamento sui dipendenti comunali che ci hanno aiutato", per di più, denunciano sempre i consilieri di Rd, l'ordine del giorno non sarebbe stato definito a seguito di un confronto con i capigruppo, come invece il regolamento prevede. "Mi impegnerò anch'io personalmente affinché ciò non accada più", è stata la risposta dell'assessore Antonello Ruggeri. "Non siamo seduti in consiglio per alzare e abbassare le mani - ha detto il capogruppo di Rd, Francesco Urbanetti - per il bilancio si poteva cercare un maggior confronto". Nell'ordine il primo tema affrontato riguardava l'impegno del Comune per uno studio di prevenzione antisismica, momento in cui il sindaco ha anche portato a conoscenza dei risultati della perizia effettuata all'immobile delle scuole elementari dalla quale è risultato che l'edificio, oltre a mancare dei requisiti antisismici, è stato valutato a rischio statico. Unanimità anche per il secondo punto: l'atto costitutivo del centro commerciale naturale. Terzo punto "boigottato" invece da Rinnovamento democratico: in questione l'alienazione di un immodile in via della Repubblica donato attraverso un lascito al Comune e del valore di circa 30mila euro. Il sindaco ha illustrato come quella somma sarà utilizzata per sistemare un locale sopra il supermercato Eurospin che sarà messo a disposizione delle associazioni culturali locali. "Il nostro no non è nel merito - ha spiegato Di Basilio - ma perché tale delibera non ci è stata fatta visionare nei tempi stabiliti dal regolamento". A questo punto si è entrati nel merito del bilancio, primo tra tutti il piano triennale delle opere pubbliche. Il programma è stato illustrato dall'assessore Ruggeri. Tra i punti di maggiore interesse la realizzazione di un impianto fotovoltaico da un megawatt (3milioni e 800mila euro), la realizzazione di un asilo nido (568mila euro) e di una "piscina a cinque stelle" (250mila euro) presso la pineta comunale, opera sulla cui ubicazione i due gruppi non sono d'accordo. Invariate resteranno invece l'Ici e l'addizionale Irpef, punto votato all'unanimità. Si scalda il clima quando invece si passa a parlare dell'azienda municipalizzata. "Ci sono punti poco chiari che denotano confusione di gestione - ha detto il consigliere d'opposizione, Giovanni Pagani - nell'inquadramento delle lavoratrici della casa alloggio e sul riconoscimento delle qualifiche. Su questo punto è in atto una trattativa sindacale ed è giusto che i partiti facciano un passo indietro. Azienda e parti sociali stanno trattando e nessuno si deve immischiare. Voteremo no per l'incompletezza della relazione". Proprio su questa decisione si sono alzati i toni, momento in cui la maggioranza ha accusato i consiglieri di Rd di agire per partito reso e non avere a cuore le sorti dei lavoratori e che il loro no, nella sostanza se appoggiato da altri, significherebbe mettere in serio rischio l'Ams. "Un'azienda non può presentare una relazione in modo così poco chiaro al suo unico socio", hanno ribattuto. Secco no anche al bilancio di previsione. "Con convinzione votiamo no", ha concluso il capogruppo Francesco Urbanetti. E le perplessità riguardano davvero un po' tutti i settori

“CAPIRE CHE FINE FANNO I BENI DELLA CHIESA VENDUTI"

Sara Pandolfi

martedì 4 maggio 2010

Secessione e riassetti territoriali

Torna il tema della secessione. Ritorna con le proteste ciociare delle province di Latina e Frosinone, che il 17 maggio a Fossanova chiederanno il distacco da Roma, o meglio si augureranno che la secessione sia seguita e compiuta da tutte le province del Lazio, nei confronti della Capitale. Lo scopo di questa proposta è quello di creare una Regione Lazio senza Roma, che assorbe la maggior parte delle finanze. Da un lato la futura regione sarebbe meno importante di prima, non avendo con sè la Capitale, ma sarebbe certa che i finanziamenti che ad essa giungono saranno destinati effettivamente soltanto ai propri territori. Di questa nuova suddivisione territoriale dovrebbero farne parte (secondo gli ideatori) anche la fascia esterna della provincia di Roma, mentre la Capitale formerebbe, insieme al proprio hinterland, una regione a parte, con propri poteri (Roma Capitale o Città Metropolitana di Roma).
Non c'è dubbio che l'input a questa nuova iniziativa sia dovuto a suddivisioni di poltrone regionali effettuate a scapito della rappresentanza ciociara. Ma se dobbiamo parlare dei problemi veri dei territori, non è proprio la rappresentanza alla Pisana, o nelle altre sedi intermedie, la questione più importante e più sofferta per i territori periferici? Il motivo per cui noi qui a Magliano, altri a Leonessa, altri ancora in giro per il Lazio chiedono di entrare in una regione o provincia diversa è che nella regione o nella provincia d'origine non c'è rappresentanza, o non ce n'è abbastanza per i propri bisogni.
Ecco allora che nascono iniziative locali per cercare di risolvere una questione molto più vasta: l'inadeguatezza delle strutture regionali e provinciali alla rappresentanza dei propri comuni, quantomeno in modo equo e proporzionale. Come può sentirsi rappresentata la provincia di Latina o di Frosinone quando nella scelta degli assessori alla Pisana non ci sono abbastanza delegati locali? Come possono i cittadini di Magliano sentirsi parte di una provincia distante (più lontana dell'umbra Terni) che non dà a Magliano quanto gli spetterebbe, ossia essere considerata (come realmente è) il sesto comune della provincia?
E Leonessa, come si sente rappresentata quando chiede che lo sviluppo dei propri impianti sciistici non sia bloccato al capoluogo?
Ecco quindi che, per risolvere questioni ormai croniche, che il sistema politico nel suo complesso ha dimostrato di non saper gestire, i territori fanno ricorso all'unico strumento loro rimasto, ossia la secessione. Magliano e Leonessa avrebbero in Umbria una regione a misura delle loro esigenze; Latina, Frosinone (forse anche Viterbo e Rieti) con una regione Lazio senza la Capitale avrebbero la certezza che quello (rectius: quel poco) che arriva sicuramente andrebbe ai propri territori.
Inoltre, a tutto questo si aggiunge un altro tema importante: a cosa servono le province? Ma qui andremmo a finire troppo lontano. Avremo occasione per riparlarne.

Niccolò


Intanto riportiamo di seguito l'articolo del Corriere di Rieti che affronta il tema "secessione".


E pensare che, già anni fa, due piccole realtà reatine avevano tentato di portare a casa un risultato con la loro singolare battaglia. Nel febbraio del 2008 il consiglio comunale di Leonessa approvò il referendum che, alla fine del mese di novembre dello stesso anno, portò alle urne i cittadini del borgo reatino per varare la possibilità di annettere la piccola realtà comunale di confine non più alla Regione che “ospita” il Colosseo quanto alla più “adeguata” (e più vicina) Umbria. Ma il voto non servì: non venne raggiunto il quorum che avrebbe dato validità alla scelta effettuata dagli “elettori”. Magliano Sabina, altra realtà comunale dalle piccole sembianze e di vero e proprio confine con la regione “verde” (la cosiddetta “Porta della Sabina”), non fu da meno: almeno nelle intenzioni. In quel caso, fu l’associazione “Sabinamente” a lanciare la provocazione di una “secessione” verso l’Umbria, a causa della scarsa considerazione goduta sotto la “dominazione” reatina. Attraverso un frequentatissimo blog su Internet le sfide furono accese, ma di fatto non portarono a nulla di concreto. Se non a un esempio, che è stato seguito poi un po’ in tutta Italia. Insomma, dopo i casi di Leonessa e di Magliano Sabina, qualcuno ce l’ha già fatta, come dimostra la notizia dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia che, dopo il consueto referendum previsto dalla legge, hanno ottenuto il via libera per il passaggio dalle Marche all’Emilia Romagna (anche se sulla loro scelta ora pende il ricorso presentato dinanzi alla Consulta dalla stessa Regione Marche). Tra gli altri casi in Italia, ci fu il comune veneto di San Michele al Tagliamento, primo fra i tanti di quella regione che si sentono più friulani o trentini (ma, anche lì, il referendum non raggiungesse il quorum); e poi Lamon, passato dal Veneto al Trentino Alto Adige. Ma la sindrome del distacco colpisce quasi tutte le regioni: in Toscana, ad esempio, il paese di Badia Tedalda vuole spostarsi dalla provincia di Arezzo a quella di Rimini, mentre a Firenzuola, nonostante il nome, si sentono più bolognesi che fiorentini. In Lombardia Magase e Valvestino chiedono di lasciare la provincia di Brescia per traslocare in Trentino Alto Adige. In undici vogliono abbandonare Venezia e il Veneto per diventare località del Friuli Venezia Giulia. In Puglia cinque comuni chiedono di cambiare provincia e regione, da Foggia al Molise, con l’aggregazione alla Provincia di Campobasso. In Piemonte otto comuni chiedono il lasciapassare per la Liguria e 6 per la Valle d’Aosta. Così, infine, il Lazio, con Gaeta che vuole diventare una città della Campania; Tarquinia che chiede di diventare toscana e le “nostre” Leonessa e Magliano Sabina che hanno lottato, finora, inutilmente per la loro annessione all’Umbria.

Antonella Lunetti
Related Posts with Thumbnails

Radio Sabinamente

Meteo maglianese

Post più letti nella settimana